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Unione europea: promesse di Internet superveloce e 5G per tutti

Il piano presentato mercoledì prevede anche una riforma del copyright per proteggere i contenuti degli editori da Google News

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Le bandiere degli Stati dell'Unione Europea a Bruxelles – Credits: Imagoeconomica

Il vicepresidente della Commissione Ue al mercato digitale Andrus Ansip e il commissario Guenther Oettinger hanno presentato mercoledì un progetto che promette di rivoluzionare il settore delle tlc e Internet per i cittadini dei paesi dell'Unione.

In breve, si tratta di dare a tutti accesso alla rete ad altissima velocità e al 5G entro il 2020.

Prevista poi una riforma del copyright che dovrebbe dare agli editori più diritti sugli articoli pubblicati online e offrire una maggior scelta di film e musica ai consumatori.

Continuerà però a essere vietato abbonarsi a servizi fuori dal proprio Paese, per cui, per esempio, dall'Italia resterà impossibile accedere ai programmi che Netflix offre in Gran Bretagna o Belgio.

Fine del roaming rinviata (di poco)
A differenza di quanto annunciato la scorsa settimana, invece, è stata rinviata la presentazione delle nuove regole sulla fine del roaming per evitare gli abusi. La precedente proposta che fissava "almeno 90 giorni" di roaming gratuito è stata ritirata dal presidente Jean-Claude Juncker perché ritenuta non soddisfacente.

I nuovi obiettivi fissati oggi dalla Commissione Ue - per la cui realizzazione ha presentato un nuovo Codice europeo per le comunicazioni elettroniche che rende gli investimenti più semplici, oltre a un Piano per lo sviluppo del 5G dal 2018 - prevedono che scuole, università, ospedali, pubbliche amministrazioni, centri di ricerca, centri di trasporto e imprese abbiano accesso a Internet ultraveloce di un gigabit al secondo.

Wifi
Come annunciato dal presidente Juncker, inoltre, ci dovrà essere il wifi gratuito in tutti i luoghi pubblici principali delle città europee. Non solo: anche tutte le famiglie, sia in città che nelle zone isolate, siano connesse ad almeno 100Mbps migliorabili a Gbps.

5g
Ma, soprattutto, tutte le aree urbane incluse le principali strade e ferrovie dovranno avere una copertura 5G ininterrotta, mentre il 5G stesso - come obiettivo intermedio - dovrà essere commercialmente disponibile in almeno una grande città in ognuno dei Paesi Ue entro il 2020.

Questo nuovo quadro ha il potenziale di far crescere il pil Ue di 910 miliardi e creare 1,3mln di posti di lavoro entro il 2025, mentre il 5G da solo potrebbe crearne 2mln.

Copyright
Sul fronte della riforma del copyright, invece, le nuove regole Ue aiuteranno i distributori audiovisivi a trasmettere e rendere disponibili online i film, le serie tv o la musica in tutti i paesi Ue in cui sono presenti, grazie a un nuovo sistema più semplice di negoziazione unica e collettiva dei diritti.

Inoltre verranno aiutati musei e istituzioni culturali a rendere disponibile oltre le frontiere lavori ormai fuori commercio ma ancora protetti dai diritti d'autore.

Le piattaforme come Youtube, invece, dovranno mettere in piedi un sistema per identificare se i video caricati online rispettano o meno il diritto d'autore, sino a rimuoverli se necessario.

Google News
Gli editori si vedono poi riconosciuti i cosiddetti "diritti ancillari" come quelli che già esistono per produttori cinematografici e musicali, che daranno loro più forza negoziale per ricevere una remunerazione per gli articoli rilanciati o riutilizzati da motori di ricerca o aggregatori di notizie come Google News.

Viene inoltre introdotto l'obbligo per editori e produttori di notificare ad artisti e autori dei profitti realizzati con il loro lavoro, oltre a un meccanismo per aiutarle questi ultimi a negoziare con i primi.

Dagli Stati Uniti continuano tuttavia a guardare con un po' di preoccupazione all'attivismo dell'Unione europea in queste materie. Mercoledì il New York Times, per esempio, ha pubblicato un articolo nel quale il previsto piano presentato oggi a Strasburgo, in particolare la parte riguardante il copyright, viene definita così: "l'Europa la chiama protezione dei consumatori. Silicon Valley la definisce protezionismo".

(ANSA, Agi, The New York Times)

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