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Uscire (per sempre) da Facebook? Non è così semplice

Non di rado si incontrano intoppi quando si tenta di eliminare il proprio account, anche per problemi tecnici della piattaforma, che vengono individuati dagli utenti

facebook elimina account

Antonino Caffo

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Periodicamente si diffonde sui social l’hashtag #deletefacebook. E periodicamente decine di iscritti annunciano il loro addio alla piattaforma. Eppure cancellare la propria identità dalla piazza digitale più popolata non è un gioco da ragazzi.

Un bug globale

Come ha spiegato un report di VentureBeat, Facebook ha sofferto per diversi mesi di un curioso bug che impediva ad alcuni utenti di andare avanti nel processo di eliminazione dell’account. E, guarda caso, a notarlo sono stati proprio gli iscritti più attivi, quelli che sul social pubblicavano una marea di post.

Il team di sicurezza della società, venuto a conoscenza della problematica, che poteva far desistere molti dal conferma la cancellazione, lo aveva risolto, con un sospiro di sollievo da parte di Zuckerberg. Ma il dubbio resta: uscire dalla rete delle reti è davvero possibile?

Errore tecnico

Non è chiaro ma sembra che dietro il mancato caricamento della pagina all’indirizzo specifico non vi sia una motivazione strategica ma un vero e proprio errore tecnico. I tempi di rimozione di un account con un archivio elevato di post, quando superiori alla media degli iscritti, necessitano di un tempo più lungo del previsto, tanto da generare un ritardo e una certa latenza nella visualizzazione del numero di foto e contenuti caricati fino a quel momento, visibile in una delle tab della pagina. Un rallentamento tale da mandare in crash il sito e bloccare il sistema.

facebook account

Ma i giorni si allungano

Ad ogni modo, Facebook le ha tentando tutte per tenere l’attuale cerchia di utenti online che, lo ricordiamo, ammonta ad oltre 2,23 miliardi a livello globale. Non a caso, lo scorso 3 ottobre il social aveva portato da 14 a 30 giorni il tempo utile per scegliere di ripristinare il profilo, anche dopo aver portato a termine la procedura di rimozione.

Il motivo? Secondo il gruppo, tante persone hanno tentato, in passato, di tornare indietro oltre le due settimane, restando deluse dal dover rimettere in piedi l’identità, caricando tutti i contenuti precedenti. In questo modo avranno un lasso doppio entro cui decidere se restare o meno.

L’alternativa di Tim Berners-Lee

Ma se la strada del delete è stata presa allora conviene seguire da vicino un progetto avviato da Tim Berners-Lee, che 30 anni fa inventata il world wide web. L’imprenditore aveva presentato nel 2018 Solid, una sorta di internet parallela, dove le informazioni dei navigatori non vengono condivise con nessuno.

Si tratta di una piattaforma di cui ad oggi si conosce ancora poco, anche se sappiamo che è open source, basata sul web esistente ma priva di server centralizzati nelle mani delle singole compagnie che offrono i servizi. Alla registrazione o accesso a siti e app, entrerà in gioco solo un processo di validazione degli account, che varrà per la singola sessione e non per tutta la durata di iscrizione ad un portale.

Logica blockchain

In questo modo, verrà inviata ai sistemi dell’azienda solo una chiave temporanea, rinnovata ad ogni login, poco utile per violare i profili prima, durante o dopo la visita da parte dei diretti interessati.

Un concetto di tecnologia molto simile a quello della blockchain e catena di valore, in cui è la community stessa a controllare la genuinità di siti e applicazioni e a bloccare, in automatico, le intrusioni indesiderate. Il progetto è ancora vivo? Chiediamo a Tim di battere un colpo.

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