Antonino Caffo

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Contro il logorio della telefonia moderna ecco il Nokia 8110 4G. Un claim che potrebbe essere utilizzato davvero per pubblicizzare la banana più famosa del settore hi-tech.

Sono vari i punti di interesse della versione 2018 del cellulare uscito per la prima volta nel 1996 che, per l’occasione, integra un chip 4G, per consentire connessioni mobili veloci. Questo non serve solo per navigare su internet, scaricare e usare le (poche) app, quanto per parlare al telefono sfruttando la rete più recente (in realtà l’ultimissima è il 4G+) così da non avere problemi di reperibilità lungo tutto il paese e oltre, sugli standard europei e internazionali.

Effetto touchless

Certo, in un panorama pregno di notch, schermi full touch, doppie e triple fotocamere, il Nokia 8110 4G non rischia di passare inosservato, anche perché questo non è uno smartphone ma un feature phone, cioè un oggetto in grado di inviare e ricevere dati da internet ma con capacità limitate. La prima? L’assenza del touchscreen, delegando tutto alla tastiera alfanumerica, un must poco più di dieci anni fa.

Al di là del prodotto cult in sé, il Nokia ha un pregio inosservato, quello di spingere verso una disintossicazione dalla realtà odierna iper-connessa. Uscire di casa solo con lui è quasi come uscire senza telefonino, isolato dal mondo liquido circostante. Volete controllare il conto in banca? Non si può. Giocare a Fifa? Nemmeno. Scaricare nuove app? Scordatevelo. Controllare e scrivere email? Questo si, ma la voglia vi passerà presto.

Potere hi-tech

Ecco allora che il Nokia 8110 4G ci fa ri-innamorare dello smartphone, di quello che è oggi il punto più alto della tecnologia mobile: display belli e definiti, fotocamere potenti, un parco infinito di software da installare, in pratica un mini-computer con cui persino lavorare, tramite il cloud e programmi ad-hoc. I critici dell’eccessiva presenza, nelle nostre vite, di aggeggi futuristici e concentrici hanno torto? No, anzi, spesso si valica il confine dell’accettabile, ma pensare che i feature phone siano la soluzione è fuorviante.

A cosa serve

In vista dell’estate, l’8110 4G serve davvero? Sicuramente per un paio di motivi. Il primo: è piccolo e maneggevole; sta in un taschino e la sua curvatura lo rende più versatile del previsto. Amabile la slitta che scopre la tastiera e, in generale, ottima la costruzione e la chiusura delle parti morbide, comunque plasticose.

Secondo: non poter usare la qualunque app di questo mondo rende il Nokia meno soggetto agli hacker. Luglio e agosto sono periodi molto lucrosi per i cybercriminali ma se si passa la maggior parte del tempo con l’8110, allora ci si toglie di mezzo almeno l’80% delle possibilità di contagio e violazione, con tutti i lati negativi della disconnessione.

C'è pure la chat

Detto ciò, il telefono non è inutile eh. A bordo ha l’Assistente di Google, YouTube, Maps, Twitter e sono stati già confermati WhatsApp e Facebook, nelle declinazioni sviluppate apposta per KaiOS, il sistema operativo personalizzato da Nokia. Lo store non è il Play Store e non ci si avvicina lontanamente ma altri programmi e giochi arriveranno, si spera, in autunno.

Operazione nostalgia

Se quella del Nokia 3310 era stata definita un’operazione nostalgia da parte dello storico marchio della telefonia, non si può che dire lo stesso del modello nelle nostre mani. Considerato come muletto o device per le emergenze, l’8110 4G va benissimo, anche in qualità di router 4G, al mare o in montagna. Poi ha una funzione che è spartita dalla maggior parte dei big: la radio FM, per nulla banale quando non si vogliono consumare dati e non si ha un abbonamento a Spotify o roba del genere.

Quanto costa

Il prezzo è invitante: 89 euro, che su Amazon è già qualcosa in meno, basta ricordarsi che il bananaphone ha i suoi limiti, che per chi cerca l’essenzialità si trasformano rapidamente in vantaggi. Uno tra tutti: tra i menu non c’è l’app Telefono, perché non serve, è il dispositivo stesso un telefono, si digita sulla tastiera e via. All’inizio si fa fatica a comprenderlo, poi è tutto più chiaro. Reminiscenze del '96.

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