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Windows 9: ecco perché Microsoft vuole eliminare l'interfaccia Metro dai desktop

Il prossimo sistema operativo di Redmond sarà in grado di adattarsi in modo dinamico ai dispositivi sui quali verrà installato. Rinunciando ai suoi celebri "piastrelloni" in tutti quei contesti (vedi PC fissi e portatili) nei quali l’utilizzo del mouse è ancora predominante

Microsoft logo

– Credits: Joe Raedle/Getty Images

Il sistema operativo Microsoft del futuro si chiamerà - inutile dirlo - Windows 9 e uscirà presumibilmente il prossimo anno. Lo sviluppo del software è ancora agli stadi embrionali (si lavora allo stato attuale su una versione intermedia, nome in codice Threshold) ma gli ingegneri di Redmond sembrano avere le idee già chiare su cosa modificare (e cosa no) rispetto all’attuale versione della piattaforma.

Al centro del restyling non ci sarà solo il rimpianto menu Start (ormai certo il suo ritorno dopo anni di esilio forzato), il lavoro di miglioria di Microsoft si concentrerà su molti altri aspetti dell’esperienza utente e in particolare sulla personalizzazione dell’interfaccia in base al dispositivo di pertinenza. Tradotto in parole povere, Micorsoft sembra avere tutta l’intenzione di trasformare Windows in un’entità quasi camaleontica, capace cioè di modellarsi a seconda del supporto (PC, tablet, ibrido, smartphone) su cui è installato.

Uno delle conseguenze più evidenti di questa volontà sarà l’eliminazione dell’interfaccia Metro da Windows 9 per desktop. Secondo le indiscrezioni, in pratica, le versioni del sistema operativo per PC fissi e portatili presenteranno di default l’interfaccia classica di Windows (quella tipo Windows 7, per intenderci), senza cioè gli ormai celebri piastrelloni Metro-style. I sistemi ibridi (come ad esempio i PC convertibili o i tablet che diventano notebook con una tastiera magnetica) integreranno invece una versione del software in grado di adattarsi all’utilizzo dell’utente, capace cioè di mostrare una faccia (Metro) o l’altra (non Metro) a seconda dell’impiego o meno del touch-screen.

Microsoft, insomma, pare essersi resa conto di aver fatto il passo più lungo della gamba e medita di tornare (parzialmente) sui suoi passi. Paradossale che lo faccia proprio in un momento nel quale Apple e Google sembrano invece volersi allineare a un approccio più essenziale e razionale (verrebbe da dire più Metro-oriented) nello sviluppo delle loro interfacce.

L’impressione è che la società di Nadella abbia compreso che ancor prima di conquistarsi le simpatie degli utenti che ormai vivono sui tablet e gli altri dispositivi touch deve comunque preservare tutta la (gigantesca) customer base che è nata e cresciuta sui sistemi operativi controllati da un mouse.

 
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