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WhatsApp: la polizia potrebbe leggere i nostri messaggi

Per David Cameron il primo sforzo anti-terrorismo è l’accesso governativo alle piattaforme di chat e messaggistica. Basterà a renderci più sicuri?

A rompere il ghiaccio è stato David Cameron, primo ministro inglese. Senza troppi indugi ha spiegato che se verrà riconfermato dopo le prossime elezioni di maggio, permetterà l’accesso governativo alle app più utilizzate per lo scambio di messaggi come WhatsApp, Skype, Facebook Messenger e iMessage. Vorrà dire rendere unitili le battaglie di aziende e governi in difesa della privacy, termine che sembra valere solo quando di mezzo ci sono le intercettazioni della National Security Agency ai danni dei politici europei.

Bannare gli imperscrutabili

Come sostiene il Guardian, Cameron sembra ormai deciso nel proseguire sulla dura linea del monitoraggio qualora riuscisse a garantirsi altri cinque anni di permanenza al numero 10 di Downing Street. A differenza di eventuali modifiche al piano Schengen, una stretta all’internet britannico verrebbe attuata in tempi brevi perché ogni Stato può legiferare per i suoi confini nazionali. Se il Regno Unito deciderà di mettere al bando servizi impossibili da intercettare, WhatsApp e Co. non potranno più essere utilizzati se non aprendo le loro porte agli organi autorizzati. Quello che Cameron chiede è infatti il prosieguo delle pratiche di monitoraggio perpetrate dalla National Security Agency e dalla controparte di Sua Maestà, la General Communication Headquarters (GCHQ), che negli anni ha sfruttato anche in Europa porte di servizio, in gergo backdoor, in software e applicazioni per spiare le conversazioni di milioni di navigatori.

Legge univoca                  

Non serviranno proteste e catene di messaggi (questa volta veri) per scongiurare il pericolo privacy. La scelta per le aziende sarà tra l’uscita da uno dei più importanti mercati al mondo o la consegna al governo delle chiavi di accesso ai loro servizi, pur mantenendo inalterate le misure di sicurezza tra utenti. Non verrebbero infatti eliminate la crittografia e le procedure che permettono alle persone di proteggersi contro attacchi hacker specifici. Il motivo è semplice: “Una simile legge servirebbe a costringere il produttore del software a dare accesso con backdoor ad un ente governativo o ad un soggetto legittimato ma non può esservi una modifica strutturale dell’app che valga per il resto del mondo” – ci ha spiegato Stefano Mele dell’Istituto Italiano di Studi Strategici Niccolò Machiavelli. WhatsApp rimarrebbe la stessa di adesso, con la differenza che Mr. Cameron avrebbe il diritto di spiare le conversazioni dei suoi cittadini.

Una breccia per tutti

In realtà non è solo questione di accesso limitato al governo. Le backdoor, nonostante l’utilizzo esclusivo, diventerebbero un problema più serio considerando la capacità di hacker e criminali informatici in giro per il mondo. Molti dei documenti diffusi da Edward Snowden all’interno del Datagate mettono in risalto l’esistenza di veri e propri buchi informatici nei software più diffusi per consentire alla NSA di spiare individui senza una precisa logica, se non quella della rete buttata nel mare magnum del web. Nessun portavoce statunitense potrà mai assicurare che tali porte di accesso siano state sfruttate solo dagli agenti e non anche dai criminali informatici per porsi come soggetti autenticati a spiare computer, smartphone e tablet. Per questo si affaccia in Europa lo stesso panorama di insicurezza digitale disegnato dal governo statunitense.

E in Italia?

Una volta che Cameron attuerà il super controllo della rete anche il resto dell’Europa potrebbe seguirlo. “Sicuramente sulle ali emotive di eventi come quello di Parigi molti governi avrebbero tutto l’interesse ad adottare una legge del genere” – conclude Mele. Qui la motivazione sarebbe politica: una volta aperto l’accesso al governo britannico per i messaggi scambiati sulle varie piattaforme, perché altri paesi non dovrebbero adottare una legge che permetta una simile agevolazione?

I terroristi sono sparsi ovunque nel vecchio continente, di certo non solo nel Regno Unito. A cosa servirebbe controllare le comunicazioni del solo territorio britannico escludendo di fatto le connessioni con gli altri paesi? La lunga marcia silenziosa dei leader a Parigi non è solo la dimostrazione di un’Europa che vuole essere più unita ma anche di un insieme di stati decisi ad agire in fretta per stanare il terrorismo, partendo dalla Rete. Cameron ha solo dato il calcio di inizio. 

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