Smartphone & Tablet

Il notch ha ucciso la creatività degli smartphone

Poche idee sui modelli presentati nel 2019, fatta eccezione per il Galaxy S10+, le innovazioni stentano ad arrivare

notch smartphone

Antonino Caffo

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In principio fu l’iPhone X, poi tutto il resto. Gli smartphone dotati di notch, ovvero di tacca superiore che estende la superficie visibile del display, non si contano più. Vada per i telefonini di fascia bassa, che pur di farsi conoscere si ispirano ai marchi famosi, ma qui la situazione è seria e davvero preoccupante.

Uno standard visivo

Paradossalmente, quando i nostri smartphone erano dotati di pulsanti e cornici, distinguerli era facile. Loghi, segni distintivi, colori e modalità di presentazione dei sensori e tasti lasciavano spazio alla fantasia e alla personalizzazione. Oggi tutto ciò è impossibile visto che l’unico protagonista del fronte è lo schermo, una lastra lunga e snella che, da spenta, ci dice ben poco.

Aggiornamento inutile

Non giriamoci intorno: il notch finisce con lo standardizzare il mercato. Non è certo solo una questione estetica ma anche funzionale solo sfruttata in una maniera uguale per tutti. Attualmente, quello che la tacca abilita è la possibilità di accedere, su Android come su iOS, alla barra delle notifiche, che effettivamente guadagna qualche centimetro in altezza. Nelle app, e soprattutto nei videogame, la nocca non porta vantaggi concreti, essendo comunque delimitata da uno spazio occupato dalla cover, dentro cui sono piazzati i sensori di luminosità e la fotocamera per i selfie.

E, peggio, quando un'app non è ottimizzata, finisce col nascondere alcuni elementi, anche essenziali, nella nocca. Pensiamo a Google Maps ad esempio, che a tutto schermo è ingestibile un po' ovunque.

 

Le alternative possibili

L'unico che tenta di distinguersi dalla massa è il Galaxy S10+, che ha una sorta di notch circolare, più piccolo, inscritto nel vetro anteriore. Limitare la presenza dei sensori è possibile e molto meglio delle soluzioni "a carrello" adottate anche da Samsung su dispositivi di fascia media, sui quali la fotocamera è nascosta nello chassis e viene fuori a slitta, solo quando serve.

Probabilmente un domani vedremo esemplari con chip minuscoli, cam sottilissime e quasi invisibili, ma oggi stratagemmi del genere sembrano davvero lontani. Qualcosa cambierà con l'avvento dei foldable, gli smartphone pieghevoli che si accingono a solcare le vetrine dei negozi (sempre che Samsung si decida a terminare la revisione e Huawei a comunicare le date di vendita) e allora ci sarà da divertirsi, almeno in quanto a creatività e design.

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