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Un po’ facchino e un po’ concierge, ecco il robot da hotel

Si chiama Reem, riceve i clienti dell’albergo e si incarica di trasportare le loro valigie fino in camera. Grazie al sistema di riconoscimento della voce e al touchscreen frontale può fornire informazioni sui ristoranti della zona e su cosa c’è da fare e vedere in città. Prodotto da un’azienda spagnola, ha conquistato Abu Dhabi che lo produrrà in serie

Reem all'interno di un albergo. Sul retro ha uno spazio per trasportare le valigie dei clienti

È gentile, educato, sempre disponibile. Soprattutto non si offende se non gli allunghiamo una mancia. In fondo se ne farebbe molto poco, visto che per vivere gli basta stare qualche ora vicino a una presa della corrente. Parliamo di Reem, il robot che presto potrebbe diventare un elemento abituale nella scenografia degli alberghi di mezzo mondo. Sa infatti rendersi utilissimo sia come facchino che come concierge: è in grado di trasportare bagagli fino a 30 chili su una base posteriore e a trascinare trolley fino a tre chili; può dare informazioni ai clienti e mostrarle sullo schermo touch che tiene in bella mostra sul petto. Si va da una mappa interattiva dei dintorni dell’hotel a consigli mirati su cosa fare in città, in quali ristoranti andare a mangiare e quali locali scegliere per un drink. E poi ancora previsioni metereologiche, numeri di telefono utili per muoversi in taxi o con i mezzi di trasporto pubblici, orari di treni e aerei. Insomma risposte a tutte quelle domande che generalmente poniamo a un impiegato in carne e ossa dietro il bancone della hall.

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Reem è un orgoglio tutto europeo perché è prodotto dalla spagnola Pal Robotics con sede a Barcellona, ma si è fatto notare fino ad Abu Dhabi dove, a quanto pare, sarà prodotto in serie. Si parla di circa una dozzina di esemplari al mese e, se l’esperimento dovesse funzionare, è presumibile che verrà imitato ed esportato anche altrove. Perché con i suoi 90 chili per 1,70 metri di altezza, Reem è un umanoide molto credibile, con un’autonomia della batteria di circa otto ore. Neanche a farlo apposta, la durata media di un turno di lavoro. Ed è equipaggiato per fornire feedback accurati a chi lo interpella: i suoi occhi sono telecamere con sensori che gli permettono di riconoscere il volto di chi sta parlando e girarsi nella sua direzione, proprio come farebbe un essere umano; integra un sistema di riconoscimento vocale oltre ad accelerometri e giroscopi. Insomma, una macchina evoluta in grado di muoversi alla velocità di 4 chilometri all’ora e di orientarsi con una certa autonomia negli spazi di un albergo. E certo, non avrà l’esperienza del personale di lungo corso, ma almeno potrà darà loro una bella mano nelle situazioni più affollate.        

Twitter: @marmorello

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