Il Galaxy A9 di Samsung ha quattro fotocamere posteriori. Tante? Forsi si, anche se tra un paio di anni potrebbero addirittura essere poche. La domanda è lecita: cosa ce ne facciamo di tutti questi sensori che sembrano tanti piccoli occhietti che ci scrutano, osservano, forse ci giudicano anche?

La risposta, lato Samsung, è molto semplice: più ottiche vuol dire scattare foto migliori, in qualunque condizione di luce. Sarà pure vero ma non vengono meno il design e l'eleganza delle forme? Si, assolutamente, ma per adesso non ci si spinge oltre.

Come è fatto

Esteticamente il Galaxy A9 è molto simile al Galaxy A8 visto all'inizio di quest'anno. Il display è al solito infinity, con una diagonale da 6,3 pollici. Quella che cambia è ovviamente l'organizzazione della parte multimediale sul retro, su cui ci soffermeremo dopo, che richiede anche l'installazione di un sensore per le impronte più in basso, in una posizione finalmente comoda, che fa molto Honor. La porta resta una USB di Tipo-C, c'è uno speaker mono e i soliti pulsanti di accesso a volume, accensione e Bixby, che attendiamo ancora nella traduzione italiana.

Le magnifiche quattro

Il focus va sicuramente qui, alla parte di produzione fotografica. Abbiamo già detto della configurazione quadrupla, andiamo ad analizzarla. Il sensore principale è da 24 megapixel, il secondo un 10 MP f/2.4, il terzo è un grandangolo 8 MP, l'ultimo è a 5 MP

In cosa si traduce tutto ciò? Prima di tutto nella presenza di uno scene optimizer, funzione che attiva l'inquadratura gestita dall'intelligenza artificiale e dunque il riconoscimento delle scene. Poi la possibilità di avere una porzione più ampia di ciò che abbiamo davanti grazie al grandangolo da 120 gradi (che sinceramente è impressionante per essere su uno smartphone) o di effettuare uno zoom ottico 2x, che si aggiunge a quello digitale, sicuramente meno performante. Per l'effetto bokeh resta la profondità di campo che viene impressa e divisa nel file dal modulo da 5 megapixel.

galaxy A9

Alcune foto della presentazione di Galaxy A9 – Credits: A.Caffo

A cosa serve

Risulterà chiaro che oggi per scattare buone foto non c'è bisogno di questo insieme di hardware. Anzi, il Google Pixel 3 XL è la dimostrazione che pure con un singolo sensore si riescono ad ottenere risultati eccelsi, se accompagnati da un'elaborazione software degna di questo nome. Perché dunque spingersi a tanto?

Per avere dinanzi una serie di possibilità di ripresa e scatto differenti e automatizzate, cioè senza bisogno di andare a giochicchiare con le impostazioni e la modalità pro. Il grandangolo è tra le novità principali, quella che abilita una cattura impossibile prima se non con applicazioni di terze parti dalla dubbia qualità.

Non a caso, l'interfaccia della fotocamera, sempre chiara e pulita, mostra sin da subito tre opzioni: standard, grandangolo, zoom. Si tratta di collegamenti veloci che semplificano l'accesso ai sensori che, a quanto pare, sono lì per un motivo ben preciso e non solo di marketing.

Specifiche tecniche

  • Schermo: 6,3 pollici Full HD+
  • Processore: Qualcomm SDM660 octa-core (2.2 + 1.8)
  • Ram: 6 GB
  • Fotocamera posteriore: 24 MP+ 10 MP + 8 MP + 5 MP
  • Fotocamera anteriore: 24 MP con apertura F2.0
  • Storage: 128 GB con supporto alle microSD fino a 512 GB
  • Batteria: 3.800 mAh
  • Reti: Wi-Fi 802.11, VHT80 MIMO, Bluetooth v 5.0 (LE fino a 2 Mbps), USB Type-C, NFC
  • Sistema operativo: Android 8.0 Oreo
  • Colori: Caviar Black, Lemonade Blue e Bubblegum Pink
  • Prezzo: 629 euro

Disponibilità e prezzo

Il Galaxy A9 arriverà in Italia entro la metà di novembre a un prezzo di 629 euro. I colori sono, al di là degli inglesismi poco ortodossi, nero, blu e rosa. Ora spazio al Galaxy X.

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