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Google Glass alla conquista delle aziende

Google rilancia i suoi occhiali connessi (ma solo per uso professionale). Tutti i dettagli di un progetto meno ambizioso ma più concreto

Google Glass atto II, la rivincita. Dopo il fallimento del progetto consumer, Google ha deciso di dare una seconda chance ai suoi occhiali connessi. Secondo quanto riportato da Jay Kothri, lead project manager del nuovo progetto (ora ribattezzato Glass Enterprise Edition) l’obiettivo è dirottare i Glass verso tutti quegli ambiti professionali nei quali i lavoratori si ritrovano spesso con le mani impegnate.

Obiettivo efficienza

A far maturare un certo tipo di convinzione gli esiti di una trentina di progetti pilota condotti da Google negli ultimi due anni; test che certificherebbero le doti dei Glass nell’efficientamento dei processi.

“Ci sono tante categorie lavorative, dagli ospedali ai magazzini, dall’agricoltura alle riparazioni meccaniche,  che potrebbero trovare utile avere un dispositivo indossabile capace di offrire informazioni e altre risorse senza bisogno di impegnare le mani”, ha spiegato il responsabile di Mountain View. 

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"DHL stima di aver migliorato l’efficienza della sua supply chain del 15%", puntualizza Kothari, che sottolinea come la vera differenza fra il primo e il secondo atto dei Google Glass stia soprattutto nella specializzazione: i nuovi occhiali non avrebbero la presunzione di cambiare il nostro rapporto con la tecnologia ma – più concretamente – offrire un supporto a tutte quelle categorie professionali abituate a lavorare in multitasking.

Le aziende vogliono vederci chiaro

Con questo approccio più pragmatico, Google avrebbe ingolosito tutta una serie di aziende desiderose di sperimentare nuove forme di interazione con il dato digitale. Wired parla di accordi già in essere con alcune multinazionali di grosso calibro (GE, Boeing e Volkswagen) che potrebbero fungere da apripista per altre realtà del settore.

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I Google Glass, lo ricordiamo, furono annunciati per la prima volta nel 2012. Alla base del fallimento del progetto originario una serie di concause, fra le quali anche alcune legate alla sfera della priacy. L’interesse di Google verso il mondo lavorativo non è comunque nuovo: già prima che i piani originari si arenassero, BigG aveva lanciato uno specifico programma (denominato Glass ad Work) per portare i suoi smart-occhiali nei fast food, nelle cliniche, nelle compagnie aeree, nelle amministrazioni e in tutti quegli ambiti considerati “sensibili” alle tematiche del lavoro multitasking.

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