Sicurezza

Per tracciare gli utenti serve un mandato: perché la sentenza USA è storica

La Corte Suprema ha deciso: per seguire gli spostamenti degli utenti sospetti è necessaria un'autorizzazione. Cosa cambia per gli utenti

smartphone gps

Roberto Catania

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La Corte Suprema statunitense ha stabilito l’obbligatorietà del mandato per l’accesso ai dati di localizzazione dei clienti di telefonia cellulare. Con una sentenza per certi versi storica, la massima autorità federale a stelle e strisce ha messo un paletto importante alle attività di tracciatura della polizia e di quegli organi istituzionali che, per motivi di sicurezza, hanno bisogno di seguire gli spostamenti di utenti sospetti sfruttando le tracce che i dispositivi mobili lasciano quando si agganciano alle reti cellulari.

  • Perché si è arrivati a questa sentenza – La causa starebbe "nella profondità, nell'ampiezza e nella portata globale" dei dati di posizione che vengono richiesti agli operatori di telecomunicazione per tutti quegli utenti che finiscono sotto la lente delle autorità. Il quarto emendamento della Costituzione americana, infatti, tutela da perquisizioni, arresti e confische irragionevoli del governo. "La mappatura della posizione di un telefono cellulare nel corso di 127 giorni fornisce una registrazione completa del luogo in cui si trova il titolare", ha spiegato il Giudice Capo della Corte Suprema degli Stati Uniti, John Roberts. "Come per le informazioni GPS, i dati con l'indicazione del tempo forniscono una finestra intima sulla vita di una persona, rivelando non solo i suoi movimenti particolari, ma anche le sue associazioni familiari, politiche, professionali, religiose e sessuali".

  • Cosa cambia per gli utenti – D’ora in avanti gli investigatori dovranno avere un’autorizzazione del tribunale per poter accedere ai dati di localizzazione degli utenti dei quali vogliono ricostruire gli spostamenti. Un obbligo che vale per tutti i tipi di informazioni personali ottenute da terze parti, inclusi i messaggi di posta elettronica e di testo, ricerche su Internet, transazioni su Internet registrazioni. Restano esclusi dagli obblighi solo i casi che richiedono un accesso ai dati in tempo reale, ad esempio quelli di un sospetto in fuga, o le situazioni di emergenza.

  • Cosa cambia per gli operatori - La sentenza avrà impatto sui rapporti - sempre più frequenti - fra autorità e provider telefonici. In decine di migliaia di casi all'anno, riporta Bloomberg, i pubblici ministeri chiedono informazioni sulla localizzazione dei telefoni alle società di telecomunicazioni. E se in passato ciò poteva essere fatto senza dimostrare alcunché, d’ora in avanti sarà necessario un regolare mandato che dimostri la "probabile causa" che soggiace alla richiesta di intervento. 

  • Perché è importante - La sentenza potrebbe avere un impatto che va oltre la protezione dei dati di localizzazione. Se l’orientamento della Corte Suprema venisse confermato ed esteso, infatti, il governo statunitense potrebbe avere problemi ad accedere ad altri tipi di informazioni disponibili sul cloud, come quelli provenienti da assistenti virtuali, termostati intelligenti e fitness tracker. La posizione dei colossi hi-tech sul tema è nota da tempo: i dati personali dovrebbero essere inviolabili, anche dinnanzi a questioni legate alla pubblica sicurezza. Ed Black, presidente della Computer & Communications Industry Association, un'associazione di player tecnologici che comprende fra gli altri Facebook, Google, Verizon, T-Mobile e Sprint Cor,) ha accolto con entusiasmo la sentenza, definendola come "la decisione che darà agli utenti la fiducia che i dati sensibili di posizione che condividono con dispositivi e servizi digitali innovativi siano divulgabili alle forze dell'ordine solo con un mandato".

  • Cosa dice la legge in Italia - Nel nostro Paese la localizzazione di un telefono non richiede il mandato di un giudice. È sufficiente una richiesta scritta e motivata di un ufficiale di Polizia Giudiziaria (che comunque risponde sempre del proprio operato al Procuratore della Repubblica). Cionostante si tratta di attività effettuate solo in casi di particolare rilevanza, e circoscritte ai soli organi di polizia e di pronto intervento (Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Soccorso Alpino, ambulanze).

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