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Ecco come Facebook influenza gli elettori americani

Prima il badge, oggi qualche ritocco al filtro che seleziona le notizie di attualità sulle pagine degli utenti

Mark Zuckerberg

– Credits: Justin Sullivan/Getty Images

Facebook dal 2008 ha inventato il "badge": una sorta di applicazione che permetteva agli utenti del social di annunciare di aver votato.

Questo ha portato quattro anni fa alle urne ben 340.000 americani in più. Ma il social network di Zuckerberg non si è limitato al "megafono dei votanti".

Come riporta il Mother Jones in un articolo di Micha L. Sifry (fondatore di Personal Democracy Media), Facebook ha anche manipolato il flusso di notizie viste dai suoi iscritti (quasi 1.9 milioni di utenti).

In pratica a pochi mesi dalle elezioni, il filtro che seleziona le notizie di attualità che vengono evidenziate sul social e poste in alto, è stato modificato. Dunque l'attenzione ai fatti che riguardavano la politica del governo si è alzata significativamente (dal 64 al 67%).

Questo potrebbe non essere un male ma, secondo l'autore, Facebook non lo ha dichiarato ovvero non è stato trasparente. E il potere di influenzare i Feed e di indirizzare, a seconda dei contenuti scelti, gli elettori verso una scelta politica, resta inquietante.

Dopo gli esperimenti sulla manipolazione delle emozioni,  la politica di Facebook sulla possibilità di realizzare indagini o esperimenti che riguardano, in questo caso, gli esiti elettorali dovrebbe essere più trasparente.

Ogni volta che il social network di Zuckerberg mette in atto un'indagine di mercato o altera i Feed dovrebbe dichiararlo apertamente: gli utenti, se consapevoli, possono poi decidere se diventare "cavie da laboratorio" o no.

In questo modo, invece, a giochi fatti, non si può che subire. E questo, sicuramente, non potrà che portare un'ondata di critiche al social più frequentato del mondo.

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