A quattro anni dal suo debutto in Europa, Honor non è più quell’oggetto misterioso che suscitava più dubbi che speranze. Il brand creato da Huawei per intercettare le preferenze di tutti quegli utenti con budget limitato (ma alte pretese tecnologiche) è ormai uno punto di riferimento nel mercato degli smartphone fra i 200 e i 400 euro, un segmento che - suggerisce un recente studio Findomestic - rappresenta ancora lo zoccolo duro delle vendite nel nostro Paese.

Ecco Honor 7X, smartphone con ampie vedute (ma prezzo ridotto)

È proprio in questa fascia che va a inserirsi il nuovo Honor 7X, quarto capitolo della Serie X del produttore cinese, una famiglia di dispositivi che come ha sottolineato il numero uno della società George Zhao, ha avuto il merito storico di portare all’utente comune tutta una serie di innovazioni tipiche degli smartphone di fascia alta.

Così dopo Honor 4X, primo low cost della casa con supporto alle reti 4G, Honor 5X, telefono da 229 euro con scocca in metallo e lettore di impronte digitali, e Honor 6X, middlerange con doppia fotocamera, ora è il turno di questo 7X, primo telefono Honor con form factor a schermo allargato, proprio come impone il nuovo trend stilistico della telefonia di lusso.

5.93 pollici in un corpo "normale"

Intendiamoci, l’idea di un telefono a cornici ridotte ormai non è più una novità. Il discorso cambia, però, se si considera il cartellino di vendita, che in questo caso è di 299 euro. A questo prezzo, infatti, non sono molte oggi le proposte che possono vantare un display 18:9 da 5.93 pollici in un corpo dalle dimensioni tutto sommato contenute come quello dell’Honor 7X.

Da qui l’ottimismo dei manager della casa, che si dichiarano convinti del fatto che questo modello saprà conquistare la fiducia di tutti quei consumatori che hanno sempre desiderato un prodotto capace di garantire un’esperienza più ariosa - soprattutto quando si tratta di giocare e guardare video - ma non hanno mai osato fare il grande passo per via dei prezzi ancora troppo alti.

Dentro batte un cuore (anzi otto) Kirin

In questo senso il rapporto qualità-prezza di questo Honor 7X rappresenta un ottimo punto di partenza. Tanto più se si considera tutto il carnet di risorse accessorie che questo telefono reca in dote: c’è un processore octa core di derivazione Huawei (Kirin 659) con 4 GB di RAM, un ottimo lettore di impronte digitali, uno slot doppio che può essere utilizzato indifferentemente per le SIM card o per le microSD (fino a 256 GB) e una batteria da 3.340 mAh.

Ma soprattutto c’è un’interfaccia utente (EMUI 5.1) che ha il merito di semplificare e per certi versi arricchire l’esperienza Android (qui in verisone 7.0). Le diverse opzioni di risparmio energetico, le funzionalità di gestione dei file che impediscono il degrado delle prestazioni e la possibilità di suddividere lo schermo in due porzioni con un tocco ne sono la dimostrazione più lampante.

Sul retro c'è una doppia fotocamera

Come il predecessore, anche Honor 7X integra una fotocamera posteriore con doppio obiettivo. Il motivo che soggiace a questa scelta è ormai noto: utilizzare la combinazione di due sensori (nella fattispecie uno da 16 megapixel e l’altro da 2 megapixel) per riuscire a creare effetti di profondità altrimenti non possibili.

A ciò si aggiunge il corredo della fotocamera frontale (qui basata su un sensore da 8 megapixel) e soprattutto un sistema di AF a rilevamento di fase che assicura una messa a fuoco in 0,18 secondi.

Nella stessa fascia ci sono anche i Lite di Huawei

Honor 7X, che in Italia può essere acquistato in due colorazioni (blu e nero), va collocarsi a metà strada fra i dispositivi premium della casa (Honor 9 e l'imminente V10) e l’entry level Honor 6A.

Fra le alternative disponibili nella stessa fascia di prezzo anche alcuni dispositivi di casa madre (Huawei), come il P10 Lite e il Mate 10 Lite.

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