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Computer, il futuro è scritto nel display (doppio o pieghevole)

Luca Rossi, vicepresidente di Lenovo, racconta le prossime evoluzioni dei pc. Che vedranno gli schermi come assoluti protagonisti

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Marco Morello

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La sua storia recente la riassume bene una frase di Mark Twain: «Spiacente di deludervi, ma la notizia della mia morte è grossolanamente esagerata». Sono anni che saccenti analisti preconizzano la morte del pc, il suo funerale celebrato dagli smartphone, la sua sepoltura per mano dello schermo dei tablet. Eppure, solo nel primo trimestre del 2019, la società di analisi Gartner rilevava che ne sono stati venduti quasi 60 milioni di pezzi. Il trend è negativo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-4,6 per cento), però il vento sta cambiando: Idc, altro nome di riferimento nelle ricerche di mercato, prevede per la fine del 2019 un declino più contenuto, pari al 3 per cento, mentre nel 2023 la decrescita frenerà attestandosi intorno all’1,6 per cento annuo. Insomma, il personal computer è ancora qui davanti ai nostri occhi e pare destinato a rimanerci. Tanto più perché i produttori stanno spremendo le meningi dei loro ingegneri per regalargli una seconda vita, una nuova giovinezza, sia osando sul piano delle forme, quanto promettendo notevoli salti di qualità su quello delle prestazioni.

La via pieghevole

Lenovo, il leader di mercato con una quota pari a circa il 22,5 per cento (nel primo trimestre del 2019, sempre secondo Gartner), ha da poco svelato un notebook pieghevole. Panorama ha potuto provarlo in anteprima: pesa meno di un chilo, da curvo ostenta due display dalla diagonale di circa 9,7 pollici l’uno, che diventano un unico schermo piatto da 13,3 pollici. C’è una tastiera virtuale, però è possibile l’abbinamento con una fisica. Lo si può adoperare per lavorare, leggere, giocare, vedere video, aprendo e chiudendo le sue ali con immediatezza e della porzione desiderata a seconda dell’attività in corso; dimezzarne l’ingombro, ridurlo alla dimensione di un’agenda quando occorre trasportarlo. Arriverà nei negozi nella seconda metà del prossimo anno: «All’inizio sarà un prodotto di lusso, con un prezzo che si aggirerà tra i 1.500 e i 2 mila euro, però si porrà come il capostipite di una famiglia di dispositivi in grado di garantire una versatilità totale» spiega Luca Rossi, vicepresidente di Lenovo e responsabile delle aree Europa, Medioriente, Africa e America Latina.

Sempre pronto all’uso

Tanta poliedricità echeggia gli smartphone e i tablet, capaci di essere all’occorrenza lettori musicali, libri digitali, strumenti agili per creare testi e progetti. I computer di domani ne ricalcheranno anche la modalità «always on»: la virtù di essere attivi in pochi attimi, con tutte le app e le notifiche subito a disposizione. Basta attese per l’avvio di Windows, l’immediatezza sarà la regola: «Ci siamo quasi» dice Rossi «stiamo lavorando con Microsoft, Qualcomm e Intel perché per riuscirci bisogna combinare caratteristiche di software, hardware e connettività 5G. Ecco, questo incastro lunare sta per compiersi. Direi che serviranno al massimo altri dodici mesi».

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Luca Rossi, vicepresidente di Lenovo Group – Credits: Lenovo

Lo schermo protagonista

Nell’attesa, i display sono i protagonisti assoluti della scena. Rubano spazio alla tastiera, colonizzando l’area su cui di solito facciamo correre le dita. Un pezzo più o meno ampio, come nel caso di modelli presentati da HP o da Asus. O tutta la zona di pulsanti e touchpad in Twin River, un prototipo di pc firmato Intel con schermi gemelli che lavorano all’unisono. Il noto costruttore dei microprocessori previene le obiezioni e assicura che non ci saranno rallentamenti, né tragedie sul piano del consumo della batteria. Avverare questa garanzia sarà la variabile decisiva per la sua effettiva affermazione. Mentre Luca Rossi spegne la nostalgia di chi già rimpiange il picchiettare sui tasti fisici: «Entro due anni» assicura «saranno soppiantati dalla voce. Basterà parlare e i testi compariranno a video in tempo reale. Mentre i software ascolteranno i nostri comandi e li eseguiranno bene e subito. Certo, mouse e tastiera non scompariranno del tutto: saranno ancora utili in contesti come l’aereo o gli uffici in cui tante persone non possono mettersi a dialogare all’unisono con il loro computer». Sarebbe il caos totale.

Rivoluzione in corso

Insomma, un oggetto che è rimasto uguale a sé stesso per lunghissimo tempo, è in fermento. Si prepara a una rivoluzione, sia morfologica che di performance. «Vedremo molte idee» afferma Rossi: «La maggior parte di queste finiranno in un museo. Altre, poche, diventeranno i nuovi fattori di forma, lo standard al quale tutti i produttori dovranno adeguarsi». Il futuro resta tutto da scrivere. Su un pc, naturalmente.

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