Roberto Catania

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Lo abbiamo inserito nella classifica dei migliori smartphone per chi non vuole il solito smartphone. Per un motivo abbastanza semplice: non capita tutti i giorni di vedere un telefono con un doppio display richiudibile.

Insomma, tutto si può dire del  nuovo ZTE Axon M fuorché non sia un dispositivo originale. Aria fresca, specie in un momento storico nel quale tutti gli smartphone sembrano creati con lo stampino.

A questo punto resta da capire quale sia il reale valore di un modello che oltre a essere sui generis è anche piuttosto costoso: 899 euro il cartellino ufficiale sul sito TIM (che lo distribuisce per il momento in esclusiva).

In questa recensione cercheremo di capirne di più, analizzando i punti di forza e quelli di debolezza.

Design

Descrivere la parte estetica di un dispositivo come l’Axon M non è affare semplice. A dire il vero l’idea di un form factor a libretto non è qualcosa di completamente inedito - in passato già altri produttori di telefoni e tablet hanno sperimentato l’idea, con risultati a dire il vero non entusiasmanti.

L’interpretazione fornita da ZTE è comunque piuttosto personale. Tutto passa da un sistema di apertura/chiusura a cerniera che di fatto consente al telefono di ripiegarsi a 360 gradi.

Lo si può usare da chiuso, guardando la faccia principale e lasciando quella secondaria in stand-by sul lato opposto, oppure lo si può aprire come un libro (con le due facce sullo stesso piano) o in modalità “tent”, con i due schermi a formare una specie di capanna, ideale se avete due bambini posizionati uno di fronte all’altro che vogliono vedere due video diversi.

La qualità dei materiali è soddisfacente, ciò che non convince è il progetto ergonomico nel suo insieme. Lo ZTE Axon M è a nostro avviso davvero troppo ingombrante: 1,2 centimetri di spessore e 230 grammi di peso sono comunque troppi, anche per un dispositivo che vale per due. Sarebbe bastato eliminare le cornici, come stanno facendo quasi tutti i principali produttori di smartphone, per avere un risultato più leggero. Peccato.


ZTE Axon M

– Credits: Roberto Catania

Hardware

Se la presenza di un doppio schermo rappresenta il piatto forte della nuova proposta ZTE, il resto della dotazione merita comunque una menzione. Per il suo nuovo flagship la casa cinese mette sul piatto un processore affidabile (Qualcomm Snapdragon 821) anche se un po' datato, una buona dose di RAM (4 GB), una fotocamera da 20 megapixel e una batteria da 3.180 mAh ricaricabile mediante un alimentatore QuickCharge 3.0 co cavo USB Type-C: per un pieno di energia basta meno di un'ora e mezza.

Le funzionalità di sicurezza passano per un lettore di impronte digitali situato sul fianco del telefonino (quello opposto alla cerniera), una posizione insolita - l’abbiamo vista solo su alcuni modelli Xperia di Sony - ma alla quale ci si abitua abbastanza in fretta. Anche perché lo sblocco è abbastanza veloce e preciso. 

Nel complesso siamo di fronte a una dotazione più che sufficiente, c’è chi allo stesso prezzo offre di più, ma considerata la difficoltà di dover gestire due display si può dire che ZTE sia arrivata al sodo senza inutili evoluzioni.

ZTE Axon M

ZTE Axon M – Credits: Roberto Catania

Come va nell'uso quotidiano

L’anima è quella di un telefono Android (Nougat), incarnata come detto in un telefono bifronte.

L’aspetto più interessante di questa natura doppia sta nella possibilità di gestire i contenuti visualizzati nei due schermi (per farlo è sufficiente cliccare sull'apposito tasto multifunzione con la M): si possono aprire due applicazioni distinte (ciascuna nel rispettivo schermo), oppure proiettare i contenuti (ad esempio un video) su un unico spazio raddoppiato, o ancora sfruttare una singola applicazione in maniera dual, con una parte dell'esperienza sul primo display (ad esempio la tastiera) e la restante sul secondo.

Insomma l’Axon M è quel genere di dispositivo che piacerà agli amanti del multitasking e, più in generale, a chi non ha mai amato gli spazi troppo ristretti: scrivere digitando i caratteri su una tastiera a tutto schermo e visualizzare lo scritto sul secondo display è una pacchia.

Meno convincente è il modo con cui ZTE ha rimodulato certe applicazioni per adattarsi al nuovo form factor. Alcune non sono compatibili (nel senso che non possono essere spalmate sui due schermi), altre presentano qualche bug, nulla comunque di trascendentale, trattandosi di un prodotto 1.0.

Le vere seccature sono altre e riguardano tutte quelle gestualità che devono essere modificate per via del doppio display: quando scattiamo una foto, ad esempio, dobbiamo ruotare il telefono di 180 gradi e usare l'interfaccia del scondo display (altrimenti finiremmo per fare un selfie). Per fortuna ZTE ha pensato bene di inserire un pulsante personalizzabile (situato proprio sotto il lettore di impronte digitali) che può essere utilizzato proprio per aprire l'applicazione fotocamera senza troppi preamboli.

ZTE Axon M

– Credits: Roberto Catania

Fotocamera

ZTE Axon M include una sola fotocamera, da 20 megapixel, situata sulla parte frontale del telefono. Questa può essere utilizzata sia in modalità tradizionale (per farlo, come detto, occorre girare il telefono e utilizzare il secondo display come interfaccia fotografica), sia per i selfie.

La qualità delle foto è piuttosto buona in condizioni di luce ottimali e degrada progressivamente al calare delle tenebre. Il risultato, nel complesso, ci pare soddisfacente. Lo ZTE Axon M non è il miglior cameraphone in commercio (allo stesso prezzo ci sono dispositivi più interessanti sul piano fotografico) ma resta comunque in linea con tutti i prodotti di fascia medio-alta.

 

Stesso discorso sul fronte dei video: c'è chi fa meglio, è vero, ma per fluidità e livello di stabilizzazione siamo davanti a un dispositivo competitivo.

Conclusioni

L’originalità non si discute, e anche l’utilità per certi versi. Lo ZTE è ad oggi l’unico vero telefono pensato per il multitasking: far girare due applicazioni contemporaneamente su due display non è cosa da poco.

Certo, la presenza di un display doppio obbliga anche a qualche sacrificio - scattare una foto dall’unica fotocamera presente sul dispositivo (situatata sul lato frontale) è un’esperienza piuttosto macchinosa - ma nel complesso chi acquista un dispositivo del genere lo fa anche per distinguersi dalla massa.

La vera sfida per ZTE sarà soprattutto quella di individuare un target sensibile per questo genere di prodotto: il prezzo elevato (899 euro) restringe il campo a pochi facoltosi utenti, quelli che di norma ne fanno soprattutto una questione di brand.

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