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Perché Facebook è ossessionata dalle connessioni lente

La corsa verso il prossimo miliardo di utenti passa per la conquista dei mercati emergenti. Laddove il 4G è ancora un miraggio

Andando a frugare fra i mille e più progetti che ribollono nel grosso pentolone di Facebook, si scopre che c’è grosso fermento intorno alle connessioni mobili a banda stretta. Proprio così: il 2G, l’Edge e tutti quegli standard di rete che credevamo ormai morti e sepolti sono in questo momento al centro della attenzioni di Mark Zuckerberg e soci.

Giusto per rendere l’idea: a Menlo Park hanno persino cambiato la settimana lavorativa introducendo un giorno speciale - il cosiddetto 2G Tuesday - nel quale far lavorare i programmatori (o perlomeno una parte di essi) su una rete più lenta.

Nulla di strano. Quella che si può ormai definire l’ossessione di Facebook per le "connessioni lumaca" non nasce da un rigurgito nostalgico, bensì da un’iniziativa ben ragionata che risponde a uno scopo ben preciso: il raggiungimento del prossimo miliardo di utenti.

Verso i mercati emergenti
È evidente. Dopo aver tagliato di slancio il traguardo del primo billion di iscritti, Facebook sa bene che non sarà facile bissare il risultato in tempi brevi. E che per riuscirci dovrà necessariamente fare breccia nei cosiddetti mercati emergenti, e in particolare in tutti quei Paesi incapaci finora di garantire un'esperienza Web al passo coi tempi.

Più che alla banda stretta, insomma, Facebook è interessata a tutti quegli utenti che - per cause di forza maggiore - si ritrovano a navigare fra mille difficoltà. Fatti i debiti paragoni, questi utenti stanno a Facebook come Maometto sta alla montagna, motivo per cui c’è chi pensa sia arrivato il momento di provare a cambiare rotta.

"Abbiamo creato un team che si occuperà specificamente di curare l’esperienza di Facebook nei mercati emergenti”, ha spiegato il Chief Product Officer di Facebook Chris Cox in occasione di un incontro con la stampa, sottolineando l’importanza che avranno nel futuro Paesi come l’India, ad oggi quasi integralmente connessi in 2G.

Un social network a misura di Rete
È proprio pensando a realtà come quella indiana che Facebook ha cambiato il suo modo di "concedersi" al pubblico. 

Il cosiddetto Network Connection Class, il sistema che consente di veicolare i contenuti in base alla velocità di connessione disponibile nasce proprio con questa finalità: regolare dinamicamente la quantità e la qualità dei contenuti in base alla banda disponibile in modo da rendere disponibili un numero sempre più alto di storie, foto, link e aggiornamenti.

E quando la connettività sarà del tutto assente - puntualizza Tom Alison, Engineering Director of Emerging Markets - l’utente non vedrà un News Feed bianco, ma potrà leggere le notizie e gli aggiornamenti caricati in precedenza.

Slideshow: una photogallery "leggera" al posto dei video pubblicitari 
È un processo che avrà impatto su tutto l’ecosistema del portale dell’amicizia, inserzionisti compresi. Facebook non si limiterà infatti a dirigere il traffico dei contenuti in base alla velocità della rete, ma lavorerà fianco a fianco con gli advertiser per crere strumenti capaci di ridurre la distanza dai consumatori.

L’ultimo di questi si chiama Slideshow, ed è - nelle intenzioni di Menlo Park - il formato pubblicitario che consentirà alle aziende di creare versioni più leggere degli spot video, sfruttando una serie di immagini statiche in sequenza.

L’obiettivo - pare chiaro - è permettere all’inserzionista di raggiungere audience più alte: una Slideshow della durata di 15 secondi, spiegano i responsabili del social network, ha infatti una dimensione circa 5 volte più ridotta rispetto a un video della stessa durata.

Meglio un uovo oggi che una gallina domani, verrebbe da dire. Del resto i grandi traguardi - e Facebook lo sa bene - si raggiungono anche così, puntando sulla semplicità, l'efficacia, la sostanza. 

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