Smartphone & Tablet

Samsung Galaxy X, presentazione anticipata

Lo smartphone con due (o tre?) schermi entrerà presto nella fase di produzione di massa per arrivare nei negozi prima del previsto

galaxy x concept 2019

Antonino Caffo

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Sarebbe dovuto essere fine 2019, probabilmente 2020 e invece il Galaxy X è già una mezza realtà. Lo smartphone con due o tre schermi, dipende dalle indiscrezioni, si candida a essere per Samsung quello che l’iPhone X è stato per Apple, una rivoluzione.

Di cosa si tratta

Il Galaxy X, come sappiamo oramai da tempo, è uno smartphone con display flessibile. questo vuol dire che la superficie dedicata al touch può essere estesa secondo modalità di cui oggi non siamo a conoscenza. Lo ZTE Axon M è il predecessore di una tecnologia simile, sebbene sul telefonino della cinese i due pannelli non siano per nulla pieghevoli ma semplicemente tenuti assieme da una cerniera, che permette di aprire o chiudere il telefono e usarlo in diverse modalità.

La tecnologia Oled degli schermi di Samsung sarà invece un passo ulteriore verso una versatilità maggiore proprio per la promessa di restituire un’esperienza di utilizzo realmente innovativa. Ne siamo certi? No, assolutamente, ma è ovvio che Samsung, anche grazie alla divisione interna Display, non può che avere tra le mani una soluzione hi-tech futuristica e in grado di spostare più in avanti i limiti del possibile del settore telefonia.

Inizio 2019

Le voci di corridoio più insistenti delle ultime ore arrivano dal coreano The Bell, sito web da sempre molto vicino a Samsung. Il portale conferma l’avvio della produzione del Galaxy X entro novembre 2018, con una prima disponibilità entro il primo semestre del 2019. L’evento di presentazione si terrà, con tutta probabilità, qualche settimana dopo il Mobile World Congress di Barcellona, dove Samsung porterà il prossimo Galaxy S10. Prima di tutto ciò ci sarà il Galaxy Note9, già fissato per settembre 2018.

Galaxy X, il vincente

Lo stesso The Bell spiega che il team dietro lo sviluppo del cellulare pieghevole ha cambiato il nome in codice da Valley a Winner, un segnale che, per gli esperti, vuol dire consolidamento del progetto, chiusura del design e avvio delle operazioni di assemblaggio presso i fornitori. Non mancano nemmeno aggiornamenti sul piano del design, che fino a ieri sembrava dovesse prevedere solo due display.

Dimensioni e forme

E invece le cose sono cambiate rapidamente, tanto che oggi il Galaxy X è un telefonino con tre schermi da 3,5 pollici ognuno. Nella pratica potete prendere in esempio il vostro smartphone attuale, che sul fronte ha un pannello classico e dietro la cover con fotocamera e sensori. Immaginate di poterlo aprire e di trovare all’interno due altri display, a mo’ di libro. A quel punto la parte esterna si spegne, per non consumare troppa energia, e i due dentro si accendono, così da restituire un’esperienza interattiva simile a quella di un tablet da 7 pollici.

Prezzo e disponibilità

Siamo sempre nel campo delle ipotesi ma un evento tra 10 mesi vorrebbe dire disponibilità entro l’estate, sebbene in quantità limitate. Il motivo? Il Galaxy X non potrà essere un prodotto per la massa, non all’inizio. Qui è dove ha peccato Apple, dovendo poi ripensare al ribasso alle stime di produzione. Partendo con un obiettivo di vendita minore si potranno tracciare strategie migliori per il futuro, indirizzando X nei mercati più adatti a riceverlo.

Detto ciò, se consideriamo che al lancio il Note8 costava 999 euro è evidente che con il Galaxy della rivoluzione supereremo nettamente la soglia, non solo psicologica, dei 1.000 euro. Per arrivare dove? Difficile dirlo ma le stime raccontano di una fascia tra i 1.100 e i 1.200 euro. Del resto le rivoluzioni hi-tech si pagano.

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