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Swype, probabilmente la miglior tastiera per Android

Precisa, multifunzionale e soprattutto poco invasiva. Ecco le prime (positive) impressioni sulla nuova virtual keyboard di Nuance Communications

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– Credits: Nuance Communications

Le tastiere virtuali presenti sulle ultime versioni di Android (diciamo da Gingerbread in avanti) sono generalmente di buon livello. Il problema è che spesso vengono stravolte dalle personalizzazioni troppo ambiziose dei produttori di cellulari, che finiscono in questo modo per snaturarne le funzionalità (e l’efficienza).

Se come me non siete soddisfatti degli strumenti di scrittura offerti “di serie” dal vostro cellulare intelligente o magari state solo cercando qualcosa di più raffinato, vi consiglio di dare un’occhiata a Swype, la tastiera presentata qualche giorno fa da Nuance Communications e disponibile in versione beta .

Si chiama Swype, proprio come il sistema di inputazione “a scorrimento” che per molti è l’evoluzione del T9. In realtà siamo di fronte a una tastiera multitasking in grado di operare secondo quattro differenti modalità di inserimento: oltre al già citato Swype, appunto, c’è la modalità classica, quella “assistita” (che sfrutta cioé la funzione di completamento automatico XT9) e la dettatura.

Qualunque sia la tipologia di scrittura utilizzata (io per esempio rimango fedele alla modalità classica), Swype impressiona favorevolmente per due aspetti: la precisione e la razionalità.

La precisione (primo requisito di ogni buona tastiera, che non c’è peggio di scrivere fischi per fiaschi) è garantita da un’eccellente sagomatura dei tasti virtuali, ben dimensionati, spaziati il giusto e soprattutto sensibili al tocco. Quanto alla razionalità, è apprezzabile la possibilità di utilizzare tre livelli di pressione (breve per il carattere in primo piano, più lungo per il quello in apice, long press per tutte le altre opzioni), sia il livello di pertinenza e discrezione del sistema di scrittura predittiva: i suggerimenti e le correzioni automatiche non sono mai invasive (e in ogni caso sono sufficientemente personalizzabili), anche perché - spiega Nuance - sono studiate per adattarsi al contesto della frase.

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Vale la pena spendere due parole anche sul sistema di riconoscimento vocale che sta alla base della funzione di dettatura. Migliorare il software di Google non era impresa facile ma la tecnologia di voice recognition di Dragon fa davvero quello che dice: traduce (quasi) alla lettera tutto ciò che ascolta, anche quando ci sono di mezzo testi un po' prolissi.

Da sottolineare, in ultimo, la presenza di un dizionario personalizzato: ogni nuova parola immessa con la tastiera –  via sms, ma anche via email, social network o testi generici - viene automaticamente inserita nel vocabolario di Swype cosicché possa essere utilizzata anche in seguito. Il tutto a prescindere dal tipo di inputazione utilizzata.

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