Antonino Caffo

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La strategia di OnePlus non è mica semplice: sfornare un nuovo smartphone ogni sei mesi. Per ora, più o meno, ha mantenuto le promesse, peraltro innovando alla meglio hardware e software dei suoi esemplari.

Oggi è stato ufficializzato, in diretta da New York, OnePlus 6T, ultimo nato della famiglia mobile casalinga. Si tratta di un telefonino che solo in parte stravolge i paradigmi del precedente, mantenendo lo stile e le forme della generazione che ha accolto più di un parere favorevole, non solo dagli appassionati.

Il design

Partiamo da ciò che resta impresso nella mente, le forme. OnePlus 6T si dicosta solo di poco da OnePlus 6 e lo fa allargando la superficie di touch disponibile tramite una riduzione dell'area occupata dal notch. 

La tacca è infatti meno invasiva di quanto accade altrove, tipo l'iPhone XS, conservando però tecnologie utili a portare agli utenti funzionalità di un certo tipo, avanzate. Una tra tutte lo Screen Unlock, che permette di appoggiare il dito sullo schermo, per sbloccare il telefonino, proprio come il Mate 20 Pro di Huawei di cui parleremo più avanti.

Impronte nascoste

Nella parte posteriore si nota la solita disposizione verticale delle fotocamere e l'assenza del lettore di impronte. Si, perché questo trova posto dentro lo schermo, in una porzione inferiore da toccare per attivare il riconoscimento del polpastrello già registrato. A guardare le demo tutto sembra molto semplice e ben funzionante ma ci riserviamo una prova "con mano" appena possibile.

Ultimo elemento di interesse, per quanto riguarda la costruzione, è la mancanza del jack per le cuffie in basso. Come altri brand, anche OnePlus ha deciso di fare a meno del connettore, dedicando la sola porta USB di Tipo-C all'ascolto di musica e telefonate.

Del resto è il marketing a imporlo: una compagnia che realizza che un paio di auricolari wireless ha bisogno di venderli e obbligare gli utilizzatori a usare un adattatore ad-hoc (incluso nella confezione) oppure a convertirsi al Buetooth è necessario per aumentare i ricavi.

Le prestazioni

L'hardware conta, con parole, ben poco. Però quello a bordo di OnePlus 6T è certamente il meglio di quanto si possa trovare in giro oggi. Il processore è uno Snapdragon 845, la Ram a scelta tra 6 GB o 8 GB, la memoria interna, non epsandibile, da 128 Gb o 256 GB e la batteria da ben 3.700 mAh, con ricarica veloce ma non wireless. Il motivo? OnePlus sposa, da tempo, il concetto di Fast Charging, che non è possibile nella modalità di alimentazione senza fili.

La fotocamera

I sensori sono stati aggiornati a una dual-cam da 16 + 20 sul retro e una da da 16 MP sul fronte. Ma l'innovazione maggiore, come peraltro dimostra Google con i Pixel 3 e 3 XL, è a livello software. Beneficiando di una serie di algoritmi, OnePlus introduce Nightscape e Studio Lightning, due opzioni che consentono di ottenere scatti migliori con scarse condizioni di luninosità. Ciò è vero sia quando si riprende un panorama che un soggetto, messo a fuoco e ottimizzato automaticamente dalla AI di bordo.

Specifiche tecniche

  • Schermo: 6,41” AMOLED, Gorilla Glass 6
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 845
  • Scheda grafica: Adreno 630
  • RAM: 6/8 GB DDR4X
  • Memoria interna:  128/256 GB
  • Fotocamera frontale: 16 megapixel, con EIS, apertura f/2.0
  • Fotocamera posteriore: dual-camera da 16 MP + 20 MP, OIE, EIS, e doppio f/1.7
  • Connettività: 4G LTE, Wi-Fi, Bluetooth 5 LE, GPS, USB Type-C, NFC
  • Dimensioni: 157,5 x 74,8 x 8,2 mm
  • Peso: 185 grammi
  • Batteria: 3.700 mAh con fast charging
  • Sistema operativo: OxygenOS con Android 9

Prezzo e uscita

OnePlus 6T si compra a partire dal 6 novembre, sia online che neli negozi della catena Mediworld, prima in Italia a portare al grande pubblico il telefonino più amato dai nerd. I tagli e i colori disponibili sono questi: 

  • Mirror Black con 6 GB di RAM e 128 GB di storage a 559 euro
  • Mirror Black e Midnight Black con 8 GB di RAM e 128 GB di storage a 589 euro
  • Midnight Black con 8 GB di RAM e 256 GB di storage a 639 euro
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