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Schermi flessibili, 5G integrato e gli altri traguardi della tecnologia nel 2020

La visione di Lenovo, che con le sue soluzioni per pc, smartphone e realtà aumentata, sta anticipando il futuro

Lenovo-apertura

Marco Morello

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Dal 1984, l’anno della sua fondazione, Lenovo si trova a rispondere allo stesso impegnativo quesito: come sarà la tecnologia del futuro. Da trentacinque anni esatti, indovinare il pronostico significa prolungare la sua longevità. Oggi che investe in tutto 1,4 miliardi di dollari ogni dodici mesi in ricerca e sviluppo, che ha una quota di mercato nei PC pari al 25,3 per cento nella sola area Emea (significa che un prodotto della categoria su quattro in Europa, Medioriente e Africa porta il suo marchio), può per esempio delineare una visione credibile dell’evoluzione dei computer nel corso del 2020. A partire dai suoi: «Avranno il 5G integrato, saranno i più sicuri al mondo, monteranno materiali evoluti, saranno basati sul concetto di collaborazione, di lavoro in mobilità» rispondono cancellando ogni suspence dal palco di Accelerate’19, il consueto roadshow autunnale dell’azienda che pochi giorni fa ha fatto tappa a Milano. A completare il quadro, un decisivo fattore supplementare: i computer saranno anche pieghevoli. Lenovo ha presentato il primo pc con schermo flessibile al mondo, che da chiuso sembra un libro, da grande uno spazioso tablet. Panorama ha potuto metterci le mani in anteprima qualche tempo fa.

Il bonus dell’intelligenza artificiale

«Continuiamo a crescere in vari settori e non intendiamo fermarci. In Italia, per esempio, siamo numeri uno nel settore Education, con il 35 per cento di market share. È una quota importante, stiamo lavorando per aumentarla ancora» dice Emanuele Baldi, country manager di Lenovo per il nostro Paese. Baldi ricorda anche il ruolo centrale giocato in questo scenario dall’intelligenza artificiale: «Sarà un fattore determinante. Del futuro, come del presente». Ben oltre gli slogan: il brand ha già trovato modi per metterla a frutto sul serio. Intanto, nella sua accezione letterale: metodi logici e automatici per risolvere in modo nuovo vecchie problematiche. Il compagno di posto in aereo o quello seduto nella fila precedente sta spiando quello che scriviamo in un documento o una presentazione? Potenzialmente, è una minaccia per la sicurezza della nostra azienda. Ecco che la webcam del pc ha un sensore a infrarossi integrato, che ci avvisa del vicino impiccione. Siamo collegati al Wi-Fi di un parco o un locale pubblico che non è affidabile, che potrebbe spalancare le porte a qualche intruso, pronto a fare razzia di dati? Lo scudo che arriva di serie con i computer Lenovo se ne accorge, fa suonare l’allarme, blocca tutte le porte.

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Il pc ThinkBook 13s – Credits: Lenovo

Realtà davvero aumentata

«Vogliamo essere protagonisti della quarta rivoluzione industriale e portare a tutti le tecnologie più intelligenti» dice ancora Baldi, mentre nella sala in cui parla sono in mostra sensori e dispositivi evoluti per l’internet delle cose, così come occhiali per la realtà aumentata. Che da feticcio avveniristico privo di contenuto (oltre alla seduzione implicita che esercitano), stanno trovando usi pratici sempre più estesi e centrati. Aiutano a riparare il jet di un aereo, mostrando l’esploso dei suoi componenti direttamente all’altezza occhio di un ingegnere; supportano i medici di un ospedale ad analizzare in fretta la cute dei malati di cancro alla pelle, per verificare da sfumature minime che le cure stiano avendo davvero effetto. Perché sta qui la capacità di fare la differenza: nella trasversalità. Nel proporre soluzioni che possano far comodo al nomade digitale, che vuole l’ufficio sempre nello zaino e deve poter accedere a tutti i database e alle risorse aziendali in maniera efficiente, fluida, sicura, come alle imprese che hanno fatto il salto nell’industria 4.0 e, assorbiti gli oneri, vogliono raccoglierne i frutti.

Il ritorno di una vecchia gloria

Lenovo è presente in 180 mercati, ha 57 mila impiegati, oltre 10 mila tra ingegneri, ricercatori e scienziati. Chiamati a orchestrare il futuro dei pc, come quello degli smartphone. Compito che, nello specifico, spetta a Motorola, nome leggendario del settore e parte della galassia Lenovo. «In Nord America è molto apprezzato, in Europa negli anni è un po’ sbiadito. Ci impegniamo a ripotarlo al successo che merita con caratteristiche premium, equipaggiandolo con il 5G, creando programmi che sono focalizzati sulle esigenze del consumatore finale, prima che sul prodotto in sé» spiega Carlo Barlocco, executive director mobile business group Europe expansion di Lenovo. «Il nostro obiettivo» aggiunge Barlocco scendendo nei dettagli «è rendere più rapida la quotidianità dei nostri utenti, senza essere invasivi. Perciò proponiamo una versione di Android volutamente leggera, per aumentare la durata della batteria dei nostri telefoni e consentire a chi li compra di personalizzarli in un momento successivo con le app che preferisce». Duttilità del software a parte, un aiuto decisivo nel nuovo decollo del brand Motorola dovrebbe arrivare dall’annuncio atteso tra pochi giorni: il ritorno di un’icona come il Razr V3, aggiornato ai canoni della contemporaneità e con lo schermo interno flessibile. Il che, peraltro, andrebbe a creare una coerenza totale con il mercato dei pc.

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Emanuele Baldi sul palco di Accelerate'19 – Credits: Lenovo

Alleanze eccellenti

Lenovo non è da sola nel suo percorso e sta siglando accordi con partner di spessore a livello globale. Tra le più recenti c’è quella con la squadra di calcio FC Internazionale Milano, a cui fornisce dispositivi, server e altre tecnologie per gestire al meglio l’enorme quantità di dati che un club con un bacino d’utenza così ampio finisce inevitabilmente per generare. «Lenovo per noi è un top player» ha detto Luca Danovaro, chief marketing officer dell’Inter: «A legarci sono i valori dell’internazionalità, dell’innovazione e della grande enfasi per le performance. Questa alleanza ci aiuterà anche a migliorare negli allenamenti e a valutare con più profondità le prestazioni dei nostri giocatori. In definitiva, a vincere di più e meglio dentro e fuori dal campo». Il futuro della tecnologia è anche questo.

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