Roberto Catania

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Se Sony è diventata in soli 5 anni la regina del mercato full frame è merito anche della A7 (Alpha 7), forse la più popolare fra le sue mirrorless a pieno formato. Nelle sue successive evoluzioni, questa macchina è sempre riuscita ad alzare l’asticella, anno dopo anno, ingolosendo un numero sempre maggiore di fotografi e fotoamatori.

Non sfugge alla regola il terzo capitolo della “saga” - la nuova A7 Mark III (la chiameremo semplicemente A7III) - una fotocamera che pur senza apportare grossi stravolgimenti dal punto di vista estetico, nasconde sotto il corpo un serie di novità che non passano certo inosservate.

Una giornata in compagnia di un sample di pre-produzione ci ha permesso di scoprirle tutte e di farci un’idea più chiara sui pregi (e i difetti) di questo modello.

Design e funzionalità: finalmente il touch-focus

Da fuori, si diceva, le differenze con la A7II sono poche ma significative. La principale  riguarda l’innesto del touch-focus sul display principale. Il principio è quello già visto sull’ammiraglia Aps-C della casa, la a6500, e sulla A7RIII: non c’è un vero e proprio touch screen (l’interfaccia si comanda ancora tramite pulsanti fisici) ma quando si passa in Live View con fuoco in modalità flexible spot ora si può cambiare il fuoco toccando il soggetto direttamente sullo schermo. Il beneficio, a livello di velocità e di precisione, non è poca roba, specie quando si fanno video: per effettuare un rapido cambio di fuoco non serve mirare, basta un tocco sul display e il gioco è fatto.

Chi volesse essere più preciso, poi, può anche utilizzare il nuovo joystick collocato sopra il jog dial, o il nuovo pulsante AF On, un innesto - quest'ultimo - che si rivela prezioso in tutti quei casi in cui si vuole bloccare il fuoco senza bisogno di giocare sull’otturatore a metà corsa.

Doppia scheda di memoria (e doppia autonomia)

Le altre migliorie "fisiche" si palesano ai nostri occhi aprendo i vari sportelli e sportellini della macchina: nel vano delle schede di memoria, ad esempio, troviamo un secondo slot per SD-card, un’aggiunta che piacerà a coloro che si ritrovano spesso a saturare la capacità di memoria, ma anche a quanti amano scattare in parallelo utilizzando una scheda per il jpeg e l’altra per i RAW.

Ancora più “pesante” è la novità introdotta nel vano batteria: la nuova unità ricaricabile al litio promette fino a 710 scatti per ogni ricarica (dati CIPA), un’autonomia praticamente doppia rispetto a quella - a dire il vero non entusiasmante - della A7II.

Quanto alla parte di connettività, l’ormai irrinunciabile supporto WI-Fi viene qui affiancato dalla nuova porta USB di tipo C, più pratica e veloce per quanto riguarda alimentazione e trasferimento dati.

Retroilluminato è meglio

Ma è inutile girarci intorno. Le novità più importanti di questa A7III sono all’interno e in particolare nel cuore della macchina. Se si esclude la risoluzione (il fondoscala resta a 24 megapixel) Sony ha rinnovato tutto: nuovo è il sensore, retroilluminato proprio come sull’ammiraglia A9, nuovo è il sistema di elaborazione dell’immagine (Bionz X), nonché il chip di acquisizione dell’immagine (LSI).

Non si tratta, è bene precisarlo, di un restyling cosmetico, ma di un intervento molto profondo che punta a un incremento sostanziale delle performance. I numeri parlano chiaro: la nuova entry-level del catalogo mirrorless di Sony dichiara una raffica fino a 10 fotogrammi al secondo, una velocità di lettura 1.8 più elevata della A7II e una sensibilità ISO che va da 100 a 512000 ISO, estendibile a un esagerato 50-204800 ISO (102400 per i video).

 

Le immagini parlano forse meglio dei numeri: i miglioramenti di cui sopra ci consegnano una macchina piuttosto semplice da utilizzare, in grado di affrontare a testa alta, anzi altissima, qualsiasi tipo di difficoltà, dalle basse luci alle scene con forti differenze di esposizione.

La presenza di un sistema di stabilizzazione a 5 assi (per la verità presente anche sulla A7II) aiuta, ma l’impressione è che Sony abbia trovato un equilibrio eccellente fra tutti i componenti che fanno parte della dotazione.

Autofocus da sogno

In questo senso non va dimenticato l'eccellente lavoro fatto sul sistema autofocus, anche questo mutuato dalla A9: la nuova A7III combina i  693 punti a rilevamento di fase (la copertura dichiarata da Sony è pari al 93% dell’area del sensore) con i 425 punti a contrasto. Giusto per fare un raffronto con il passato più recente, la A7II si fermava a 117 punti di fase e 25 di contrasto.

Migliorata, rispetto al vecchio modello, anche la sensibilità minima, che passa da -1Ev agli attuali -3Ev, e soprattutto la velocità di tracking, 2 volte più esuberante rispetto al "vecchio" modello.

Da apprezzare, infine, l’estensione del cosiddetto Eye AF, il sistema intelligente che fissa il fuoco sull’occhio del soggetto, alle riprese in modalità AF-C (autofocus in continuo). Un toccasana per i ritrattisti ma anche per matrimonialisti e - più in generale - per chi si trova a inseguire soggetti in continuo movimento (ad esempio i bambini), sia in foto che in video.

Video: 4K e HDR per entrare nella Tv di ultima generazione

A proposito di video. La nuova A7III può registrare clip in 4K a 24/25fps senza crop sul sensore durante l'esecuzione della lettura a pixel completi. La macchina in pratica può acquisire 6K di informazioni per poi ridimensionare il tutto a 4K, così da migliorare nitidezza e dettagli. A 30p, invece, c'è un leggero crop a 1.2x (la fotocamera usa 5K).

A livello di gradazione di colore, la fotocamera supporta sia i profili S-Log2/S-Log3 che il cosiddetto HLG (Hybrid Log Gamma), una configurazione che punta alle riproduzioni televisive, e in particolare alle Tv 4K HDR di ultima generazione. Per gli amanti delle variazioni sul tempo non mancano le opzioni creative: da segnalare, fra queste, la possibilità di registrare video Full HD a 120 fps fino a 100 Mbps, da rivedere ed eventualmente editare in file video slow motion 4x o 5x con risoluzione Full HD con tracking AF.

Conclusioni

Sony non delude. La nuova A7III è l'ennesimo upgrade capace di sverniciare tutti i modelli nella sua fascia di prezzo (2.300 euro il cartellino solo corpo nel momento in cui vi scriviamo). Sul mercato, è indiscutibile, ci sono fotocamere più sorprendenti - per restare in casa Sony siamo lontani dalle soglie di nitidezza della A7RIII e dalla velocità della A9 - ma con ben altre cifre in ballo.

Insomma, difficile chiedere di più a Sony. Il rischio (peraltro già oggi reale) sarebbe quello di cannibalizzare la fascia più alta della sua catalogo, a cominciare proprio dalle suddette A9 e A7RIII, due fotocamere che la casa di Tokyo ha espressamente confezionato per il mondo dei prefessionisti. Per molti di questi, è indiscutibile, la nuova A7III sarà qualcosa di più di un ripiego.

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