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SoundCloud: accordo con Getty Images per il licensing

Il sito di riferimento per artisti ed etichette si allea con il colosso delle immagini: nuovi canali - e possibilità di monetizzazione - per la musica di SoundCloud

(Credit: SoundCloud / N.Battista)

SoundCloud è la piattaforma di riferimento per artisti ed etichette: il posto dove pubblicare la traccia da promuovere in streaming gratuito via Facebook o Twitter, o per fare embed sui propri siti e blog. Finora, però, a parte la vendita di account Premium (che rimuovono il limite di 120 minuti di musica caricabili sul sito) il sito non ha puntato sulla monetizzazione dei contenuti.

Dal 9 ottobre però si cambia: grazie a un accordo con Getty Images, vero e proprio colosso nella gestione di diritti relativi a librerie di immagini e quindi società più che esperta nelle operazioni di licensing, gli artisti e i discografici - ma anche i produttori di interviste, effetti sonori ed altro contenuto audio - presenti in massa su SoundCloud avranno accesso ai servizi di Getty, e i clienti di quest'ultima società potranno selezionare tracce audio presenti su SoundCloud e rese disponibili per il servizio; il tutto per utilizzazioni a pagamento in siti web, operazioni pubblicitarie e via dicendo.

Getty già possiede Pump Audio , acquisita nel 2007, il cui contenuto è in pratica anche la sezione Musica di www.gettyimages.it , dove ad esempio si trovano anche alcuni brani dei Nine Inch Nails . Di fatto, questo accordo arricchisce in maniera esponenziale il catalogo del servizio.

Attenzione, però: ovviamente bisogna essere pienamente titolari di ciò che si concede in licenza a Getty tramite SoundCloud; niente remix o campionamenti non autorizzati, quindi.

Un'altra raccomandazione importante: se tecnicamente si può aderire con i propri brani semplicemente collegando il proprio account SoundCloud a quello Getty Images e attivando il pulsante di licenza anche solo per alcuni pezzi, va puntualizzata anche una leggera ambiguità nel contratto, che per gli artisti sarà bene leggere con cura, magari consultandosi con un legale.

Al titolare dei diritti va infatti il 35% della somma incassata da Getty per la concessione di una licenza; ma anche il 50% dei diritti di pubblica esecuzione che saranno eventualmente generati in seguito. Getty afferma di non acquisire alcun copyright o quota editoriale, ma di fatto se un brano è già depositato presso la SIAE o altra società, lo stesso verrà ridepositato da Getty con altro titolo, in modo da raccogliere solo le royalty relative ad esempio allo spot pubblicitario in cui il pezzo è incluso. Da un lato, questa trovata può tagliare la testa al toro (e far salva la "non esclusività" del contratto su un certo brano). Dall'altro, il rischio concreto di vedere questa situazione perpetuarsi all'infinito è tutt'altro che remoto, e la cosa è anche indicata sul sito. Se poi avete già un contratto con un editore musicale, la consulenza legale di cui dicevamo poc'anzi diventa necessaria, ad evitare di combinare pasticci.

In generale, comunque, l'operazione sarà positiva sia per le due società coinvolte che per molti artisti, soprattutto quelli indipendenti e meno noti. SoundCloud inoltre non incasserà alcuna percentuale, continuando a basare il proprio business solo sulla vendita di account premium; che - -  presumibilmente - proprio grazie all'operazione Getty, potrebbe lievitare nei prossimi mesi.

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