Antonino Caffo

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Nove agosto come il numero di serie, 9 appunto. Questione di cabala ma non solo: Samsung ha presentato il nuovo Note9 dopo qualche settimana dalle indiscrezioni online che, ancora una volta, hanno anticipato correttamente le più succose novità del telefonino professionale della casa.

Fuori cambia poco

Cominciamo da un dato di fatto: il Note9 non ha un doppio schermo (quello sarà il Galaxy X) e nemmeno una sorta di Face ID (quello sarà il Galaxy S10). L’evoluzione del modello è incrementale, sicuramente migliore del Note8 ma nulla di strabiliante. Non ci aspettavamo fuochi d’artificio, per carità, anche perché era comprensibile che dopo la rivoluzione dell’Infinity Display del Galaxy S8, gli aggiornamenti si sarebbero concentrati su dettagli, aggiustamenti minimi di forme, un’implementazione del software e una più ampia scelta di colori.

galaxy note 9

Note9: design e funzioni – Credits: Samsung Mobile

Il design vincente

Esteticamente, il Note9 è praticamente identico al precedente anche se qui lo schermo acquista un soffio di polliciaggio in più: 6,4 la diagonale contro i 6,3 del Note8. Eppure, la lunghezza totale del dispositivo è minore (161,9 mm contro i 162,50 dell’8), a dimostrazione di una riduzione delle cornici alle estremità e sui lati. Comparabili spessore e larghezza mentre i grammi crescono leggermente, per un motivo tra tutti: la batteria.

Autonomia estrema, che paura

Sembrava impossibile andare oltre il limite dell’autonomia dell’attuale gamma dei Galaxy. Il Note9 ha un modulo da 3.300 mAh, il Galaxy S9+ uno da 3.500 mAh e invece, udite udite, il nuovo gingillo arriva a 4.000 mAh, solo leggermente sotto il Galaxy A9 Pro da 5.000 mAh e una manciata di altri concorrenti (Lenovo, Xiaomi, ZTE e Asus tra tutti). I detrattori ci metteranno due secondi a ricordare come andò a finire con il Note7 la cui batteria da 3.500 mAh, per colpa di un errore di produzione, aveva causato un richiamo totale degli oltre 2,5 milioni di dispositivi venduti al mondo. Beh, la paura con 500 mAh in più c’è ma Samsung ci ha tenuto a precisare che da qualche anno oramai ha innalzato i controlli presso i fornitori, così da essere certa che ogni elemento inserito nei suoi smartphone rispetti le più rigide norme di affidabilità e sicurezza.

Il resto dell’hardware

Si fa in fretta a elencare le specifiche tecniche aggiornate: processore Exynos (9810 o 9820? Non è chiaro) octa-core con quattro da 2.8 GHz + quattro da 1.7 GHz), memoria RAM da 6 oppure 8 GB e interna da 128 o 512 GB. Questi ultimi due elementi sono le novità principali lato hardware, con Samsung che ha incrementato il quantitativo di storage, che su Note8 era da 64 GB e, nella variante più alta da 512 GB lo ha affiancato a una RAM maggiore, in grado di non lasciar mai che il telefono si sblocchi o, peggio, si scaldi per un eccesso di operazioni in essere. Anzi, a bordo c’è un sistema di raffreddamento chiamato Water Carbon Cooling, mantiene la calma ed equilibra le prestazioni in caso di problemi.

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Note9: design e funzioni – Credits: Samsung Mobile

Non mancano tutta la pletora di sensori: Wi-Fi, GPS, Bluetooth 5.0, NFC, accelerometro, barometro e l’Intelligent Scan, ovvero l’autenticazione avanzata tramite riconoscimento dell’iride e del volto per sbloccare smartphone e servizi supportati, tra cui Samsung Pay.

Plus da non poco: anche qui abbiamo uno speaker doppio (uno in basso al fianco della porta di ricarica, l’altro inserito nella capsula auricolare) e il supporto all’audio Dolby Atmos, che creano una riproduzione sonora di livello pur senza cuffie o auricolari.

