Antonino Caffo

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Barcellona - Tutto cambia perché nulla cambi, direbbe il Gattopardo, e per il Galaxy S9 il detto pare calzare a pennello. Il senso non va travisato: se il design, l’ergonomia, il guscio estetico resta uguale, perché vincente, dentro il resto può cambiare, migliorarsi, portare innovazione senza creare disagi.

Toccando con mano per la prima volta l’S9, la sensazione è identica al touch & feel dell’S8. Ma è nel cuore che si nasconde un nocciolo rinnovato, che contribuisce a dar vita a un cellulare che si stacca nettamente dal precedente. Il punto di distinzione principale, a livello estetico ma anche funzionale, è la fotocamera. Sul modello classico, l’S9, è sempre mono, cioè con un solo sensore, mentre sul Plus, arriva la dual-cam, simile alla soluzione a bordo del Note8.

La differenza è che entrambe hanno ora sensori Isocell di ultima generazione, che non solo aumentano la qualità delle immagini ma abilitano possibilità di scatto avanzate, tradotte nella presenza di una focale variabile, che entra in gioco a seconda del grado di luminosità. Ciò permette, anche agli utenti meno esperti, di avere foto di ottima fattura lasciando tutte le impostazioni in automatico, con il sistema che fa il resto.

La presentazione al Mobile World Congress

Come previsto, Samsung ha svelato al MWC 2018 i due telefonini, confermando quanto si sapeva da tempo, soprattutto in merito al design. Ma un conto è affidarsi alle indiscrezioni online, che oltre qualche leak non vanno, e un altro sentire dalle voci degli esperti della casa coreana in cosa si traduce il lavoro svolto subito dopo il lancio degli S8, la scorsa primavera.

L’aspetto: sensibilmente migliore

Non è semplice accorgersene, ma i bordi superiori e inferiori del Galaxy hanno perso un po’ di cornice, donando alla superficie touch uno spazio maggiore. Le curve sono le solite ma è bastata un’unica accortezza a far guadagnare punti al device. Quale? Lo slittamento del lettore di impronte dal fianco della fotocamera posteriore alla porzione sotto. Ora il sensore è davvero raggiungibile e utile, sia per lo sblocco del telefonino che per accedere ad alcune app, in particolare quelle dedicate alla sicurezza personale e alle finanze.

Il suono è Dolby Atmos

Il riconoscimento delle dita, nell’utilizzo quotidiano, è sicuramente l’aspetto che farà più piacere agli utenti. Ma ce n’è un altro, sia hardware che software, che merita la stessa attenzione. Il Galaxy S9 e S9+ gode adesso di uno speaker doppio AKG, con un’uscita solita in basso e una, integrata nella scocca, in alto. A questo si aggiunge la tecnologia di riproduzione Dolby Atmos, che si attiva dalla finestra superiore dei collegamenti veloci. Qualsiasi file audio o video, certificato Dolby o meno, viene amplificato, così da restituire un’esperienza migliore anche durante il gioco.

La fotocamera e le AR Emoji

La fotocamera è il vero motore di questo smartphone. Il team di Samsung che ci ha mostrato gli S9 in anteprima ci ha tenuto a specificare che oggi dietro a un’ottica non c’è più solo la possibilità di scattare una foto o registrare un video. Con Bixby Vision, ad esempio, si può già cercare un luogo su internet, comparare un paio di scarpe su siti di e-commerce e ottenere altre informazioni contestuali. L’assistente casalingo di nuova generazione, basato su Android Oreo, ha imparato a tradurre da una lingua all’altra, semplicemente puntando la fotocamera su un cartellone, un’insegna, un foglio di giornale. Tutto molto simile a Google Lens ma qui il machine learning, col tempo, dovrebbe fare la differenza, affinando sempre di più le traduzioni.

E non solo: attivando Bixby su un alimento, il sistema restituisce il valore medio delle calorie che contiene, probabilmente per dissuaderci dal lanciare il primo morso.

Scriveremo dopo delle modalità di scatto in sé perché un’altra simpatica sorpresa sono le AR Emoji. Sulla falsariga delle Animoji dell’iPhone X, che trasformano un viso umano in una emoticon animata, anche l’S9 è capace di mappare il volto tramite cam frontale per mostrare una riproduzione tridimensionale del soggetto. Questa, a differenza del concorrente, non si muove in sincrono con la persona ripresa ma visualizza semplicemente un set di espressioni predeterminate da inviare come messaggio o postare sui social.

