Facebook Suicide 2
Social

Facebook contatterà gli utenti a rischio suicidio

Presto sarà possibile segnalare i post più preoccupanti. Un team di esperti si occuperà di parlare con l'utente in questione

A volte è l'equivalente di un biglietto d’addio; altre volte è lo sfogo di chi non sa più come chiedere aiuto; altre ancora sono indizi sparpagliati sui social media negli ultimi giorni e nelle ultime ore. Negli anni il numero di persone che utilizza i social media per condividere post e messaggi che suggeriscano più o meno esplicitamente intenzioni suicide è aumentato vertiginosamente. In alcuni casi la visibilità di questi messaggi riesce a salvare la vita di una persona (è il caso di David Pajo, chitarrista degli Slint), ma il più delle volte il grido di aiuto viene raccolto quando è già troppo tardi.

Per questo motivo oggi Facebook, insieme ad altre realtà attive nel campo della prevenzione dei suicidi come Forefront, Now Matters Now, il National Suicide Prevention Lifeline e Save.org, introduce una nuova funzionalità che dovrebbe servire a lanciare un salvagente a chi si affida ai social network per comunicare il proprio disagio.

Già nel 2011, il social network di Mark Zuckerberg si era unito all’associazione Samaritans per attivare un servizio che consentisse agli utenti di segnalare post ritenuti “a rischio”; ma si trattava di un sistema che non coinvolgeva direttamente il soggetto interessato. Ora, Facebook inaugura una funzionalità che prevede un’interazione diretta con l’utente.

Il tool funziona così: hai notato che un tuo contatto ultimamenta tappezza la propria bacheca di post preoccupanti, potresti contattarlo direttamente ma hai paura di peggiorare solo le cose; perciò decidi di segnalare la cosa a Facebook. A questo punto, il social network sottopone la segnalazione ai partner dell’iniziativa e decide se prendere contatto con l’utente in questione. Ed è qui che la faccenda si fa più intricata.


Se un utente viene segnalato attraverso questo tool, potrebbe vedersi recapitare da Facebook un messaggio di questo tipo “Caro X, un tuo è convinto che tu stia attraversando un periodo difficile e ci ha chiesto di controllare un tuo post recente.”

Insieme al messaggio Facebook sottopone alcune opzioni, tra cui la possibilità di chiedergli di contattare un amico, metterlo in contatto con degli esperti, sottoporre dei video informativi o consigli pratici per superare specifiche difficoltà psicologiche.

Si tratta di un’iniziativa lodevole, che potrebbe rivelarsi risolutiva in situazioni in cui una persona è incapace di individuare una via d’uscita e tende a involvere in una condizione che crede (erroneamente) essere irrisolvibile. Spesso e volentieri i tentativi di suicidio possono essere fermati, ed è intollerabile pensare che un’invocazione d’aiuto possa essere disinnescata dai capricci dell’algoritmo che gestisce il News Feed. Il nuovo tool aumenta le possibilità che un’intenzione suicida possa essere recepita dagli utenti più vicini a quella persona.

Tuttavia, la nuova modalità scelta da Facebook espone il fianco a una serie di critiche. C’è chi infatti crede che la scelta di Facebook di inviare un messaggio così personale a una persona in difficoltà possa rivelarsi controproducente o, nel caso in cui l’utente non abbia alcuna intenzione di suicidarsi, fonte di imbarazzo e mortificazione.

Bisogna però considerare che questa iniziativa non è solo farina del sacco di Menlo Park, si appoggia a un’equipe di esperti e accademici che hanno precisamente il compito di riconoscere le situazioni più a rischio, e quelle che richiedono un certo tipo di approccio.

Per ora la novità è attiva per il 50% degli utenti americani, ma presto sarà estesa anche nel resto del mondo.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Una roadmap per prevenire i suicidi

Nel sesto anno dall’inizio della crisi economica mondiale, la comunità scientifica continua a sottovalutare il fenomeno. La denuncia di due psichiatri su Nature

Commenti