Facebook Workplace
Social

Facebook Workplace: come funziona il social network del lavoro

Cos’è, cosa offre e quanto costa il nuovo servizio social creato da Mark Zuckerberg per le aziende “smart”

Portare nel mondo del lavoro tutte quelle dinamiche, e in particolare quelle legate al concetto di "condivisione", che hanno fatto di Facebook il luogo più importante della nostra vita digitale. Questo è in sintesi l’obiettivo di Facebook Workplace, una sorta di piccolo clone del più popolare dei social network in salsa business.

Non si tratta – è bene precisarlo – di un’alternativa a LinkedIn, quanto piuttosto di una soluzione mirata per le aziende che vogliono sperimentare alternative più dinamiche ed efficienti per gestire e condividere le informazioni al proprio interno. In questo senso si può quasi dire che il vero obiettivo di Facebook Workplace sia quello di rimpiazzare l’email, le conference call, la messaggistica aziendale (vedi Lync), l’intranet e tutte le altre applicazioni disaggregate che già oggi vengono utilizzate dai professionisti di mezzo mondo.

 

Da Facebook a Workplace il passo è breve 
Per riuscire in questo intento, a dire il vero abbastanza ambizioso, Zuckerberg punta tutto sulla qualità di un ambiente già “apparecchiato” per qualsiasi genere di attività: c’è la stanza per i Live, quella per le Work Chat, quella per i singoli gruppi aziendali, oltre alle varie funzionalità (reactions, traduzione automatica, trending post, filtri di ricerca, eventi di interesse) mutuate dal grande Facebook.

Con questi strumenti, promette lo staff di Menlo Park, le aziende potranno migliorare il flusso dell’informazione al proprio interno, avere risposte più rapide e – di conseguenza – prendere decisioni più tempestive. Il vantaggio rispetto a qualsiasi altra soluzione del genere (si pensi ad esempio a Slack o Yammer) sta nella possibilità di utilizzare un’applicazione che nelle sue dinamiche di base è già nota a tutti. In fondo chi oggi non è su Facebook?

I costi del servizio
A differenza del servizio in versione tradizionale, Workplace non sarà però gratuito: le aziende che vorranno implementarlo al proprio interno dovranno pagare una tariffa mensile variabile in base al numero dei dipendenti: si va dai 3 dollari per al mese per utente per le società con organico sotto i 1.000 lavoratori al singolo dollaro per utente per le mega-imprese con oltre 10.000 lavoratori. Una cifra tutto sommato ragionevole, se si tiene conto del risparmio che un sistema snello ed efficiente può recare in dote, soprattutto nelle aziende più ingessate.

L’idea di debellare alcuni dei mali che affliggono l’impresa moderna - dalle riunioni inutili allo scarso allineamento delle comunicazioni interne - sta in effetti solleticando l’interesse di molte imprese. Già un migliaio quelle che hanno aderito al progetto in fase beta (per il momento non ci sono italiane); se Zuckerberg dimostrerà di capire le dinamiche aziendali con la stessa disinvoltura che ha dimostrato di avere in campo sociale (e in fondo non c’è ragione di dubitarne, visto che è egli stesso a capo di una multinazionale grande e complessa), anche il mondo del business si tingerà presto di blu.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Foto su Facebook, tra porno e censura

Nuovo caso di revenge porn ai danni di una 14 enne irlandese. Tra giustizia negata e libertà di pubblicazione, tutte le contraddizioni dei social

Commenti