Focale variabile, cosa vuol dire

Gli appassionati di fotografia conoscono i vantaggi di un’apertura focale variabile; sarà utile ricordare il motivo. Quando uno smartphone con apertura fissa riprende un ambiente non illuminato sfrutta i controlli ISO temporali per cercare di ottenere una resa decente. Ciò comporta rumori di fondo, soggetti sfocati e altre imperfezioni.

Con l’apertura variabile invece, il Galaxy S9 e il Plus scelgono la focale migliore per avere scatti di qualità anche in condizioni di poca luminosità. Questo accade perché la doppia esposizione, F/1.5 e F/2.4, fa entrare la luce a intervalli non regolari, gestiti dagli algoritmi e ottimizzati per situazioni differenti. Il risultato è una maggiore resa su entrambi i telefoni. Quello che cambia sul Plus è che qui, per via della seconda fotocamera, la variabile viene usata anche per foto in teleobiettivo, doppia acquisizione (un solo scatto salva sia il primo piano che il piano lungo) ed effetto bokeh che, in teoria, dovrebbe essere il più bello sul mercato.

Ed è per merito delle ultime Isocell che Samsung da il benvenuto alla modalità di ripresa in Super Slow-mo, ovvero la registrazione a 960fps di video al rallentatore da editare velocemente con l’inserimento di testi, foto e musiche predefinite.

Tante cover e il DeX 2018

Come al solito, al fianco dei Galaxy S9 Samsung rende disponibili anche le rinnovate cover. Ce n’è per tuti i gusti: dalle classiche in silicone alle recenti Alcantara fino ai modelli certificati per la resistenza alle cadute e quelli con stand per la visione di filmati e video. Più che in passato, la scelta dei colori è vasta, anche se bisognerà capire se tutto arriverà ovunque o con limiti territoriali.

Nota a parte merita il DeX. Si tratta del supporto che ha debuttato con il Galaxy S8 e che trasforma l’Android sul telefonino in un sistema operativo esteso, quasi concorrente di Linux. Funziona agganciando lo smartphone a un monitor o un televisore esterno via cavo HDMI. Se l’esemplare 2017 aveva reso un attimino complicate le cose, per via dei numerosi fili e adattatori necessari per collegare mouse e tastiere, il DeX 2018 semplifica nettamente la questione.

Prima di tutto cambia nel design, abbracciando la logica flat. Il dock è una superficie unica che, in fondo, ospita la presa USB-C a cui attaccare l’S9. Ai bordi ha le uscite USB e quella di alimentazione e lascia libero anche il jack per le cuffie. Il bello è che, una volta inserito, lo schermo del cellulare diventa un mouse o una keyboard, così da eliminare il bisogno di connettere accessori esterni.

Certo, per lunghi testi e sempre meglio una tastiere fisica ma quella è una scelta che dipende dagli usi di ognuno. Il DeX guarda anche alle aziende: gli amministratori IT possono personalizzare l’interfaccia visualizzata all’inserimento dell’S9 inserendo sfondi e loghi proprietari, applicazioni esclusive e limiti nell’utilizzo di tutto ciò che c’è a bordo del dispositivo, se non conforme alle policy interne (se i Galaxy sono donati ai dipendenti dalla compagnia sia a scopo professionale che privato).

Prezzi, colori e disponibilità

Arriviamo al quid: quanto costano Galaxy S9 e Galaxy S9+? Più dei fratelli attuali. Il prezzo di S8 e Plus, al lancio, era di 829 e 929 euro. Le nuove iterazioni hanno un cartellino di 899 e 999 euro, una maggiorazione di 70 euro. Giusto o sbagliato che sia, il trend è quello di avvicinarsi, fino a superare, i mille e se c’è gente disposta a spendere tanto le compagnie sicuramente staranno su tale soglia da qui in avanti.

Risparmiare si può

I neonati Galaxy si colorano di Midnight Black, Lilac Purple e Coral Blue, i tre che nelle ricerche di mercato hanno soddisfatto maggiormente i clienti di S8 e Note8. Probabilmente nei mesi vedremo altre varianti ma è tutto da confermare. Oggi, data di presentazione, partono le prevendite che dureranno fino al 15 marzo, giorno prima dell’arrivo ufficiale nei negozi. Chi decide di bloccare un’unità in anteprima la riceverà con qualche giorno di anticipo, magari sfruttando l’iniziativa cashback, che permette di risparmiare fino a 450 euro sull’acquisto di uno dei due S9 se si manda indietro un S8, un S8+ o un Note8 con garanzia Italia e in condizioni ottimali (altrimenti il valore scende).

Funziona in questo modo: si compra il nuovo smartphone a prezzo pieno e, una volta spedito e verificato quello vecchio, si riceve sul conto inserito in fase di registrazione il credito per l’usato. Un ritorno economico molto utile a cifre del genere.

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