Antonino Caffo

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Da una compagnia come Apple non potremmo mai aspettarci qualcosa di simile: lo stop alla produzione di un suo smartphone a solo qualche mese dal lancio. I piani della Mela sono ben diversi e vedono nell’iPhone X il primo di una lunga generazione di telefonini futuristici, pieni zeppi della tecnologia made in Cupertino.

Non credete dunque ai numerosi report che circolano in rete, secondo i quali l’iPhone X non sarà più prodotto dopo la fine delle scorte giacenti nei magazzini di tutto il mondo. No, Apple non fermerà il suo modello di punta ma ne taglierà nettamente il prezzo quando, a settembre, annuncerà iPhone XI. A quel punto passerà da 1.189 euro a 899 euro, quasi 300 euro in meno, una mossa impensabile da parte di Tim Cook.

Non lo ipotizziamo di certo noi ma gli analisti di The Investor, un sito coreano che spesso ha sentito le voci di chi è vicino alle strategie di business della multinazionale, che si è mostrata capace di cambiare rotta a seconda del sentiment del mercato.

Abbassare il prezzo per aumentare le vendite

E infatti il problema maggiore dell’iPhone X è proprio questo, il prezzo. Abbassarlo permetterebbe a molte più persone di farci un pensierino, andando a incrementare gli oltre 29 milioni di consumatori che se lo sono portato a casa tra l’arrivo sugli scaffali e la fine di dicembre, facendolo diventare il cellulare più venduto dell’ultimo trimestre del 2017. Perché mai, con un risultato del genere, Apple dovrebbe fermarne la produzione?

La verità è allora un’altra e andrebbe letta per quello che è: ai fornitori a cui si affida storicamente, la Mela ha detto di rallentare la spedizione di hardware per il telefonino, diminuendone dunque il ritmo di finalizzazione che passerà dai 40 previsti ai 20 milioni concordati, da qui all’estate.

Come una Ferrari

Il motivo? Semplice: la differenza tra l’iPhone X e la concorrenza è un po’ quella che c’è tra una Ferrari e un’auto per la massa, seppur costosa; non si producono migliaia di pezzi con il rischio che restino invenduti, a prendere polvere negli show-room, piuttosto si ottimizza la catena di montaggio a seconda del reale interesse di acquisto da parte della clientela.

Se il rapporto per le Ferrari è di 1-a-1 (chiedo, verso l’anticipo e aspetto la realizzazione) per l’iPhone X non può essere così ma procede comunque per logiche ragionate e non automatiche.

Quattro nuovi iPhone nel 2018

Nell’ottica di Cook, l’iPhone X resterà in catalogo, anche dopo la presentazione del successore, uno smartphone che per Digitimes avrà un display da circa 6.5 pollici, per il quale si sono già attivati i partner. Ma se il Ten attuale ha una diagonale da 5.8 pollici è plausibile aspettarsi che il nuovo sia più un iPhone X Plus che direttamente un iPhone 11, che a questo punto vedremo nel 2019. C’è un po’ di confusione è vero, sintetizziamo quello che affermano gli analisti:

  • Primavera 2018: iPhone SE 2
  • Autunno 2018: iPhone X Plus da 6.5 pollici; iPhone 8S e iPhone 8S Plus da 5.8 e 6.1 pollici
  • Prima o poi nel 2019: iPhone XI e iPhone XI Plus

Economico ma non tanto

Non abbiamo un’idea ben precisa di quanto abbia venduto l’iPhone SE, in pratica un 6S nel corpo di un 5S. Lo abbiamo visto quasi due anni fa e se Apple è intenzionata a dare un seguito al sui progetto low-cost, nonostante tutto quello che bolle in pentola, allora evidentemente il settore medio è capace di dare qualche soddisfazione all’americana.

Il famigerato SE costava 509 euro al lancio, qualcosa in più rispetto alla concorrenza dei vari Samsung e Huawei lì in mezzo ma con il pregio di restituire all’utente tutta l’esperienza di iOS senza compromessi. Sappiamo benissimo che il termine economico per Cupertino non esiste ma si tratta pur sempre di sganciare la metà di un modello di punta, che oramai ha sfondato quota 1.300 euro, nella sua incarnazione massima.

Come detto, l'iPhone SE 2 dovrebbe essere il primo nuovo iPhone da scoprire nel corso dell'anno, tra un paio di mesi.

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