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Il nuovo Bitly, qualcosa di più di un "accorciatore" di Url

Con il recente restyling, il servizio punta più in alto: al social sharing, ma anche alla social curation e alla gestione dei bookmark

Bitly logo

Per chi fa un mestiere come il mio i cosiddetti Url shortener (gli "accorciatori" di Url, per usare un termine italiano brutto come il peccato) sono strumenti ormai irrinunciabili. L’avvento dei social network e in modo particolare quello di Twitter ci impone ormai di condensare i lunghissimi link degli indirizzi Internet in oggetti molto più ridotti, sia per evidenti ragioni di ingombro dei caratteri sia per ragioni estetiche. Ma non solo. Gli accorciatori di Url possono svolgere anche altre importanti funzioni: distribuiscono l’informazione su varie piattaforme (in un colpo solo) e in alcuni casi ci danno anche un’idea di come vengono recepiti i nostri link sul Web.

Due aspetti su cui, mi sento di dire, Bitly ha tutte le carte in regola per imporsi come servizio di riferimento, soprattutto dopo le novità introdotte con il recente restyling. Il nuovo Bitly, di fatto, si allontana dalla mera attività di abbreviazione delle Url per puntare verso il mondo del social sharing e della social curation. Una scelta per certi versi obbligata, soprattutto dopo che Twitter ha integrato sulla sua piattaforma un servizio automatico di Url shortening. E che trovo decisamente decisamente azzeccata, soprattutto utilizzando Bitly in abbinata con Chrome.

Innanzitutto per ragioni di praticità. Per condividere un articolo su Facebook e Twitter (ma volendo si può pure estendere la distribuzione a un indirizzo di posta elettronica), con tanto di commento allegato, bastano due passaggi (di numero). Basta cliccare sull’icona di Bitly (che avrete opportunamente salvato sulla barra di Chrome) direttamente dalla pagina che volete condividere e il gioco è fatto.

Bitly.jpg

Ma non finisce qui. Se non vi interessa condividere alcunché sui social network ma volete solo conservare l'indirizzo di una pagina Web potete farlo con altrettanta facilità. I bitmarks – così si chiamano i link nel nuovo Bitly – possono essere salvati in un clic, proprio come ci hanno insegnato i vari servizi di social bookmarking, così da poterli rivedere in un secondo momento.

Interessante la possibilità di radunare i bookmarks, pardon i bitmarks, all’interno dei cosiddetti bundle, cartelle virtuali ove raggruppare pagine Web che appartengono a una determinata categoria: io per esempio, ho deciso di creare un bundle per le idee regalo piazzandoci dentro tutti gli oggetti interessanti che scopro navigando qua e là.

Non mancano infine le statistiche (presenti anche nella vecchia versione del servizio), caso mai vi interessasse capire qual è l’indice di gradimento dei vostri link pubblici: è sufficiente entrare nella sezione Stats e scoprire quanti clic hanno totalizzato i vari bitmark che avete pubblicato.

Bitly_stats_emb8.jpg

Nel complesso un servizio non utile, ma utilissimo, che va nella direzione giusta: quella della gestione dei contenuti condivisi dagli utenti, soprattutto sui social network. Sarebbe perfetto se ci fosse pure la possibilità di distribuire i link su altre piattaforme al di fuori di Twitter e Facebook (penso ad esempio a Google+ e LinkedIn), ma ci sarà tempo.

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