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Cyberpunk 2077: perché questo clamore intorno al videogame

A cinque anni dall’inizio del progetto abbiamo il primo gameplay dell'attesissima opera, che mischia atmosfere pulp, tech e post umane

cyberpunk 2077

Antonino Caffo

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CD Projekt Red è la compagnia che sta lavorando a Cyberpunk 2077. Quasi fosse un nuovo album dei Guns N' Roses, il team ci ha messo ben cinque anni per trasportare in bit idee ed emozioni di quella che promette di essere un’opera biblica, probabilmente da pubblicare non prima del 2077 appunto.

Cosa sappiamo

Nel 2013 il gruppo aveva postato online un primo video del gioco, a cui non fu più dato seguito per colpa dello sviluppo di The Witcher 3, sempre delegato ai creativi di CD Projekt Red. Ai fan non rimaneva che qualche screenshot condiviso qua e là e la sensazione che, seppur con premesse incoraggianti, Cyberpunk 2077 non avrebbe mai visto la luce, proprio perché figlio di un progetto troppo ampio, contenitore di mille richiami alla cultura pop degli anni ’80, un mondo esteso che richiedeva una concentrazione unica, massima e dedicata.

Eppure, il team decise di rassicurare gli appassionati nel 2015, confermando che il lavoro sul titolo non era per nulla stato abbandonato. Nessuna demo, immagini o filmato a corredo ma solo tanta pazienza. Dopo anni di attesa ecco giungere alla conferenza E3 2018 un secondo trailer e, qualche giorno fa, un gameplay di ben 48 minuti, che mostra le atmosfere del videogame, animazioni e dinamiche che, secondo CD Projekt Red, potrebbero comunque essere diverse da quelle finali. Ecco il video completo qui di seguito:

Inizialmente pensato per essere divulgato solo ai giornalisti, gli sviluppatori hanno deciso di rendere partecipe chiunque dello stato di avanzamento di Cyberpunk 2077, probabilmente per mettere qualche tassello ben fisso sulla sua esistenza, oltre che in merito a storia e personaggi, di cui oggi sappiamo qualcosa in più.

Di cosa si tratta

Per capire Cyberpunk 2077, bisogna prima conoscere Cyberpunk 2020. Si tratta di un gioco di ruolo uscito alla fine degli anni ’80, che integrava molti aspetti della sottocultura cyberpunk: musica punk-rock, estetica noir, droghe di nuova generazione, piercing e tatuaggi da far sembrare Young Signorino la controfigura di Winnie The Pooh.

Molti degli aspetti del gioco verranno poi ripresi in film come Blade Runner e nel passatempo da tavolo Android: Netrunner. Cyberpunk 2077 riprende il filone più di 50 anni dopo, alludendo a temi quali la robotica avanzata, una società post umana, una lotta intestina tra fazioni cittadine e vicende a cavallo tra etica e romanticismo. Niente di così originale, anzi tutto molto già visto, ma l’effetto nostalgia è assicurato.

Che tipo di gioco è

Dopo la trilogia di The Witcher, CD Projekt Red si è affermato come un big player nel mondo dei giochi di ruolo. Quindi non è una sorpresa che Cyberpunk 2077 promette di essere un titolo mostruoso dal punto di vista grafico, interattivo ed emotivo. La promessa è di restituire al pubblico un ambiente aperto, con dialoghi sempre diversi e una storia a scelta, con tanti binari possibili.

Insomma, non si tratta solo di impersonare un cyberpunk uomo o donna che sia, con capelli lunghi o corti, ma un protagonista con un passato che viene man mano a galla e che si interseca con le vicende della megalopoli in cui è calata la trama.

Come si può vedere dal gameplay, la visuale è in first person ed elementi di combattimento, camminata e recupero materiali ricordano molto i giochi di ruolo come Deus Ex e Fallout e così le scene in slow-motion, le opzioni di dialogo ramificato, la scansione degli avversari per identificare i punti deboli e persino un sistema di hacking, che permette di esplorare intere reti e gli utenti connessi.

Dove si potrà giocare

Le piattaforme prescelte sono le solite: Xbox One, PS4 e PC. Però, vista la non chiara data di pubblicazione, è praticamente certo che vi sarà una versione pure per PS5 e Xbox Scarlett, prossima nata di casa Microsoft. Possiamo avere una primaria idea di tempi e modi di rilascio? No: però siamo più vicini a una finalizzazione di quanto lo fossimo nel 2013, questo è certo.

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