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Facebook vuole anche l'hashtag

Dopo la funzionalità subscriber e l'utilizzo del simbolo @, il saccheggio di Twitter è completo. Zuckerberg a corto di idee o i rivali sono davvero meglio?

Hashtag timber

– Credits: Shovellin Son @ Flickr

C’è chi è così abituato a usarlo che lo infila anche negli SMS, c’è chi ancora non sa bene come funzioni e lo usa a casaccio per dare colore ai propri scritti, c’è chi lo usa ovunque, anche su Facebook, forse nella speranza che un giorno i suoi post vengano almanaccati come succede su Twitter.

Parlo dell’hashtag, quel simbolo “cancelletto” che negli ultimi anni è diventato lo strumento preferito di chi utilizza con sufficiente frequenza Twitter. Stando a una delle tante “fonti fidate” che a quanto pare abitano nella mansarda del Wall Street Journal, a Menlo Park starebbero lavorando per inserire gli hashtag anche nella struttura di Facebook .

La notizia non giunge del tutto inaspettata, dopotutto c’è chi (come Google+, Instagram e Pinterest) ci ha pensato da tempo, ma a differenza di altre indiscrezioni riguardanti i test di Facebook questa potrebbe avere un’importanza diversa.

L’hashtag infatti non è soltanto una delle tante funzionalità con cui Facebook potrebbe svecchiare la propria creatura, è piuttosto un sistema di catalogazione dei contenuti postati, una scorciatoia intelligente per raggruppare conversazioni e individuare tendenze, nonché un vantaggioso strumento per “aumentare” spot pubblicitari.

L’eventuale scelta di Facebook di incorporare anche gli hashtag (dico “anche” perché Facebook già da tempo ha scippato a Twitter l’idea dei follower-subscriber e l’utilizzo del simbolo @ per taggare persone) andrebbe a completare il mosaico composto dall’introduzione del nuovo Graph Search e del nuovo News Feed . Come ha anticipato Mark Zuckerberg in una delle sue ultime apparizioni pubbliche, Facebook si sta evolvendo da semplice social network a “giornale 2.0”, una piattaforma dove le persone possano cercare e pubblicare contenuti in modo ordinato e selettivo. In quest’ottica, uno strumento come l’hashtag consentirebbe una forma di catalogazione a priori che renderebbe poi più semplice la ricerca e la suddivisione tematica dei contenuti a posteriori.

E la pubblicità? Non temete, non ce ne siamo dimenticati. Naturalmente, l’introduzione degli hashtag aprirebbe nuove opportunità pubblicitarie (le campagne pubblicitarie di alcuni brand attraverso hashtag lo dimostrano) e fornirebbe a Facebook una nuova soluzione per la pubblicità su mobile. Mentre su desktop Facebook surclassa Twitter in termini di introiti pubblicitari (4,3 miliardi di dollari contro 0,5 miliardi), su mobile la forbice tra le due compagnie è molto meno ampia: quest’anno per Twitter sono previsti 249 milioni di dollari dal mobile advertising, mentre per Facebook se ne prevedono 851.

Rimane da capire se e quando Facebook decider di introdurre ufficialmente questa nuova funzionalità. È probabile che prima a Menlo Park intendano monitorare l’evoluzione del nuovo News Feed e di Graph Search, ed è verosimile che l’introduzione eventuale degli hashtag seguirà il lancio in tutto il mondo della nuova Timeline.

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