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WhatsApp, ecco perché le nuove spunte blu ci rovineranno la vita

Sulla app arriva una notifica che permette di sapere se il destinatario ha letto il messaggio. E di cominciare a torturarsi tutte le volte che non risponde

Avevamo ancora il gusto dell’incertezza, la consolazione lieve del dubbio. Quei messaggi scritti a fatica, pesati nelle faccine e nelle virgole, cancellati poi daccapo ridigitati, erano sì stati consegnati al destinatario. E però la non risposta, il silenzio lugubre di minuti senza fine, ci lasciava un appiglio, l’ossigeno da uno spiraglio: «Avrà da fare, non l’avrà visto, non l’avrà ancora letto». «Lo leggo solo ora», era infatti la risposta puntuale tutte le volte che si osava chiedere ragione del ritardo. 

Non più. Mai più. WhatsApp si arma di nastro isolante, anzi di trapano e pannello in cemento, per tappare quel residuo refolo di sollievo nella conversazione ai tempi delle chat. Non introduce la temutissima terza spunta, come si vociferava da tanto tempo, ma fa qualcosa di analogo, d’identico: la doppia spunta blu. Il colore del cielo, il suo riflesso nel mare, sarà l’odio di ansiosi, spasimanti non a dovere contraccambiati, fidanzati gelosi, amici bisognosi d’attenzioni, colleghi snobbati, parenti molesti. La doppia spunta blu, come si legge sul sito ufficiale del servizio, indica, spietata, che il destinatario ha letto il tuo messaggio. Punto e basta. 

 

S’insinua anche nei gruppi, nel trafficato vociare a più dita, malefica fino in fondo: ogni messaggio si colora di blu quando tutti i partecipanti lo hanno visto. Insomma, siamo chiari: scordatevi di dire che vi siete persi qualcosa nel caos d’interventi plurimi sul luogo in cui andare a cena o su cosa regalare all’amico che fa il compleanno. Svampiti una volta, mai per sempre: lo smartphone vi inchioda all’evidenza. 

Tanto per non farci mancare nulla, c’è un’altra dritta da aggiungere nel calderone della tortura digitale. Non appena WhatsApp si aggiornerà anche sul vostro telefono (mentre scriviamo, in Italia la doppia spunta blu comincia a essere disponibile su alcuni modelli e sistemi operativi), potrete premere con il dito su ogni riga di testo spedita e accanto ai classici «copia», «elimina» e «inoltra», troverete una nuova opzione: «info». Toccatela e saprete l’ora, il minuto e – tutto vero – il secondo esatto in cui il destinatario ha visualizzato il messaggio.

Insomma, anche se non guardate la chat in modo compulsivo, sarete consapevoli se lui o lei vi ha risposto volutamente dopo un’ora, due o tre. E se dirà: «Sì, ma l’ho appena letto», sappiate che starà mentendo. Appena era tre ore fa. Senza scadere nel retorico, è lecito domandarsi se davvero abbiamo bisogno di questa sovrabbondante infinitesimale precisione. Negli Stati Uniti grandi blog celebrano la novità con titoli come «WhatsApp finalmente ti dice quando i tuoi messaggi sono stati letti». Noi, perché gelosi della nostra privacy, forse per il rimpianto del piacere di non sapere, non esultiamo. Altre coppie scoppieranno, altre amicizie salteranno, altri rapporti si logoreranno. Forse è un’esagerazione, probabilmente no.

Rivendichiamo (e difendiamo) il diritto di rispondere quando preferiamo, senza trasformarlo in un atto di scortesia, di mancanza di rispetto, però siamo consapevoli che non funziona così. Che se non il galateo, almeno la consuetudine del virtuale, impone una certa immediatezza. Altrimenti è come incontrare qualcuno per strada, ascoltare cosa ha da dire e tirare dritto. A questo ci condanna la doppia spunta blu. E sì, che stress.

Non resta che una strada: difendersi dalla tecnologia imparando ad aggirarla. Usando la furbizia dove l’intelligenza, o almeno il buon senso, non arrivano. Le due spunte grigie non diventano blu se visualizziamo i messaggi nel blocco home del telefono, quello in cui scorrono tutte le notifiche. Se son lunghi, vedremo solo un’anteprima, ma almeno potremo farci un’idea del contenuto. Oppure, niente blu se restiamo nella home della app, quella con l’elenco delle chat attive e le leggiamo, anche una dopo l’altra, mentre l’altro le sta scrivendo. Nascondersi non è impossibile. Certo, ognuno dovrà chiedersi perché si è ridotto a farlo.

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