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Perché Facebook diventa (anche) un sito di incontri

Mark Zuckerberg ha annunciato la nuova funzione di “dating” con cui il social metterà in contatto single e utenti in cerca d’amore

facebook dating

Antonino Caffo

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Si chiama semplicemente Dating il profilo alternativo che qualunque iscritto in cerca d’amore potrà attivare su Facebook. Lo ha annunciato il creatore del social network, Mark Zuckerberg, durante la prima giornata di F8, la conferenza annuale dedicata agli sviluppatori.

Una volta rilasciata, l’opzione consentirà di riempire le informazioni relative alla situazione sentimentale, in maniera più precisa di quanto accade ora e similmente ad altre app di incontri, come Tinder e Meetic. L’obiettivo è affiancare al flusso di notizie che si aggiornando in automatico anche proposte di single disponibili a conoscere altri utenti, convinti di poter trovare la propria anima gemella tra gli oltre 200 milioni di persone che, su Facebook, hanno indicato di non essere fidanzati o sposati (e magari lo sono, nessuno vieta di mentire).

Come funziona

Dating funziona così: ai abilita l’opzione e si crea un profilo del tutto separato da quello di base. Sarà come utilizzare un’applicazione diversa, alla stregua di Messenger, ma senza uscire dal Facebook che conosciamo. Impostati i parametri, Dating comincia a mostrare le persone più idonee nelle vicinanze, con simili attitudini, con cui poter avviare una chat testuale (niente foto o video per evitare contenuti proibiti e sexting) e approfondire poi la conversazione davanti a un caffè.

Nessuna interferenza

Stando alla presentazione, le informazioni dell’account Dating non saranno visibili agli amici della rete classica ma solo a chi usa la stessa funzione. I dati non verranno condivisi con le app collegate, WhatsApp, Messenger e Instagram, ma solo con il team al lavoro sul client di incontri, per migliorare costantemente il servizio.

Dal punto di vista tecnologico, Zuckerberg non ha spiegato in che modo la piattaforma tenderà a proporre i partner ma è probabile che dietro ci sia un largo utilizzo degli algoritmi di intelligenza artificiale, che già guidano buona parte delle operazioni online, tra cui l’ordine dei post da visualizzare sul news feed, il controllo di foto e video e dei tag inseriti negli stessi. 

Perché lo fai

L’introduzione di Dating può essere un crocevia importante per Facebook. In tempi in cui pare che la protezione dei dati personali sia finalmente giunta alle orecchie dei più, Zuck dovrà fare molta attenzione col mettere davvero in sicurezza l’immenso archivio informativo che si ritrova tra le mani. La prima regola sarà non aprire Dating a terzi soggetti, come le agenzie di pubblicità. Dopo il caso Cambridge Analytica sarebbe la mazzata finale per il gruppo americano.   

Privacy su tutto

Ma lo stesso fondatore ha affermato di voler mettere al centro dell’esperienza la privacy dunque le premesse sono buone: “Una cosa che ho imparato dalla mia esperienza testimoniando al Congresso è che non ho avuto risposte abbastanza chiare ad alcune delle domande su come vengono gestiti i dati”, un’ammissione di colpa che è uno spunto per fare meglio sotto questo profilo.

La concorrenza trema

Intanto i diretti concorrenti hanno già accusato il colpo. Match Group, che gestisce app storiche per il dating su smartphone, Tinder, OkCupid (accusata di manipolare gli incontri) e match.com, ha perso il 18% in Borsa, chiudendo poi a -22%. Il CEO, Mandy Ginsberg, ha lanciato la prima frecciatina: “Sono sorpreso di quanto presentato. Hanno un bel po’ di dati sensibili da cui prendere spunto. Il territorio è vasto e molto difficile”.

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