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Galaxy S10, ecco la novità che aspettavamo

Torna il sensore di impronte frontale ma questa volta sotto lo schermo sul prossimo telefonino di Samsung che verrà presentato nel marzo 2019

galaxy s9+

Antonino Caffo

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Nonostante i tanti mesi che ci separano dal prossimo Galaxy S10 (così come dal Note9), il web ospita già le prime indiscrezioni sul modello che Samsung presenterà a marzo del 2019. Con tutto il beneficio del dubbio, pare che la novità più interessante riguardi sì il design ma non nel senso rivoluzionario che ha accompagnato il passaggio da Galaxy S7 a S8.

Scansione biometrica

Stando a un paio di fonti coreane, la multinazionale orgoglio del paese asiatico sarà la prima a integrare su un top di gamma il lettore delle impronte sotto il vetro del display, come mostrato dalla tecnologia di Synaptics applicata a uno smartphone prototipo di Vivo. Voci diverse affermavano come tale innovazione potesse debuttare su OnePlus 6, che verrà presentato a Londra verso la metà di maggio ma sembra che gli schermi odierni non siano ancora pronti ad accogliere il sensore che attiva una porzione del touch per il riconoscimento del dito.

Vetro fatto in casa

L’asso nella manica di Samsung è la divisione Display, che lavora proprio per rendere concrete le innovazioni tech in campo visivo. Non è un caso se il ramo specializzato fornisca pannelli a concorrenti di spicco, tra cui anche Apple, il cui recente iPhone X monta proprio vetri dell’acerrima nemica nel settore telefonia. Con un reparto casalingo dedicato, la coreana può studiare tutte le configurazioni possibili per realizzare il sogno dell’accesso biometrico direttamente sul touch, togliendo finalmente di mezzo sensori piazzati qua e la sullo chassis, che anche esteticamente non sono un bel vedere (anzi, su S8 e Note8 era alquanto inutile).

La partnership con Qualcomm

Tornando al lettore di impronte, a svilupparlo non sarebbe direttamente Samsung ma sempre Synaptics, questa volta in collaborazione con Qualcomm, il nome dietro i processori Snapdragon più usati in ambito mobile. Alla compagni di Seul spetterebbe un ruolo di supervisione, necessario dopo il fallimento del Note7, il cui assemblaggio della batteria non era stato seguito da vicino e lasciato perlopiù nelle mani dei fornitori.

Le dimensioni del display

Nel computo generale di come sarà l’S10, il sito The Bell tenta di diffondere alcune anticipazioni. La prima non può che riguardare la diagonale del display, da 5,8 pollici su S10, 6,3 pollici su S10+; sempre che siano questi i nomi di entrambi, anche se prima o poi dovremo andare oltre la logica della classificazione numerica. Pensare a un iPhone 18 o un Galaxy S23 ammazza la creatività, sinceramente.

Fotocamera 3D

La collaborazione tra Samsung e Qualcomm non si fermerebbe al solo sensore digitale. Da qualche anno il chipmaker americano lavora alla finalizzazione di una fotocamera 3D, che possa tornare utile sia per scattare selfie che registrare dettagli del mondo circostante, ad esempio i livelli di luce, la profondità di campo e lo spessore degli oggetti.

Questo non solo per finalità fotografiche ma anche ludiche e produttive, così da utilizzare le informazioni all’interno di giochi di realtà aumentata e app dedicate al design, architettura e arredamento di interni. Il risultato del Catalogo IKEA su iOS è il metro di paragone da cui partire per finalizzare l’esperienza (la piattaforma di sviluppo ARCore di Android farà il resto).

Decimo anniversario

Particolare non di poco conto è che il Galaxy S10 segnerà appunto la candelina numero dieci sulla torta della famiglia S, che ha permesso a Samsung di prendere le redini del mercato smartphone a livello globale. Logico dunque aspettarsi un 2019 di sorprese sul piano telefonia, tra tutte l’avvento del Galaxy X, il tanto atteso cellulare con doppia faccia flessibile che promette di rivoluzionare il settore, ancora una volta.

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