Antonino Caffo

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Anno dopo anno, il Mobile World Congress di Barcellona perde qualcosa. Sarà perché le compagnie più grandi tendono a organizzare le proprie presentazioni principali in altre date dell’anno, sarà perché non è sempre possibile realizzare prodotti wow ad ogni edizione.

Archiviata la fiera 2018, quello che ci resta sono novità con un grado di innovazione minimo ma che apre a spunti interessanti per il futuro. Possiamo considerare il grosso di quanto visto in Spagna come aggiornamenti dovuti ma non fondamentali, piccoli passi verso tecnologie di nuova generazione, attese a questo punto nel 2019.

Qualche esempio? Il principale: Galaxy S9 e Galaxy S9+. Due telefonini sicuramente migliori dei precedenti, con un focus sulle qualità fotografiche e poco più. Oppure l’LG V30 ThinQ, lo stesso smartphone lanciato nel 2017 dotato però di Intelligenza Artificiale, applicata al comparto multimediale. Anche Sony Mobile, che pure ha cambiato marcia, adottando finalmente il rapporto di dimensioni da 18:9 non stravolge i propri terminali, capaci ora di usare il Dynamic Vibration System, un plus carino ma per nulla determinante nella scelta di un dispositivo.

Va a finire allora che dalla vasta giungla dei cellulari, l’occhio cada su brand minori, almeno al cospetto di quelli citati sopra. Asus, Nokia, Wiko, Alcatel, ZTE e la flotta dei cinesi che da noi conoscono solo i nerd più attenti al mercato orientale: Doogee, Elong Mobile, Ulefone. Eccoli tutti qui di seguito (e nella gallery sopra le immagini).

Galaxy S9 e S9+

Gli unici due pesi massimi del MWC 2018 sono loro. Esteticamente poco cambia rispetto all’ammiraglia 2017 mentre dentro le innovazioni sono tante. Si parte con la fotocamera, fatta ora di una apertura variabile, che serve a far entrare più luce in condizioni di scarsa luminosità.

Il sensore, solo sul modello Plus, è doppio ma, in termini pratici, il solo vantaggio è la possibilità di scattare foto con profondità di campo, per avere l’effetto sfocato bokeh. La chicca sono le AR Emoji, emoticon animate basate su una scansione del volto in 3D. Carine ma assolutamente da migliorare per non risultate in gran parte uguali da persona a persona.
Prezzo: 899 euro per il Galaxy S9, 999 euro per il Galaxy S9+.

Sony Xperia XZ2 e XZ2 Compact

Il cambiamento è nel design, finalmente con rapporto dimensionale da 18:9. Ciò vuol dire migliore ergonomia e usabilità, su una superficie touch più ampia. La scelta di Sony è stata quella di dotare entrambi i telefonini dello stesso hardware, differenti dunque solo per la diagonale del display, da 5,7 pollici su XZ2 e 5 pollici sul Compact. Sul top di gamma, l’azienda ha introdotto il Dynamic Vibration System, che analizza l’audio di giochi e filmati per tradurlo in vibrazioni sincrone, che dovrebbero restituire un’esperienza multimediale maggiore.
Prezzo: 799 euro (da confermare) per l’Xperia XZ2, 599 euro (da confermare) per XZ2 Compact.

Asus Zenfone 5Z

Se il 2017 è stato l’anno del display full vision, il 2018 sarà quello del notch. La tacca che ha debuttato con l’iPhone X è stata adottata anche da Asus sullo Zenfone 5Z. Questo è forse il dispositivo più interessante visto a Barcellona perché quello che si distingue davvero dalla famiglia di smartphone precedenti del gruppo. Ci sono anche le ZenMoji (le emoticon animate) ma non il Face ID, o qualcosa di simile, per sbloccare il telefono e altre funzioni di sicurezza.
Prezzo: 479 euro per la versione di base da 4 GB di Ram e 64 GB di Rom.

LG V30 ThinQ

Esteticamente simile al V30, la versione ThinQ ha alcune modalità fotografiche aggiuntive, che sfruttano un’Intelligenza Artificiale solo software, cioè non dovuta a un co-processore avanzato, ma comunque capace di riconoscere scene e ottimizzare gli scatti a seconda di queste. Forse è l’aggiornamento meno sensato tra quelli proposti se si ha già un V30 ma, in caso contrario, i fan della coreana possono già mettere i soldi da parte per il lancio di aprile.
Prezzo: da comunicare.

