Smartphone & Tablet

Galaxy X, perché il display è doppio ma non curvo

Nessuna apertura a libro, nessuna cerniera, la soluzione è nascosta in un brevetto che anticipa il rivoluzionario smartphone

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Antonino Caffo

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Per i più tecnici, il brevetto che Samsung ha depositato il 12 dicembre 2017 (ma la domanda è del settembre 2016) si trova a questo indirizzo. Il disegno potrebbe anticipare quello che sarà il Galaxy X, dispositivo che la compagnia coreana svelerà prima o poi nel corso del 2018, probabilmente entro la primavera.

A scoprirlo prima degli altri è stato LetsgoDigital, sito olandese pronto a pubblicare le foto del documento liberamente accessibile online, sul portale dello USDP, l’ufficio dei brevetti e design degli Stati Uniti. Come facciamo a sapere che ciò che si nasconde dietro un paio di schizzi è proprio il Galaxy X? Beh, non c’è alcuna certezza ma dopo una serie di congetture, ipotesi e illazioni circa quello che si pone come un telefonino rivoluzionario, finalmente abbiamo una ufficiosità da parte del costruttore, sempre che la bozza si trasformi in un oggetto concreto.

Le tempistiche

Partiamo da un presupposto: qualunque sia l’aspetto del Galaxy X, Samsung non ci sta lavorando certo da ieri o dall’autunno scorso. Quella di depositare una proprietà intellettuale è un’operazione poco più che burocratica, che non preclude alcuna attività di progettazione antecedente. Insomma, il fantomatico “X” potrebbe essere nei laboratori della multinazionale da anni ma solo in vista di una finalizzazione, il team di ricerca ha distribuito la grafica finale, da sottomettere al vaglio dello USDP nella maniera più prossima all’originale.

Questo per due motivi. Il primo: assicurarsi che non vi siano incongruenze tra il prodotto finito e il disegno parte del brevetto. Il secondo: lasciare comunque un minimo di raggio d’azione alla concorrenza; Samsung non può ottenere tutte le proprietà possibili per uno smartphone con doppio schermo, ammazzando di fatto il mercato. Ha scelto semplicemente la soluzione che riteneva migliore e l’ha registrata.

Il doppio schermo

Passiamo dunque al succo: il pannello doppio. A differenza di quanto detto finora, a seguito di un video lanciato da Samsung qualche anno fa, il Galaxy X non avrà una forma a mo’ di libro, cioè pieghevole. La tecnologia degli schermi OLED non è pronta a un salto del genere e si arriverà a un vetro flessibile solo tra un paio di anni, sicuramente intorno al 2020. Per tenere alto l’interesse sul prodotto però bisognava inventarsi lo stesso qualcosa di nuovo: il touch sul retro.

 

Nella pratica, l’intero infinity display presente sulla parte classica frontale prosegue anche dietro, svelando un’area sensibile al tocco da usare come pannello edge allungato, magari per la ricezione di notifiche e una loro rapida lettura.

Il predecessore: Meizu Pro 7

Avevamo visto qualcosa di simile a bordo del Pro 7 di Meizu, che ha debuttato a luglio. Quello che cambia è che il second screen di Samsung è un pezzo unico, che curva sullo chassis posteriore senza interruzioni, mentre Meizu aveva optato per uno schermo ulteriore diviso da quello principale e davvero molto piccolo.

Vero o no, arriverà

Samsung ha in serbo qualcosa di unico per il 2018 e questo è chiaro. Quanto di vero ci sia sui brevetti (tanti) che circolando di recente non è dato saperlo ma una certezza c’è: il Galaxy X non sarà uno smartphone per tutti. Vuoi per la sua unicità, che per l’utilizzo a ogni modo rivoluzionario, vuoi per la quasi contemporanea uscita del Galaxy S9, il prezzo potrebbe lievitare molto, anche oltre i 1.200 euro, una cifra che solo la nicchia potrà accettare, prima che forme e tecnologie simili vengano adottate anche dagli altri, diventando di massa.

Per saperne di più

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