X-37B
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X-37B, il drone spaziale dei misteri

Si guida da solo, funziona grazie all'energia del sole, è in volo da 22 mesi, sta per tornare sulla Terra. E nessuno sa quale sia la sua vera missione

Di questo curioso, futuristico oggetto volante abbastanza identificato si sa tutto e niente: si chiama X-37B ed è stato costruito dalla Boeing per l’aeronautica militare degli Stati Uniti. È lungo quasi 9 metri e ha un’apertura alare che sfiora i 5. La sua forma richiama il classico space shuttle della Nasa, solo che è parecchio più piccolo. E non ha nessuno a bordo, non gli occorre un equipaggio ampio o ristretto per scansare il rischio di andare a sbattere contro un asteroide: è un drone in grado di decollare, atterrare e pilotarsi da solo.

Molto a lungo, peraltro, visto che si trova in volo da più di 670 giorni, ben 22 mesi. Un record di durata, reso possibile dalla sua capacità di trarre dal sole l’energia necessaria per sopravvivere in orbita. Una missione lunghissima, la sua, che sta per interrompersi, per terminare, visto che è prossimo all’atterraggio in una base della Air Force in California. È la terza volta che parte e, con i dovuti scongiuri, torna in patria tutto intero: nel 2010 si era trattenuto sopra le nuvole per 225 giorni, a cavallo tra il 2011 e il 2012 per 469. Insomma, il suo fiato si fa sempre più robusto.

Fin qui tutto trasparente, o quasi. Si sa ancora, per esempio, che di X-37B in realtà ce ne sono due e che quello dell’ultima missione extra long è lo stesso del primo viaggio di quattro anni fa. Obesi droni resistono. E che è stato progettato per – traduciamo una nota ufficiale - «testare guida avanzata, navigazione e controllo, sistemi di protezione dal calore, alte temperature», eccetera, eccetera, in burocratese scientifico. Insomma, una specie di esploratore dei viaggi nello spazio di domani.

X-37B

Un momento del lancio di X-37B

E però, ed è qui che viene il bello, la sua missione ufficiale è top secret. Accanto alle formule di rito, non c’è vaghezza, ma proprio nessuna indicazione su come abbia passato il tempo lassù per quasi due anni. Con un inghippo bello grosso: lavora sotto le insegne dell’aeronautica, non quelle della Nasa, deputata a spazio e contorno. Da qui le congetture di ogni tipo, rilanciate dai soliti blog e forum dei complottisti a ogni costo, ma anche riportate da testate serie e credibili come la Cnn.

L’ipotesi più sensata è che serva a mostrare i muscoli agli avversari militari degli Stati Uniti, a dimostrare loro quanto avanti sia la tecnologia a stelle e strisce. Un copione logoro. Ma di prospettiva. Anche perché, come abbiamo già raccontato, non è escluso che la terza guerra mondiale possa detonare nello spazio. Impensabile? Non è detto. I più ansiosi, aizzati dallo scandalo Nsa e dintorni, lo vedono come una gigantesca spia volante, incaricata di catturare e captare i segreti non tanto e non solo di poveri noi mortali quaggiù, ma di personalità altrimenti inaccessibili che non gradiscono e bandiscono intrusioni sul loro spazio aereo, ma nulla possono contro questo drone autonomo. Vero, ci sono già i satelliti spia, quante serie televisive e film epici lo hanno insegnato, ma questo ha il turbo.

A rendere se non verosimile quantomeno accettabile, non da escludere a priori, ecco, questa ipotesi è la presenza a bordo di uno spazio non identificato, una sorta di cofano in cui ci potrebbe essere di tutto. Chissà, persino una sonda progettata da qualche scienziato per rilevare se siamo soli oppure no in questo enorme universo. Forse tirare in ballo gli alieni è salire troppo in quota con la fantasia, comunque una ragione per tanto mistero ci dovrà pur essere. E non è detto che sia per forza la più scontata. Cerchiamo di non ragionare sempre con il pilota automatico. Almeno noi.

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