• RSS
  • youtube
Home  -  Mytech  -  Videogiochi  -  Ruzzle: i trucchi per vincere dell'italiano che ha lanciato la sfida

Ruzzle: i trucchi per vincere dell'italiano che ha lanciato la sfida

Un giovane programmatore di Catania ha creato l'algoritmo che risolve il gioco

Ruzzle: i trucchi per vincere dell'italiano che ha lanciato la sfida Ruzzle: i trucchi per vincere dell'italiano che ha lanciato la sfida

Tag:  cheater oceanor ruzzle trucchi

di Eugenio Spagnuolo

Ruzzle-cheater è il sito che, grazie a un algoritmo, risolve in pochi secondi la scacchiera di Ruzzle, offrendo l'elenco di tutte le parole possibili. Un modo per barare senza farsene accorgere dagli avversari. E devono usarlo in tanti, visto che in poco tempo, solo nel nostro paese, è passato dalle 400 a 140 mila visite al giorno. Ma Ruzzle-cheater è anche una testimonianza del genio italiano: il suo creatore è infatti un programmatore di Catania. Si chiama Federico Fallico, ha appena 23 anni e ha aperto il suo sito per dare consigli informatici ai meno esperti. E ai giocatori di Ruzzle dice: "Non barate, perché così si perde tutto il divertimento".

Come ti è venuta l'idea di sfidare il gioco del momento con un algoritmo?
Ruzzle è congegnato in modo che più vinci, più il gioco ti propone avversari competitivi. Quando ho iniziato a perdere le prime partite ho deciso di sfidare il sistema: non sarò bravissimo a trovare parole partendo da poche lettere, ma con la programmazione ci so fare. E ho pubblicato online il primo algoritmo in grado di risolvere Ruzzle.  

Ha funzionato?
Trovava moltissime parole dal dizionario partendo da un elenco di lettere. Con un solo limite: mostrava solo il primo percorso possibile, lettera per lettera, senza cercare le parole più lunghe che danno più punti.

Quindi?
Ho scoperto che in rete c'era un programma più potente e ho deciso di perfezionare il mio lavoro. Così ho fatto. Risultato: il mio, ad oggi, è uno dei migliori risolutori di Ruzzle in circolazione.

Si vocifera che i tecnici di Ruzzle passino il tempo a impedire tentativi di barare, è vero?
Proprio così. Si stanno dando da fare. Hanno sistemato in qualche giorno la falla che mi permetteva di dare tutto il tempo necessario agli utenti per copiare lo schema di gioco e usare il mio risolutore. Questo su iOs (iPhone e iPad). Perché su Android il vecchio trucco di cui parlo sul mio sito è ancora valido. E il risolutore del gioco non ha mai smesso di funzionare.

Se ricevi una telefonata su iPhone mentre giochi, Ruzzle va in pausa. C'è chi usa questo escamotage per barare. Risolveranno anche questo baco?
No: perché la possibiltà di fermare il gioco se squilla il cellulare è uno dei punti forti di Ruzzle. Lo rende meno invadente.

Se dovessi suggerire ai lettori un modo per vincere a Ruzzle?
Anche se suona strano, direi: non barate. Perché così si perde tutto il divertimento. Io l'ho fatto solo per sfida da programmatore. Oggi gioco in modo pulito. Ho usato i trucchi solo per entrare nella classifica dei primi 25 giocatori italiani di Ruzzle.

Nessun trucco, dunque?
Sì, ma leciti: usate i moltiplicatori, cioè compilate prima le parole con le lettere che hanno un simbolo in alto a destra: ne aumenta il valore e il punteggio ci guadagna. E non cercate di comporre parole troppo complesse. Servono a ben poco.

Intanto il tuo sito, dove hai pubblicato il risolutore di Ruzzle, ha avuto un boom di visite negli ultimi tempi…
Sono passato da 400 visite al giorno a 140 mila. E ci ho messo un po' di pubblicità di Google per guadagnarci qualcosa. Alla fine mi autofinanzio.

Come te la spieghi la febbre da Ruzzle?
Col fatto che è un gioco frenetico: una partita dura due minuti. Il tempo di una piccola pausa. E poi i social netowrk hanno fatto da cassa di risonanza.

Ti definisci un hacker?
No, è una parola che viene interpretata in modo negativo. Io stesso diffido da chi si dice tale. Preferisco programmatore.

Da quanto tempo lo fai?
Da quando avevo 16 anni. Ora ne ho 23. Studio ingegneria informatica a Catania.

Ti sei mai chiesto come la tua vita sarebbe stata diversa se fossi nato negli Usa invece che in Sicilia?
No, perché grazie a internet, puoi lavorare nella tecnologia in tutto il mondo, senza preoccuparti di essere sul posto. E poi negli Usa avrei avuto molta più concorrenza.

  • Vai a:
     
     
    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti

Speciali

Video Hot

    • Il tesoretto di Cottarelli

      La spending review del commissario punta alla riduzione delle oltre 10 mila partecipate locali da cui possono arrivare 500 milioni già nel 2015. E, in tre anni, oltre 3 miliardi - I mille giorni di Renzi - E intanto è deflazione