Videogiochi

La PS Vita è "morta" e anche la Wii U non si sente bene

Le due console Sony e Nintendo sono in crisi. E c'è chi dà addirittura per spacciata la PlayStation portatile

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Un'immagine della Wii U – Credits: Nintendo

Console sull'orlo di una crisi di nervi. O addirittura già passate a miglior vita, stando a certe opinioni. Mentre non si fa che disquisire di ogni quisquilia che riguarda PlayStation 4 e Xbox One, mentre gli smartphone e il 3DS si stanno divorando il mercato mobile, Wii U e PS Vita non se la passano troppo bene.

Partiamo dalla portatile Sony. L'analista Michael Pachter, uno che ama sollevare polveroni globali con le sue previsioni, ha ribadito senza mezze misure la posizione che aveva già espresso qualche mese fa: "La Vita è morta. Finita". E ancora: "Si tratta un dispositivo fantastico, di cui nessuno però sente il bisogno e così nessuno lo compra". Secondo lui nemmeno le funzioni in abbinata con PS4, ossia la possibilità di usare la consolina come un controller o come un second screen per giocare in streaming, potranno salvarla dall'estinzione.

Ci sembra presto per suonare le campane a morto: la Vita è una macchina eccezionale, senza paragoni nel mondo dei videogiochi portatili, e potrebbe ritrovare un po' di slancio se davvero Sony decidesse di inserirla in un bundle con PlayStation 4. Ma è innegabile che finora le vendite siano state poco meno che mortificanti, con 5,5 milioni di modelli contro i 32,7 del 3DS (fonte: Vgchartz ). Più di tutto aiuterebbero un ribasso del prezzo, un piano duraturo di uscite rilevanti e la sensazione che a Sony interessi ancora, anche solo appena appena, il destino della sua creatura.

Nintendo deve vedersela con la partenza in affanno della Wii U, uscita a novembre 2012: in base ai dati ufficiali, a fine giugno 2013 è arrivata a 3,6 milioni di unità vendute. Inutile dirlo, molto al di sotto delle attese dell'azienda, che si attestavano sui 5,5 milioni. Dopo un discreto scatto iniziale, invece, lo smercio si è praticamente inchiodato: a gennaio, due mesi dopo il lancio, Wii U ha piazzato negli Stati Uniti 57mila modelli, contro i 435mila che Wii aveva collezionato nel suo terzo mese di vita.

Console troppo cara, come sostengono alcuni? Secondo il presidente Satoru Iwata il problema è un altro: "Se la questione fosse il prezzo, allora la versione base [299 euro] dovrebbe vendere molto più della premium [349 euro], ma in realtà la gente sta comprando più quest'ultima". L'inghippo sarebbe piuttosto "la mancanza di software", spiega Iwata, "e l'unica soluzione è immettere sul mercato numerosi giochi di qualità".

La scoperta dell'acqua calda – viene da chiedersi perché non ci abbiano pensato prima. E senza dubbio ha pesato anche, in fase di promozione, la difficoltà di far percepire agli utenti che la Wii U è un prodotto tutto nuovo rispetto alla Wii, cosa che finora pare non sia stata afferrata dal pubblico di massa.

Fatto sta che, nel frattempo, vari negozi e catene qua e là nel mondo hanno invitato Nintendo a tagliare il costo della console per risollevarne le sorti, mentre altri hanno deciso di praticare uno sconto di propria iniziativa o di sospendere la distribuzione del modello base (o addirittura di entrambi, come i supermercati inglesi Asda).

Pochi giorni fa, però, Nintendo ha rivelato che in questo momento sta ancora vendendo Wii U senza ricavarne alcun profitto, anzi registrando una perdita per ogni unità. Una pratica non anomala nella fase di lancio di una nuova macchina, ma insolita per mamma N. Facile quindi dedurre che non vedremo nessuna limata al prezzo in tempi brevi. Ma i giapponesi devono inventarsi qualcosa per i prossimi mesi, se non vogliono che la loro ammiraglia venga affondata da PlayStation 4 e Xbox One.

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