Senza Cornice Lg V30
Smartphone & Tablet

Lo smartphone ha perso la cornice

L’ultima tendenza nel mondo dei telefonini intelligenti è quella dei dispositivi a tutto schermo: ecco quali sono e quali vantaggi (e svantaggi) offrono

Lo smartphone si è fatto grande, ma questa volta le dimensioni non c’entrano. A cambiare non sono le misure in senso stretto quanto quello che in gergo viene definito rapporto schermo/corpo (per gli anglosassoni screen-to-body ratio), praticamente la porzione della superficie frontale occupata dalla schermo rispetto al totale.

Questo valore, che fino a qualche tempo fa si aggirava intorno al 65%, negli ultimi tempi è cresciuto a dismisura. Ha cominciato Xiaomi con il suo MiMix (83.6%) seguita da Lg con il G6, (78,6%) e da Samsung con il suo Galaxy S8; poi via via sono arrivati tutti gli altri. Ad oggi il record assoluto nella categoria appartiene all'Essential PH-1, dispositivo che con il suo 84.9% rappresenta quanto di più vicino esista all'ideale (utopistico?) di un telefono a tutto schermo.

 

Grande è bello 

Il messaggio al consumatore medio non passa ovviamente da questi coefficienti un po' indigesti. Detta in altre parole, i produttori fanno a gara a chi ce l’ha più grosso. C’è chi si rifà a concetti che richiamano il mondo televisivo o cinematografico, chi addirittura parla di display infinito. La sostanza in ogni caso non cambia. Di mezzo c’è sempre uno schermo capace di estendersi su (quasi) tutto il lato frontale del telefono.

Più degli slogan, però, parlano le immagini. I dispositivi a tutto schermo sono indiscutibilmente più freschi, attraenti e soprattutto moderni rispetto ai modelli tradizionali. Questione di look. Prendete due smartphone - uno con la cornice e l’altro senza - e metteteli uno accanto all’altro: vi basterà un semplice sguardo per capire dov'è il passato e dove invece il futuro.

Prendete due smartphone - uno con la cornice e l’altro senza - e metteteli uno accanto all’altro: vi basterà un semplice sguardo per capire dov'è il passato e dove invece il futuro.

Al di là della bellezza ci sono poi dei vantaggi  concreti: l’assenza della cornice permette di allargare il campo visivo senza però intaccare le dimensioni complessive del dispositivo. Significa che possiamo guardare un film su Netflix con un “respiro” quasi pari a quello di un tablet ma su un dispositivo che sta comodamente nel palmo di una mano. Ma anche lavorare in  multitasking con comodità, suddividendo lo schermo in due porzioni proprio come facciamo sul monitor del PC.

I compromessi da accettare

Ma, è bene precisarlo, non è tutto oro quello che luccica. Ridurre all’osso la cornice significa spostare, assottigliare o addirittura eliminare tutti quei componenti che fino a ieri risiedevano proprio al di sotto di questo spazio morto. Con risultati non sempre encomiabili. Il tasto home “fisico”, ad esempio, deve essere sacrificato, e con esso il lettore di impronte digitali, riposizionato  - scomodamente - sul lato B del telefono.

Ridurre all’osso la cornice significa spostare, assottigliare o addirittura eliminare tutti quei componenti che fino a ieri risiedevano proprio al di sotto di questo spazio morto. Con risultati non sempre encomiabili.

Stesso dicasi per gli altoparlanti stereo e le fotocamere frontali, trasferiti su bordi, anfratti e altre posizioni estreme - non sempre efficaci - per evitare di “sporcare” il design.

C’è poi un discorso di delicatezza: un telefono a tutto schermo è più facile da rompere per ovvi motivi (una caduta di spigolo diventa quasi fatale su un dispositivo che non ha spazi tampone) ma soprattutto più costoso da riparare. Giusto per dare un’idea: per sostituire il vetro di un Galaxy S8 Plus occorrono circa 300 euro, praticamente quanto un buon telefono di fascia media.

Ma indietro non si torna

Dinnanzi a malus del genere si potrebbe persino pensare che quella dei telefoni “bezel-free” sia solo una moda passeggera, un vezzo del momento destinato a implodere per insormontabili ragioni di scomodità. Ma non è così. Il dado è tratto, e ce ne renderemo conto nei prossimi mesi quando tutti i nuovi modelli top - compreso il prossimo iPhone 8 e il nuovo Huawei Mate 10 - passeranno al nuovo look.

Diventare moderni, è la storia che ce lo insegna, significa in alcuni casi accettare il compromesso. Ricordate le prime tastiere touch? All’inizio storcevamo il naso, poi ce ne siamo fatti una ragione, oggi sono la normalità. Indietro non si torna: sarebbe un po' come tornare al passato.

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