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Galaxy S9+, spunta il sensore fotografico Isocell

Samsung presenta ufficialmente la nuova tecnologia che migliora la qualità di foto e video con lo smartphone, al debutto sul prossimo modello

galaxy s9 foocamera isocell

Antonino Caffo

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Ci avviciniamo velocemente all’appuntamento del Mobile World Congress di Barcellona di fine febbraio, quando Samsung porterà sul palco il Galaxy S9 e il Galaxy S9+.

Nutriamo oramai pochi dubbi sul fatto che la più grande differenza tra i due, al di là della diagonale dello schermo, sarà la presenza sul modello maggiore di una doppia fotocamera posteriore, simile a quella dell’odierno Note8. Sul Galaxy S9 base invece il singolo sensore la farà da padrone anche se migliorato in numerosi aspetti.

La nuova famiglia di chip

Dalla compagnia nessuna conferma ma un dettaglio ulteriore di ciò che potremmo vedere a bordo della prossima franchigia arriva direttamente dal produttore, che ha presentato e pubblicato online le caratteristiche tecniche degli Isocell 2018, i sensori di nuova generazione destinati alla telefonia mobile.

Cosa sono gli Isocell

Si tratta dell’hardware specifico di cui sono composte le fotocamere che Samsung piazzerà sui telefonini a partire da quest’anno, perché capaci di spostare più in avanti i limiti resi possibili dalla tecnologia Dual Pixel, al debutto con il Galaxy S7 e che avevamo spiegato qui.

Le implementazioni studiare dalla coreana, permettono al reparto multimediale di attuare delle funzioni particolari molto interessanti, molte basate sul cosiddetto Dual Pixel Super Phase Detection. Si tratta di una tecnica che consente di seguire un oggetto o una persona, anche in rapido movimento, per mantenerla sempre a fuoco, pure in condizioni di scarsa luminosità.

Foto e video artificiali ma intelligenti

Una soluzione del genere era già stata adottata a fine 2016 da Sony Mobile su Xperia XZ anche se qui entra in gioco un elemento ulteriore per nulla banale: l’Intelligenza Artificiale. Il Super PD (viene contratto così) è gestito interamente da un sistema AI, che non potrebbe esistere sui processori attuali della casa e del partner Qualcomm, perché privi di un’area fisica dedicata a ciò. Si tratta di un ulteriore indizio che fa pensare a come sarà costruito l’Exynos 9810, destinato a competere con il Kirin di Huawei e l’A11 Bionic di Apple proprio per la presenza di una neural processing unit, una sezione adibita al calcolo informatico avanzato. Da ciò ne beneficerà anche Bixby ma questa è un’altra storia.

isocell samsung super pd

– Credits: Samsung

L’arrivo del super slow-motion

Nella pratica, gli Isocell realizzeranno su smartphone qualcosa finora mai visto: le riprese video in slow-motion a 480fps in risoluzione 1089p. Vorrà dire sfruttare l’altissima qualità in modalità non propriamente classiche, così da dar vita a produzioni casalinghe con pieno sfogo della creatività e alla portata di tutti. Per fare un esempio, il Galaxy S8+ si ferma allo slow-motion a 240fps e risoluzione di 720p.

Apertura variabile

Qui siamo nel campo delle ipotesi ma gli Isocell potrebbero essere i primi sensori di Samsung a far debuttare l’apertura variabile f1.5/f2.4. Che significa? A seconda dell’immagine ripresa, il sistema può aprire o chiudere la focale per ottimizzare la cattura di luce e colori, per ridurre i rumori di fondo. Nel lontano 2009 ci aveva provato Nokia a seguire una strada del genere con l’N86 anche se spettava all’utente decidere su quale dei tre valori disponibili posizionare l’obiettivo, una scelta giusta ma probabilmente utile solo agli appassionati e semi-esperti, non di certo alla massa.

Vista l’importanza che la comunicazione globale di Samsung sta dando ai sensori Isocell è lecito attendersi un focus centralizzato soprattutto sul reparto multimediale di Galaxy S9 e Galaxy S9+ nel giorno della presentazione. Di qui ai prossimi mesi, gli Isocell saliranno su tanti altri smartphone, vista la declinazione in vari formati: Slim, Fast, Bright e Dual, buoni per dispositivi con fasce di prezzo più basse, come il middle-level Galaxy A8.

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