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       Los Angeles, 28 ago.   (Adnkronos Salute) - Le commozioni cerebrali aumentano sui campi di calcio, bisogna limitare il numero dei colpi di testa nelle partite Under 17. E' una delle richieste previste dall'azione legale che un gruppo di genitori e di calciatori ha avviato in California. La class action chiama in causa diverse organizzazioni calcistiche a livello nazionale, compresa la federazione a stelle e strisce (US Soccer) e la American Youth Soccer Organization, che coordina l'attività a livello giovanile.  I dirigenti, secondo i promotori dell'iniziativa, avrebbero agito con negligenza in relazione al trattamento degli infortuni alla testa. Il ricorso alla giustizia non si pone, come obiettivo, un risarcimento. Si punta ad ottenere modifiche regolamentari che, ad esempio, portino a limitare il numero dei colpi di testa nelle gare Under 17. Le novità normative dovrebbero estendersi anche al meccanismo delle sostituzioni e chiamerebbero in causa anche la Fifa.  Oltre ai 3 cambi canonici, in ogni competizione dovrebbero essere previste sostituzioni temporanee per consentire i controlli sui giocatori che hanno subito traumi alla testa. "Ogni organizzazione" calcistica statunitense "segue le norme dettate dalla Fifa. Se la federcalcio internazionale le modificasse, cambierebbero ad ogni livello", spiega l'avvocato Steve Berman, responsabile della class action, come si legge sul New York Times.  Tra i documenti portati all'attenzione del giudice, spicca il dato relativo a quasi 50.000 casi di commozione cerebrale registrati nel 2010 tra i calciatori a livello di high school, le scuole superiori americane. Tali traumi, nel soccer giovanile, sarebbero più numerosi rispetto a quelli prodotti nel complesso da basket, baseball, softball e wrestling.  L'argomento è diventato d'attualità anche nei recenti Mondiali di Brasile 2014, come ha rilevato il legale. Nella semifinale tra Argentina e Olanda, Javier Mascherano si è scontrato con un avversario ed è rientrato in campo dopo appena due minuti. Secondo gli studi citati nell'azione legale, per un esame neurologico approfondito servono almeno 6-7 minuti.  Nella finalissima vinta 1-0 dalla Germania sull'Argentina, invece, il tedesco Christoph Kramer ha continuato a giocare per circa un quarto d'ora, in condizioni a dir poco precarie, dopo aver ricevuto un colpo alla testa. La Fifa e le altre organizzazioni chiamate in causa dalla class action hanno 60 giorni per esporre le proprie ragioni in tribunale. Tra 2 mesi, toccherà al giudice stabilire se la vicenda avrà un seguito in aula. 

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