Alpha 7, atto terzo. La mirrorless più popolare dell’ormai grande famiglia di full frame marchiate Sony giunge al suo terzo capitolo, e l’onore del debutto spetta questa volta alla variante “erre” della serie, quella A7R che da qualche anno contraddistingue la pieno formato al massimo della sua risoluzione.

L’obiettivo è chiaramente quello di far progredire una serie che, negli ultimi anni, ha incontrato il favore di molti professionisti. Ma al tempo stesso colmare tutti i buchi nella fascia medio-alta: con il nuovo modello - la A7R Mark III  - che con il suo cartellino da 3.500 euro (solo corpo) va a posizionarsi proprio in cima al catalogo delle compatte a ottiche intercambiabili della casa (un gradino sotto solo alla nuova A9), la “vecchia” A7R II, rimasta comunque a listino, si fa più abbordabile e si candida a diventare il possibile affare per tutti quegli utenti che hanno un budget compreso fra i 2 e i 3.000 euro.

Sony A7R III: oltre alla risoluzione c'è di più

Ma veniamo al nuovo modello, la A7R Mark III; una macchina che, come la progenitrice, punta a gratificare l’occhio del professionista da studio e, più in generale, gli amanti della risoluzione spinta.

Il sensore retroilluminato da 42,4 megapixel senza filtro passa-basso è stato migliorato in sensibilità (fino a 32.000 ISO naturali e 102.400 equivalenti), stabilizzazione (Sony parla di un guadagno di uno stop, da 4,5 a 5,5) ma soprattutto in velocità. Il valore della raffica parla chiaro: 10 fotogrammi al secondo (contro i 5 del vecchio modello), con un buffer di 76 scatti in RAW (erano 23 sulla Mark II).

 

L'AF va veloce

Decisamente più spinte anche le prestazioni dell’autofocus, che - con i suoi 399 punti AF a rilevamento di fase (per una copertura par al 68% dell’inquadratura sia in orizzontale che in verticale) e i 425 a contrasto - si avvicina alle soglie monstre dell'ammiraglia A9.

In termini di velocità sull’AF tracking siamo comunque a un passo doppio rispetto alla precedente A7 II e una parte del merito va anche al nuovo processore Bionz X, che - insieme al chip d’acquisizione LSI - si occupa di leggere ed elaborare l’immagine sfornata dal sensore Cmos.

Sony A7R Mark III 2

Una macchina definitiva?

Gli scatti di prova che abbiamo avuto la possibilità di realizzare con una A7R III di preproduzione ci danno un’idea più chiara di quello che è possibile fare con una macchina di questo tipo. Non solo foto da studio pronte a spaccare il dettaglio con qualsiasi tipo di obiettivo (con 42 megapixel a disposizione si può “croppare” senza paura di perdere in risoluzione) ma anche scatti più vicini al mondo della fotografia naturalistica e sportiva.

La velocità - di scatto, certo, ma anche di elaborazione e di messa a fuoco in continuo - unite alle qualità di stabilizzazione, mettono la A7R in condizioni di catturare soggetti in movimento anche in ambienti indoor poco illuminati.

Sony A7R III foto sample

1/500 f2.8 ISO 1600 – Credits: Roberto Catania

A completare il quadro di una macchina che sembra poter accontentare tante tipologie di professionisti c'è poi tutto il carnet di funzionalità video che fa ormai parte del pedigree di questa serie. Le differenze rispetto al passato sono in questo caso meno marcate, ma vale comunque la pena sottolineare il lavoro sui nuovi formati di registrazione: c'è l’HDR, anzi sull’HLG, lo standard video di ultima generazione che non richiede lavoro di postproduzione (e in particolare operazioni di color grading) per la riproduzione su Tv 4k, e il supporto S-Log3 per ciò che riguarda il profilo colore.

Controlli, display e slot

La nuova ammiraglia della serie A7, si fa notare anche per tutta una serie di risorse che puntano a migliorare il controllo e - più in generale - l’esperienza d’uso. Il mirino elettronico ha una risoluzione più adeguata a un prodotto di questa categoria (Quad-VGA OLED), e si disattiva in modo automatico quando il display posteriore viene estratto dalla sua sede.

Sul piatto anche un sistema di touch focus in modalità live view e un nuovo joystick posteriore utile per la regolazione fine dei punti AF. Novità anche a livello di porte: arriva lo slot supplementare per l’inserimento di una seconda SD card e la presa USB Type C (in aggiunta alla classica micro USB) che può essere utilizzata indistintamente sia per il trasferimento dati che per ricaricare la batteria.

A questo proposito vale la pena sottolineare l’arrivo di una nuova unità al litio (NP-FZ100) che promette un’autonomia confortante: circa 530 scatti a mirino e 650 a display, un valore che - pur essendo ancora distante dalle migliori reflex di mercato - si pone un gradino sopra rispetto a tutte le precedenti mirrorless della casa, a partire dalla precedente Mark II.

Per saperne di più:

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti