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Smartphone & Tablet

Privacy digitale: licenziata perché non vuole essere spiata

Una donna americana ha rifiutato di usare un’applicazione voluta dal datore di lavoro che ne avrebbe monitorato gli spostamenti 24 ore al giorno

Una notizia da prendere con le molle ma che se fosse vera avrebbe dei risvolti pesanti. Myrna Arias, un’ex dipendente di Intermex, azienda che si occupa di trasferimento di denaro da e verso l'America Latina, ha affermato di essere stata licenziata per aver disinstallato un’app dal proprio smartphone. Detta così sembrerebbe molto più assurda di quello che è; allora cerchiamo di fare chiarezza.

La storia

John Stubits, il capo di Myrna, aveva “invitato” i suoi dipendenti ad installare sui propri telefoni cellulari l’app Xora StreetSmart, parte del gruppo ClickSoftware, in grado di organizzare e gestire le attività lavorative di utenti diversi ma anche di visualizzare i luoghi visitati grazie alla localizzazione GPS. Proprio tale funzione avrebbe spinto la donna a cancellare l’app dallo smartphone, convinta che si trattasse di una spudorata invasione della privacy.

La risposta

Come si legge dalla denuncia depositata presso la Corte Superiore di Kern County: “Stubits ha ammesso di aver utilizzato l’app per monitorare i dipendenti anche fuori dal lavoro, tanto che spesso si vantava con loro di sapere a che velocità andavano in specifici momenti della giornata fuori dall’orario di ufficio”. A quel punto Myrna aveva spiegato di poter accettare un tracciamento durante il lavoro ma non fuori dalle mura della Intermex, paragonando l’uso dell’app a quello del braccialetto alla caviglia usato per localizzare i detenuti. Alla risposta di Stubits (“Sopporterai di essere spiata perché Intermix ti paga”) la donna ha rimosso l’app dallo smartphone; un’azione liberatoria che però le ha fatto perdere il lavoro. 

Cosa rischia

Adesso la Intermex rischia una multa di 500.000 dollari per danni personali ed economici a causa degli stipendi persi dopo il licenziamento. L’accusa chiede una condanna piena per la compagnia basandosi sull’asserto secondo cui: “L’intrusione è un’offesa contro la ragione”. Oltre ad Intermex, ad andarci di mezzo potrebbe essere anche ClickSoftware che sviluppa la suite di Xora visto che secondo Myrna la funzione “clock in/out”, presente nelle impostazioni dell’app e che dovrebbe bloccare il monitoraggio via GPS quando indesiderato, non funzionerebbe tanto da consentire all’amministratore di rintracciare la posizione dgli utenti registrati di continuo.  

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