Nokia 8 Sirocco

Ha lo stesso numero del precedente ma con il suffisso Sirocco che vuol dire poco, se non un aggiornamento sostanziale. Il punto migliore è la doppia fotocamera posteriore costruita con l’ausilio di Carl Zeiss e uno schermo da 5,5 pollici curvo di tipo Oled. A bordo non il recentissimo Snapdragon 845 ma solo l’835, senza Intelligenza Artificiale ma comunque in grado di far girare bene il terminale, anche grazie ai 6 GB di Ram in accoppiata.
Prezzo: 749 euro.

Wiko View 2 Pro

Se molte compagnie stanno adottando il notch in stile iPhone X, Wiko ha scelto una strada diversa, più simile a Essential Phone. La tacca superiore, che contiene i sensori, c’è sempre ma circoscritta in un’area più piccola, che non crea le tante temute corna ma un semicerchio anche carino da vedere esteticamente. Il View 2 Pro ha uno schermo da 6 pollici e lo strano rapporto di forma 19:9, che lo rende più lungo e stretto dei rivali. Si distingue per la buona autonomia, la presenza di Android Oreo 8 e il cartellino di vendita, alquanto contenuto.
Prezzo: 299 euro da maggio.

Alcatel 5

Il design è full vision, senza nocche e tacche superiori, e già questa è una notizia. Lo schermo è da 5,7 pollici con bordi molto sottili; il processore un classico octa-core e la doppia fotocamera frontale gode di un grandangolo da 120 gradi intelligente: passa dalla modalità classica allo scatto esteso se riconosce più di un volto. C’è pure una sorta di Face ID, forse meno complicato di quello di Apple ma comunque utile. Secondo Alcatel riesce a sbloccare il dispositivo entro pochi secondi, grazie alla registrazione di un viso con oltre 100 punti distinti.
Prezzo: 229 euro.

ZTE Axon M

Lo conoscevamo già ma quello di ZTE è l’unico smartphone davvero diverso nell’attuale panorama internazionale. Ha due schermi uniti da una cerniera non così bella da vedere ma sicuramente stabile. Axon M si può usare in tre modalità ed è particolarmente utile nello scrolling delle pagine web e in videogame dove poter usare il display inferiore come gamepad e dedicare quello superiore totalmente all’azione. In Italia viene venduto in esclusiva con TIM.
Prezzo: 899 euro.

Doogee V

Il suo punto di forza è una chicca a cui molti non baderanno: il sensore di impronte sotto il display.  Dopo l’esperimento di Vivo questo dovrebbe essere il primo device in vendita con tale tecnologia. Ha una diagonale da 6,21 pollici, incastonata in un corpo più piccolo, per via delle cornici ridotte. Il processore viene affiancato da un chip per l’AI e monta una batteria super-capiente da ben 4.000 mAh. Niente male memoria Ram e Rom, rispettivamente da 8 GB e 128 GB. In Italia arriverà sicuramente, anche se c’è da capire se ufficialmente o solo tramite importazione.
Prezzo: 400 dollari (al cambio sarebbero meno di 350 euro).

Elong Mobile K50

In paesi come Cina, Russia e India, Elong Mobile è presente da diversi anni. Per lo più con un catalogo di telefonini rugged, adatti a utenti che sono spesso a lavoro fuori casa in condizioni estreme, questa volta il marchio ha realizzato una serie di smartphone classici, per la massa. Tra questi spicca il K50, con display da 6 pollici, processore MediaTek 6757 e 4 GB di Ram. Niente di che, si intenda, però con la sua doppia fotocamera e il prezzo, probabilmente, interessante, è tra quei brand cinesi da tenere in considerazione nella fascia di prezzo media.
Prezzo: da comunicare ma intorno ai 199 euro

Ulefone T2 Pro

La stampa internazionale è rimasta meravigliata da questo oggettino. Definirlo borderless è fin troppo riduttivo, visto che i bordi praticamente sono inesistenti, pur nell’assenza di curve sinuose. La nocca assomiglia a quella dell’iPhone X ma è più corta, così da restituire un’area più ampia al touch.

Il software, Oreo, non è ancora ottimizzato (le icone finiscono nello sparire nel notch) ma la compagnia ha promesso di sistemare tutto entro l’arrivo sul mercato nei prossimi mesi. C’è una nota negativa: Ulefone non vende ufficialmente in Italia dunque per accaparrarsene uno si dovrà ricorrere ai siti di importazione, con l’impossibilità di sfruttare la garanzia europea di 24 mesi.
Prezzo: da comunicare.

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