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PlayStation, tutte le novità per PS4 svelate all'E3 - I video

Alla fiera di Los Angeles Sony sceglie un ritmo serrato per mostrare una cascata di titoli, anche per la realtà virtuale

da Los Angeles

Una raffica di titoli, una sequenza ubriacante di proposte per rispondere a tono agli annunci di Microsoft del giorno precedente. Un’offerta ricca srotolata senza respiro, nemmeno una pausa, pochissime parole. Così, la conferenza di PlayStation all’E3 di Los Angeles si risolve in una cascata di assaggi di futuro per immagini. Tanti trailer, qualche gameplay e una presenza unica: Shawn Layden, il capo mondiale degli Studios. Che dice: «It’s all about the games». I riflettori saranno solo per i giochi: «Vogliamo celebrare l’arte del gameplay».

Con ampie e valide dosi di spettacolarità, con il palcoscenico dello Shrine Auditorium che in perfetto stile Hollywood diventa elemento centrale, cuore pulsante, parecchio di più di uno spazio con uno schermo di taglia xl. Infatti, su il sipario, via con atmosfere orientaleggianti, suonatori accovacciati a terra, una cascata di giochi d’acqua che scende dall’alto a ondeggiare e comporre lo stemma di un’ascia e un arco. Saranno i lasciapassare e i motivi d’avvio delle vicende delle due protagoniste femminili di «Uncharted: The Lost Legacy».

Continuano gli effetti speciali e dal soffitto si abbatte una cascata di coriandoli bianchi a simboleggiare una nevicata decisamente fuori stagione per il caldo secco di Los Angeles. Tocca a «Horizon Zero Dawn: The frozen wilds».

Una moto sfreccia nella foresta sotto la pioggia, inseguita da un branco di lupi affamati. Ma la minaccia è umana, un agguato in piena regola prontamente scongiurato con una lotta serrata tra pugni, corde e coltelli. È solo l’inizio di una discesa nell’orrore, sottolineata da alcuni cadaveri-fantoccio che scendono dal palcoscenico come quinte inanimate. Intanto, sullo schermo, orde di non morti, compreso un mastodontico orso furente, fanno strage di quanto ancora in vita incontrano. È l’assaggio di «Days Gone».

Sono passati 15 minuti, il primo terzetto è stato calato, solo allora si vede Shawn Layden che dice: «Amiamo i giochi e ne vogliamo vedere tanti altri stasera che incrociano storytelling, immaginazione e tecnologia». Cita PS4 Pro, l’alfiere di questa carica di contenuti dai dettagli ultra definiti, l’antagonista della nuova Xbox One X, ma anche il casco per la realtà virtuale, elemento invece dimenticato da Microsoft, nonostante si attendesse quantomeno un accenno al suo impiego nell’universo di Redmond.

Poi Layden si congeda presentando un titolo «che» dice «ha un posto speciale nel mio cuore». Ci caliamo in un mondo preistorico, con un guerriero che si mimetizza nella vegetazione e la usa poi a mo’ di trappola per catturare giganteschi, arrabbiatissimi dinosauri. Uno scenario di un’incredibile potenza visiva in cui la natura è insieme protettrice benevola e sterminatrice maligna. È «Monster Hunter World». Arriva nel 2018, subito invece arrivano le fiamme sul palco quando il protagonista riesce ad avere la meglio sulla dentuta creatura e a trasformarla nella sua cena.

Non c’è tempo per rifiatare, un quarto di secondo di buio e subito si va avanti, in una lotta apparentemente impari con un enorme gigante di pietra. Un colosso, ecco: «Shadow of the colossus», che chiede di attendere il 2018.

Compare anche Activision con la sua guerra totale, i carri armati e le armi e gli spari vecchia maniera del prossimo «Call of Duty: WWII».

È poi il turno, per l'appunto, di un’ampia parentesi dedicata alla realtà virtuale. Con il casco evocato in scena da una clip e la tipica prospettiva in prima persona di chi lo indossa. Il menu prevede battaglie di spada, arco e freccia, con «The Elder Scrolls V: Skyrim». I colori di un pianeta lontano, con una minuta protagonista in fuga supportata da una gigantesca creatura robotica con un occhio di luce: benvenuti su «Star Child». Ma del terzetto, sebbene si sia visto ancora poco, promette bene l’ambientazione da ospedale psichiatrico con i suoi malati e i suoi fantasmi di «The inpatient». Una sicura immersione nella paura.

Dopo quasi 40 minuti si vede la PS4 sullo schermo (sono oltre 60 milioni i pezzi venduti), ma è solo per riportare il filo della narrazione sulla sponda dell’esperienza più classica da console. E infatti è un super classico a prendersi l’attenzione e le ovazioni: «God of war - Be a warrior». Un vivido romanzo interattivo di formazione alla violenza per un piccolo guerriero, destinato a convivere con pericoli e sangue. «Qui non c’è posto per un ragazzo. Dovrai essere un guerriero». Un’educazione sentimentale al dolore che partirà a inizio 2018.

Subito dopo tocca agli androidi ribelli di «Detroit Become Human», prossima perla di David Cage, con l’ormai collaudato meccanismo della storia a bivi che permette di far srotolare la vicenda in modo differente sulla base delle proprie decisioni, privilegiando il calcolo o il rischio, l’azzardo o la prudenza. La logica della scelta si fa primaria rispetto all’azione stessa. Una grandiosa deferenza al peso specifico della storia che si vuole raccontare con un videogame. «Vivi in base alle tue decisioni», promette il titolo, per cui non c’è purtroppo ancora una data d’uscita.

Drappi on stage e sui due palchi regali dell’Auditorium per «Destiny 2», in arrivo il 6 settembre e con alcuni contenuti speciali in esclusiva iniziale per PlayStation.

Sono trascorsi cinquanta minuti ed ecco di nuovo il capo degli Studios che dà al pubblico la licenza di respirare. «È stato un ottovolante. Il futuro è qui. Non possiamo essere più felici». Si chiude con impalcature vere calate sul palco e il costume rosso di Spider-Man a cadenzare un gameplay adrenalinico, le immagini di un inseguimento spericolato di un elicottero tra i palazzi di New York.

Ci si ferma a un’ora sola di conferenza, un cambio di passo rispetto alla Sony di ieri con presentazioni fiume che quasi sfioravano le tre ore. Una sferzata comunicativa. Che lascia nella testa, negli occhi, nelle orecchie, la sensazione di un’ubriacatura. Il piacevole stordimento di un’abbondanza.

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