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iPhone 5S (e 5C): prepariamoci al cambiamento

Che impatto avrà il nuovo Melafonino e il suo gemello low-cost? Ci saranno utenti di Serie A e di Serie B? Ma soprattutto ci vestiremo tutti color champagne?

iPhone-5-connector

– Credits: Apple

L’uscita di ogni nuovo iPhone – ormai lo abbiamo capito - è un evento che va ben al di là del mero annuncio tecnologico.

Piaccia o meno, lo smartphone di Apple è uno di quei pochi oggetti che fa parlare di sé ben oltre il suo valore intrinseco. C’è chi ha cambiato un iPhone all’anno pur di rimanere al passo coi tempi, chi ha fatto le code di notte davanti agli Apple Store pur di accaparrarsi il nuovo Melafonino prima degli altri, chi lo ha comprato per sentirsi parte di un elìte e chi per non sentirsi escluso. Chiamatele mode, passioni, manie, malattie, sta di fatto che ogni anno è sempre la stessa storia: in un modo o nell’altro l’iPhone riesce a fare tendenza.

Così a una settimana esatta dall’annuncio del prossimo 10 settembre – quando Apple presenterà i nuovi iPhone 5S e 5C – mi chiedo: cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo iPhone? Non parlo degli aspetti tecnologici - di quelli sappiamo più o meno tutto - ma dell’impatto che il nuovo Melafonino avrà sui consumatori e sulle loro abitudini.

Di certo non ne faremo una questione di centimetri : a differenza dell’iPhone 5 (l’iPhone più lungo di sempre) il nuovo iPhone 5S resterà esteticamente invariato nelle dimensioni e nel peso. Cambiano però i colori: dopo il bianco e il nero arrivano la grafite e soprattutto la nuova tinta champagne, che è un po’ un misto fra l’oro e il color sabbia. E insomma dopo la moda del bianco (che ha condizionato tutta l’industria dell’hi-tech (e non solo) prepariamoci a un’invasione di capi e oggetti color champagne. Già me lo vedo l’utente medio anno 2014 in spiaggia con pareo, infradito e telefonino coordinati diventare tutt’uno con le tinte tenui della sabbia. Roba che nemmeno Roberto Cavalli avrebbe osato tanto.

Ma l’aspetto più intrigante dell’annuncio riguarda l’uscita di un modello di fascia più bassa – l’iPhone 5C appunto – a un prezzo presumibilmente più basso del modello standard (iPhone 5S). Una svolta epocale. L’iPhone, considerato da sempre un oggetto destinato a clienti facoltosi o comunque disposti a spendere cifre importanti, entra in una nuova dimensione. Da quest’anno ci sarà insomma un iPhone per tutti (qualcuno arriverà persino a parlare di iPhone anti-crisi), anche se poi i più snob diranno che quello è un iPhone di Serie B. Come se fosse una scocca in plastica o qualche megapixel in meno sulla fotocamera a decretare i gradi di nobiltà di un telefonino.

Di certo i genitori parsimoniosi che in questi anni hanno faticosamente respinto le suppliche dei figli affamati di Mela non avranno più scuse: nella versione 5C l’iPhone non sarà più quell’oggetto inaccessibile ed esoso che molti considerano inappropriato per un adolescente alle prime armi. Meglio che si preparino fin d’ora a cercare nuove giustificazioni al di fuori del prezzo.

E poi ci sarà il partito di quelli che non capiscono il perché di tutto questo clamore per un telefonino, di quelli che sì però quando c’era Steve Jobs era tutta un’altra storia, di quelli che abbiamo già tanti problemi per stare a qui a parlare di un’azienda che fattura più di nazioni intere. Anche a questo ci siamo abituati. Perché in fondo l’annuncio di ogni nuovo iPhone si trasforma immancabilmente in un appuntamento per raccogliere l’opinione di tutti: giornalisti, guru, sapientoni, curiosi, fanboy, nemici della Mela, integralisti, tecnoscettici, persino gli indifferenti avrebbero qualcosa da dire.

Ci vediamo quindi il prossimo 10 settembre (non perdete mi raccomando la nostra diretta Live) per brindare tutti al nuovo nato, anzi, ai nuovi nati di Cupertino. Con del buon champagne, mi pare ovvio.

 
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