Smartphone & Tablet

OnePlus 6 vs OnePlus 5T: le differenze

Svelato il nuovo smartphone Android cerchiamo di capire cosa cambia con la generazione precedente

oneplus6

Antonino Caffo

-

Sono passati solo sei mesi dall’arrivo di OnePlus 5T. In ambito tecnologico nessuno, nemmeno le varie Apple, Samsung e Huawei, si erano mai spinte a tanto: lanciare un nuovo modello della stessa linea prodotto ogni semestre.

E invece la strategia di OnePlus, da anni, segue lo stesso ritmo, creando aspettative continue ma anche notevoli grattacapi per chi vorrebbe seguire le novità più recenti ma non sempre ci riesce, economicamente parlando.

Il punto allora è questo: vale la pena passare da OnePlus 5T a OnePlus 6? I cambiamenti sono evidenti, soprattutto nel design, mentre bisogna scandagliare più a fondo sotto la scocca per considerare quanto convenga sborsare almeno 519 euro per portarsi a casa il neonato esemplare. Qui confrontiamo le ultime due generazioni, categoria per categoria.

Il design

OnePlus 5T ha apportato cambiamenti significativi sotto questo punto di vista, introducendo un display con rapporto da 18:9 e lasciando per strada forme e caratteri da duro. Un disegno che era stato ben apprezzato dai fan ma che oggi cambia ancora. OnePlus 6 è un telefono molto diverso sia sulla parte anteriore che posteriore. Sul davanti diamo il benvenuto al famoso notch, la tacca vista su iPhone X che sta standardizzando tutti i principali dispostivi mobili visti sinora. Sul retro arriva una backcover in vetro, elegante, che però non vuol dire ricarica wireless, inspiegabilmente. Il passaggio da 5T a 6 è netto: il cambio, basandoci su tale elemento, è da fare.

Lo schermo

Come accennato, OnePlus 5T aveva aumentato già le dimensioni del touchscreen ma OnePlus 6 va anche oltre, con uno schermo da 6,28 pollici. Tutto merito della tacca che, qualora non dovesse piacere, si può nascondere con un’opzione software, come su Huawei P20 Pro e LG G7 ThinQ. Notch o meno, il display AMOLED è davvero favoloso. Ha una risoluzione a 1080 x 2280 pixel, meno densa di S9 e iPhone X, tuttavia offre un ottimo equilibrio tra luminosità, contrasto e dettaglio, con rese di qualità per qualsiasi contenuto mostrato.

La fotocamera

Abbiamo assistito a un graduale miglioramento della fotocamera da quando OnePlus 5 ha introdotto un doppio sensore posteriore. Il 5T montava chip da 16 megapixel e 20 MP con apertura f/1.7, riducendo i problemi di scarsa illuminazione visti con il precedente. La resa sul 6 non è cambiata molto. Il nuovo modello ha ancora una fotocamera principale da 16 MP e una secondaria da 20 MP, sempre f/1.7. La differenza è che il modulo superiore (che in realtà è secondario) opta per un sensore più grande e include anche la stabilizzazione ottica, attesa un po’ da tutti i fan. Il software potrà implementare opzioni maggiori ma se la base hardware rimane la stessa, il margine di aumento è limitato.

Le prestazioni

Se OnePlus 5T montava lo Snapdragon 835, visto pure sul 5, OnePlus 6 gode del nuovo Snapdragon 845, più efficiente e potente. Ha ancora le stesse opzioni RAM da 6 GB e 8 GB e anche le performance, nell’utilizzo quotidiano, restano in linea con la famiglia 2017. L’intelligenza artificiale dovrebbe ottimizzare la batteria e la modalità gaming spingere oltre le soglie le prestazioni quando si videogioca ma, nel complesso, l’upgrade è più sulla carta che pratico.

La batteria

Sia OnePlus 5T che OnePlus 6 si basano su un modulo da 3.300 mAh. Anche se lo schermo del 6 è più grande non aspettiamoci un impatto significativo sulla durata della batteria, proprio perché il telefono gestisce meglio l’autonomia. Per quanto riguarda lo storage, le edizioni di OnePlus 6 sono le solite da 64 GB e 128 GB ma con una terza strada, quella dei 256 GB, che rappresenta l’attuale top di gamma disponibile nelle due finiture nere. La scelta non è banale se ci si ricorda che sui OnePlus non c’è il supporto alle schede microSD. Quindi, una volta finita la memoria (molto difficile) l’unica cosa da fare è cancellare contenuti, per salvarne di nuovi. Su entrambi troviamo l’ingresso da 3,5 mm per le cuffie, anche se ora la compagnia vende pure un paio di auricolari Bluetooth, i primi dall’inizio della sua avvincente storia.

Il verdetto finale

Se OnePlus 5T non fosse stato rilasciato alla fine dello scorso anno, OnePlus 6 si sarebbe rivelato un aggiornamento più che necessario. Ma con solo sei mesi a dividerli, il più recente non è poi così lontano dal fratello maggiore, per molti aspetti. Le principali differenze derivano dal look, palesemente ispirato a quanto visto sinora nel mondo Apple e Android, molto più di un dettaglio per chi ama il notch e l’estensione del display a filo di cornice.

Le altre novità sono piuttosto incrementali: c’è di sicuro più potenza, forse una fotocamera leggermente migliore e un’autonomia prolungata. Manca qualche chicca vista altrove, come le emoticon animate, il wireless charging e lo speaker stereo duale. Insomma, piccoli accorgimenti che però contribuiscono a fare grandi i grandi.

Il lato positivo è, ancora una volta quando si parla di OnePlus, il prezzo. Si parte dai 519 euro della versione con 6 GB di RAM e 64 GB di memoria interna per arrivare ai 619 del 8 GB/256 GB. La scelta più sensata è quella di mezzo, 569 euro per 8 GB di RAM e 128 GB di storage. A parità di prestazioni siamo ancora 300-400 euro in meno della concorrenza in fase di lancio, davvero niente male.

Vale la pena passare a OnePlus 6 se si ha OnePlus 5T in tasca da solo qualche mese? Decisamente no, non ne siamo convinti. Ma visto che si può ricavare dalla vendita del vecchio (privatamente o tramite il trade-in dell’azienda) anche la metà del cartellino del nuovo, allora farci un pensierino non è proibitivo, anzi è quasi consigliato.

Per saperne di più:

© Riproduzione Riservata

Commenti