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Con il 5G il download di un film in 30 secondi

Entro il 2022 l’Italia viaggerà sul nuovo standard, non un’evoluzione del 4G ma una vera e propria rivoluzione. Scopriamo perché

Film in HD scaricati in meno di un minuto, streaming da YouTube e Spotify senza alcuna interruzione, videogiochi in multiplayer privi di ogni latenza: tutto per merito del 5G.

Il nuovo standard di connessione mobile sarà realtà in Italia solo nel 2022 ma già due anni prima, nel 2020, cinque città potranno sperimentare il collegamento ultra veloce: Milano, Prato, L’Aquila, Matera e Bari.

Perché tutti affermano che il passaggio dal 4G al 5G sarà più di un’evoluzione, una vera e propria rivoluzione?

Salto tecnologico

Trattandosi non di un semplice switch ma di un cambio di paradigma a 360 gradi, il primo motivo è tecnologico. La rete 5G è pensata per viaggiare su onde radio diverse dalle attuali, con una frequenza molto alta e compresa tra i 30 e i 300 gigahertz.

Senza scendere troppo nel tecnico, basti pensare che l’odierno 4G, al suo punto più alto, sfrutta i 2.600 megahertz, all’interno di uno spettro non solo qualitativamente minore ma anche parecchio affollato da altri servizi che condividono la trasmissione sulla stessa banda.

Passare dal 4G al 5G

Per questo motivo, come indicato nel testo della Finanziaria 2018, l’Europa ha assegnato al 5G una banda di frequenza esclusiva, quella dei 700 Mhz, che va a intaccare la diffusione del digitale terrestre, da trasferirsi altrove.

Con un esempio molto pratico, se passare dal 3G a 4G è stato come guidare un’auto solo di poco migliore di quella che avevamo già su una strada asfaltata di recente ma ancora molto affollata, la disponibilità del 5G è un andare dal venditore, restituire l’utilitaria e prendere un SUV, più grande e spazioso ma anche intelligente e in grado di ottimizzare i consumi, svoltando verso un’autostrada a cinque corsie.

Servono nuove reti ma anche nuovi smartphone

Ciò comporta due necessità: la prima è l’abilitazione, da parte di chi gestisce le infrastrutture, di canali più ampi di comunicazione per l’invio e la ricezione dei dati, la rete 5G appunto; la seconda è l’esigenza di cambiare dispositivo di accesso al web, uno smartphone o un tablet con antenna 5G.

Probabilmente i modelli che usciranno tra un paio di anni supporteranno già lo standard anche se per via della sperimentazione anticipata, alcuni paesi, come la Corea del Sud, potrebbero già beneficiare di telefonini 5G entro la fine del 2018.

Anni di lavori

Proprio per le premesse ci sui sopra, il cambio di passo tra le due generazioni non è prettamente una questione di aggiornamento di centrali e torri radio. Il 4G prevede un reticolato di cavi in fibra ottica che sale in cima alle torri, creando un paesaggio post-apocalittico per nulla bello da vedere: ogni torre serve un certo numero di celle, a cui seguono altre costruzioni simili, dislocate sul territorio.

Il 5G invece si muove esclusivamente in modalità wireless, senza fili, saltando da un’antenna all’altra e incontrando solo qualche volta le stazioni di base. Perciò nei prossimi anni dalle nostre valli e città dovrebbero sparire le strutture tradizionali a favore di antenne, di certo non invisibili ma sicuramente meno appariscenti.

Fanno male alla salute? Non di più né di meno dei router nelle nostre case.

Come cambia l’accesso

Tornando ai servizi, con il 5G andrà in pensione il vecchio modo di accedere a internet. Al suo livello massimo, il protocollo permetterà di viaggiare 1000 volte più veloce del 4G, alla peggio solo 100 volte.

In una visione realistica, andremo a 50-60 megabyte al secondo, ciò vuol dire scaricare un film di due ore in circa 30 secondi. La velocità è l’aspetto che più interessa il consumatore finale ma numeri del genere aprono a scenari tecnologici molto più ampi.

L’AI, la guida senza pilota

Con tempi di risposta così ridotti, alcune tecnologie in fase di sviluppo, come la guida senza pilota, otterranno una spinta concreta verso una più rapida realizzazione. I veicoli autonomi per prendere decisioni corrette si basano certamente sul cervello guidato dall’Intelligenza Artificiale ma anche sull’accesso alla rete, per elaborare dati sul cloud. Farlo con lo spettro di frequenza del 5G consentirà di rispondere agli input del territorio in maniera veloce, più di quanto farebbe un essere umano.

La domotica per tutti

Allo stesso modo, se oggi abbiamo solo una parvenza di ciò che possa essere la domotica, nel prossimo futuro la casa smart sarà una realtà per tutti. Con la fibra attuale possiamo già collegare a un unico punto di accesso (il modem o il router) decine di apparecchi domestici: webcam, speaker, aspirapolveri, termostati, frigoriferi, lavatrici, forni, e molto altro. Il problema è che quando tentiamo di accedervi dall’esterno, con il 4G, spesso l’app va in palla perché non è in grado di gestire tutti questi oggetti contemporaneamente.

Il 5G ovvia a tale limite con un margine più ampio a disposizione, dove la suddivisione della connessione non implica un frazionamento della banda a disposizione.

Via ai Mondiali 2018

I campi di applicazione sono tanti, praticamente indefiniti. Dalle smart city all’industria, passando per lo sport. Anzi, la divisione di Huawei che si occupa di reti e connessioni, insieme alla russa Megafon, ha intenzione di portare il 5G in Russia già la prossima estate, in occasione dei Mondiali 2018.

Qui il vantaggio principale sarà a beneficio di strumenti hi-tech per il controllo delle azioni (come il VAR) e la sicurezza in tempo reale degli spettatori e dei luoghi intorno allo stadio, tramite il riconoscimento facciale, il monitoraggio delle masse dei tifosi e il coordinamento delle forze dell’ordine; tutto con un semplice telefonino.

Per saperne di più

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