Fotocamera e software

Era alquanto plausibile che la fotocamera ad apertura variabile, automatica e manuale, facesse il suo ingresso pure sul Note9. E infatti, il sensore doppio da 12 + 12 megapixel visto già su Galaxy S9+ approda sul recente Note portando con sé sia l’apertura F1.5/F2.4 che lo zoom ottico 2X e digitale 10X. Ma non è tutto: finalmente Samsung si è accorta che può usare l’intelligenza artificiale per realizzare ciò che già fa la concorrenza: individuare le scene che ha dinanzi per impostare al meglio i parametri di scatto.

AI per le foto

Ecco allora due opzioni utili: scene optimizer e flaw detection. La prima consente di identificare almeno 20 categorie predeterminate di cattura, per ottenere foto dai colori vividi e reali. La seconda avverte invece l’utente se l’immagine appena scattata contiene degli errori, prima ancora di andarla a visualizzare nella galleria. Che si tratti di una sfocatura a soggetto o ambiente, controluce che rende poco riconoscibili le scene o eccessivo disturbo sulle lenti, il telefono invia un popup immediato così da lasciare che venga effettuato un altro scatto nel giro di qualche secondo, facendo maggiore attenzione a messa a fuoco e al resto.

La S Pen è “viva”

E siamo giunti all’elemento peculiare di tutta la cronologia dei Note: la S Pen. Al di là della migliore  impugnatura, precisione nella scrittura e vivacità dei colori (se comprate il Note Ocean Blue la penna è gialla, non chiedetemi perché), l’update essenziale è la presenza di un chip Bluetooth low-energy all’interno, per abilitare possibilità di interazione aggiuntive.

Queste, si attuano non tanto quando usiamo il pennino per scrivere o disegnare ma nei momenti in cui lo si tiene a distanza e si usano certe app. Ad esempio, nella fotocamera, si può sfruttare la S Pen come shutter per lo scatto, così da non dover trasformare il proprio braccio in quello di Mister Fantastic dei Fantastici 4 ma piazzando il device in lontananza e decidendo quando cliccare.

Controller multimediale

Oppure, con il lettore musicale o Spotify aperto, basta premere il bottoncino della pen per mettere in pausa e riprendere o un doppio tocco per andare avanti e fare a meno di dover tenere il Note tra le mani o di impazzire con il telecomando degli auricolari. Per i professionisti, la S Pen può essere un valido supporto nello scorrere le presentazioni, nella modalità DeX, quando ciò colleghiamo lo smartphone a un adattatore HDMI o direttamente al dock lanciato a marzo di quest’anno.

Samsung ha spiegato che le modalità di uso della S Pen si basano su API aperte, cioè su un codice di programmazione accessibile a tutti gli sviluppatori, che potranno integrare i comandi via Bluetooth nelle loro app. Aspettiamo un Netflix da fermare a distanza, un Assistente Google da richiamare senza la voce e magari un videogame con cui interagire come se la penna fosse un mini gamepad, tipo quello della Wii, pur senza giroscopio e sensori di posizione.

Fortnite è in esclusiva

E parlando di videogiochi, trova conferma anche un’altra indiscrezione diffusa di recente. Il Note9 è il primo smartphone Android su cui si potrà giocare il seguitissimo Fortnite, che ha fatto faville su iOS. La coreana si è assicurata una bella esclusiva, almeno per un mese dal lancio, poi il gioco sbarcherà sul Play Store, per tutti gli altri cellulari.

Colori, modelli, prezzi

Il Galaxy Note9 sarà disponibile nei negozi italiani, anche online, dal 24 agosto, nelle versioni da 128 GB e 512 GB, con prezzi rispettivamente di 1.029 euro e 1.279 euro. I colori sono Ocean Blue, Midnight Black e Lavender Purple.

Ma già da adesso, lo smartphone si può pre-ordinare, accedendo alla campagna di trade-in, che valuterà fino a 600 euro il vecchio telefono per l’acquisto del nuovo. Solo per l’Italia, inoltre, il Galaxy Note9 arriverà con la formula Samsung Smart Rent: anticipo di 99 euro e 24 rate da 44,90 euro per la versione da 512 GB; 35,90 euro per quella da 128 GB, con copertura danni e furto inclusa.

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