Antonino Caffo

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OnePlus non è nuova a presentare declinazioni più colorate e creative dei suoi smartphone. Nel recente passato abbiamo visto le collaborazioni con Colette e Jean-Charles de Castelbajac, oltre all’edizione bianca del 5T, conosciuta altrove come Star Wars. Insomma, la rampante startup cinese le pensa tutte pur di mantenere alto l’interesse sui propri prodotti, e anche con OnePlus 6 la storia non cambia.

Red Edition

Arriverà domani in Italia, e già pre-ordinabile online, la Red Edition di OnePlus 6, che ricorda molto da vicino la medesima variante cromatica di iPhone 8, dedicata come al solito da Apple alla lotta all’Aids e HIV e alla raccolta di fondi per la ricerca. Quella di OnePlus non avrà lo stesso etico fine ma si tratta di due compagnie dalla statura differente dunque i paragoni non valgono.

Quello che sappiamo è che OP prosegue con il ritmo incalzante di offrire qualcosa di nuovo ai consumatori come minimo ogni trimestre, fosse pure una versione rossa dell’ultimo top di gamma. È una strategia interessante ma che non sempre gli appassionati del gruppo prendono bene, proprio per l’estrema compressione dei tempi tra un lancio e un altro, con la richiesta di un esborso economico più veloce della concorrenza.

Cosa cambia

Poi c’è da dire che la Red Edition non conosce mezze misure: o piace o no. Proprio come l’iPhone 8, non siamo dinanzi a un aggiornamento lato hardware ma solo estetico. E se si punta a un terminale del genere è per chiari innamoramenti fulminei e non un dover cambiare telefono.

Se poi le cose vanno di pari passo (necessità di un nuovo smartphone + passione per il rosso) allora si è fatto bingo, perché questo OnePlus sarà pure esclusivo però costa ancora quasi la metà delle ammiraglie concorrenti: 569 euro, con 8 GB di memoria RAM e 128 GB di storage interno, non espandibile.

Come è fatto

OnePlus ci ha tenuto a precisare che per la realizzazione del modello rosso sia stato eseguito un processo particolare di creazione delle finiture con l’aggiunta, sulla scocca lucida, di un rivestimento ulteriore, che è costato all’azienda 5 dollari per unità, senza impattare sul prezzo finale di vendita. L'effetto? Di pregio e unico, un pezzo da collezione.

Il retro è sempre in vetro e, purtroppo, ancora privo della ricarica wireless. Il motivo? Tutto nel concetto di dash charge, cioè il supporto alla ricarica rapida via cavo, che non potrebbe mai realizzarsi nella modalità senza fili. Tra comodità e velocità, OnePlus preferisce sempre la seconda.

Sotto la scocca

L’incipit è stato che dentro l’hardware è lo stesso degli esemplari classici Mirror Black, Midnight Black e Silk White. Anche Red ospita un processore Snapdragon 845, i suddetti 8 GB di RAM e 128 GB di memoria interna, doppia fotocamera da 16 + 20 megapixel sul retro, 16 MP frontali, display Amoled da 6,28 pollici e notch, altro elemento da tutto o niente. A bordo OxygenOS basato su Android Oreo sul quale però si può già installare Android P in versione beta, vista l’inclusione di OnePlus tra i partner di Google nel programma di prova aperto.

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