Sicurezza

Queste app per iPhone registrano quello che passa per lo schermo

Molte applicazioni di viaggi e trasporti usano una particolare tecnica per spiare il display dell’iPhone, una volta avviate

air canada iphone

Antonino Caffo

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Non è insolito che le app raccolgano i dati degli utenti, de resto il business digitale odierno si basa molto su questo. il problema è come e quando tali dati vengono raccolti, se i consumatori sono avvisati delle pratiche e se hanno accettato di fornire parte della propria privacy a compagnie e sviluppatori.

Per questo, suscita sempre un certo fastidio scoprire che ci sono software che, all’oscuro di tutto e tutti, mettono in azione delle attività di vero e proprio monitoraggio nascosto, per ottenere informazioni che possono far comodo a loro oppure da rivendere alle agenzie con cui stringono accordi commerciali.

Secondo quanto riportato da TechCrunch e App Analyst, ci sono app per iOS che, una volta aperte, cominciano a registrare ciò che passa per lo schermo del telefonino. Si tratta di queste: Air Canada, Abercrombie and Fitch, Singapore Airlines, Expedia e Hotels.com, che riescono nel loro intento grazie alla tecnologia "session replay”, realizzata dalla società di analisi Glassbox.

Di cosa si tratta

La tecnica in questione funziona registrando il display di un utente ogni volta che apre l’app e inserisce o ricerca informazioni. Se Glassbox afferma che l’obiettivo non è quello di memorizzare dati sensibili, come quelli inerenti le carte di credito o le password, App Analyst ha rilevato che non sempre il limite viene messo in atto, portando anche alla fuoriuscita di elementi delicat.

Più dati, servizio migliore

Da quando la notizia è stata divulgata, solo qualche ora fa, un portavoce di Air Canada ha affermato che l’azienda utilizza "informazioni fornite dal cliente per garantire che si possano supportare le esigenze di viaggio e garantire la risoluzione di qualsiasi problema che possa influire sulle operazioni". Secondo il vettore canadese, la compagnia non acquisisce, e non può acusire, le immagini sullo smartphone, soprattutto quando si esce dall’app.

Abercrombie and Fitch ha aggiunto che l’uso di Glassbox "contribuisce a garantire un'esperienza di shopping senza interruzioni, consentendo di identificare e risolvere eventuali problemi che i clienti potrebbero riscontrare nell’esperienza digitale”. Insomma, la storia è sempre la stessa: si fornisce un servizio asserendo che per migliorarlo c’è bisogno di ottenere sempre più dati sui consumatori. Il gioco vale la candela? Non è così evidente.

Non solo iPhone

Certo è che la questione non è limitata all’iPhone. Più di una volta Android è stato preso di mira per vicende molto simili. L’ultima, datata fine 2018, è stata divulgata da Gizmodo, che ha riferito come alcune app per il sistema operativo più diffuso su dispositivi mobili registrassero le attività del telefonino, quando aperte. Una problematica che interessa sia le modalità di recupero che quelle di archiviazione e condivisione delle informazioni, che non si sa mai bene su che server siano, come vengano trattate e protette.

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