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Twitter torna su Google: perché è importante

Accordo fra i due giganti del Web: entro la metà dell’anno i cinquettii saranno visibili anche sul motore di ricerca

La notizia, sulle prime, potrebbe essere vista come una delle tante partnership fra giganti del Web. Ma non è così. Twitter che sbarca su Google - ma sarebbe più corretto dire che torna - è qualcosa che avrà ricadute di un certo peso, sia per gli utenti, che per il futuro stesso delle due aziende.

L’accordo non è stato ancora ufficializzato, ma da quanto rivelato da Bloomberg i frutti dell’intesa potrebbero essere imminenti: già entro la fine della prima metà dell’anno, rivela l’autorevole testata, il motore di ricerca di Google potrebbe popolarsi con i cinguettii provenienti dalla nota piattaforma di microblogging.

Difficile dire ora coma sarà gestita l’integrazione, se attraverso normali meccanismi di ricerca o se Google provvederà come in passato a creare una sezione ad hoc del suo search da adibire ai risultati in tempo reale.

 

Di certo, la partnership può giovare ad entrambi: grazie a Twitter, Google disporrà di un bacino di contenuti supplementari, decisamente più freschi e aggiornati rispetto a quelli veicolati all'interno di Google News. Il social network dei 140 caratteri, dal canto suo, potrà contare su una visibilità più allargata rispetto a quella offertale dalle varie applicazioni proprietarie.

C’è poi da valutare tutto il discorso delle opportunità commerciali: Twitter ha dimostrato negli ultimi tempi di gradire tutte le escursioni al di fuori dai propri confini che consentono di aumentare il raggio d’azione degli inserimenti pubblicitari. E l’accordo con Google (che andrebbe ad aggiungersi a quelli recentemente siglati con Microsoft e Yahoo) permetterebbe senz'altro a Dick Costolo e soci di rivolgere le proprie inserzioni una platea molto più ampia, ingolosendo un numero maggiore di advertiser.

Secondo le fonti, comunque, le due società non starebbero ancora ragionando su accordi di revenue share basati sulla pubblicità. Più probabile una qualche opzione sui cosiddetti dati in licenza, l’altro grande serbatoio del fatturato di Twitter, capace di generare , solo nello scorso trimestre, 41 milioni di dollari.

Va da sé che il rinsaldamento dell’asse Google-Twitter non rappresenti una buona notizia per la concorrenza, e in particolare per Facebook, che ad oggi vive in un ecosistema completamente impermeabile a qualsiasi forma di ricerca esterna. Il portale creato da Mark Zuckerberg, tuttavia, sembra non risentire particolarmente di questa forma di isolamento, considerati i rimi di crescita nettamente più alti rispetto a quelli di tutti gli altri social network (Twitter compreso)

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