Roberto Catania

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Il Samsung Galaxy S9 è arrivato, e con esso tutta una serie di novità che faranno discutere gli appassionati di nuove tecnologie. Per quanto esteticamente molto simile al suo predecessore, infatti, l’ultimo top di gamma della società coreana nasconde al suo interno tutta una serie di funzionalità piuttosto uniche che meritano di essere analizzate.

A benefeciarne è soprattutto il comparto fotografico, completamente rivisto rispetto al passato, sia sul piano strutturale che su quello delle risorse software.   

In questo approfondimento ci soffermeremo sulle cinque principali novità della fotocamera, concentrandoci nella fattispecie sul modello più lussuoso della serie, il nuovo Samsung Galaxy S9+.

 

1. A cosa serve la doppia fotocamera

La fotocamera posteriore è in realtà composta da due unità, entrambe da 12 megapixel, differenti per ottica e qualità del sensore. La prima fotocamera, quella per così dire più nobile, si fregia di un sensore Isocell da 1.4 µm e ottica da 26 millimetri, la seconda si basa invece su un sensore da 1 µm con obiettivo da 52 millimetri.

La possibilità di combinare due immagini con focale differente, consente al nuovo Samsung Galaxy S9+ di scattare con zoom 2x (senza perdere in risoluzione) e soprattutto di realizzare foto con effetto bokeh: impostando il telefono su Live Focus (l’equivalente del Ritratto di Apple) la fotocamera provvederà a mettere a fuoco il soggetto in primo piano lasciando più sfocato il resto della scena.

2. I vantaggi dell’apertura variabile

Oltre a poter contare su un sensore più grande (e dunque qualitativamente migliore), la fotocamera Isocell dispone di un sistema ad apertura variabile - da f1.5 a f2.4 - in grado di compensare le eventuali variazioni di luminosità acquisendo più o meno luce.

"È una soluzione che emula il meccanismo con cui la pupilla dell’occhio umano si espande e si contrae", ha spiegato a titolo di esempio Samsung in fase di presentazione; il sensore ad apertura variabile, in pratica, acquisisce più luce in situazioni di buio, lasciandone passare di meno quando invece la luminosità è maggiore.

3. Supermoviola a 960 fps

Registrare in slow-motion è ormai una pratica piuttosto comune per tutti i cellulari di ultima generazione, nessuno però - finora - si era spinto su valori di framerate così alti. A conti fatti, il nuovo Samsung Galaxy S9+  può registrare video Full HD a 960 fotogrammi al secondo, risultato persino migliore dell’ottimo Sony Xperia XZ Premium. Gli amanti della supermoviola ringraziano.

4. Una fotocamera poliglotta

L’intelligenza artificiale di Bixby può essere utilizzata direttamente dalla fotocamera principale anche per le traduzioni. Basta inquadrare una scritta o un cartello in una lingua straniera per avere la sua traduzione in tempo reale.

La tecnologia, simile a quella utilizzata da Google Assistant via Google Lens, è ancora lontana dalla perfezione (i risultati per il momento sono solo in inglese ed è necessario inquadrare testi con caratteri sufficientemente grandi) ma è comunque sintomatica di ciò che sarà lecito chiedere a una fotocamera nei prossimi anni.

5. La fotocamera frontale per i selfie e le AR emoji

La fotocamera frontale da 8 megapixel può essere utilizzata in modo tradizionale per scattare selfie, o per creare le cosiddette AR emoji, rappresentazioni animate che sfruttano la mappatura del volto umano per creare delle specie di avatar in movimento.

La AR Emoji non sono perfettamente sincronazzate rispetto ai movimenti del viso ma hanno il vantaggio di poter essere salvate come una GIF qualunque così da poter essere condivise con qualsiasi dispositivo (anche non Samsung), attraverso qualsiasi app.

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